C’è foto e foto…

C’è foto e foto…

La foto del bambino di Aleppo ferito, seduto sull’ambulanza, era su tutti i giornali. L’hanno definita foto ’simbolo’ della guerra, di quello che sta succedendo in Siria.

Come se non si sapesse cosa sia la guerra e cosa produce! I grandi mezzi di informazione hanno sempre bisogno di immagini forti, che provochino emozioni, e poi si sa le emozioni passano…
Restano invece gli affari della guerra, i grandi interessi e alcune riflessioni che, delicatamente, irridono alla pace e rendono più accettabile la guerra.
Così oggi, 22 agosto, ci sarà un’altra immagine simbolo, quella sulla nave Garibaldi con Renzi, Merkel e Hollande. Sì, proprio sulla portaerei Garibaldi. Non servono molti commenti, la scelta non è certo casuale.

Il bambino ferito ad Aleppo… poverino. Ma quando c’è da vendere armi e investire nella guerra, la fotografia si cambia.

Su un grande quotidiano come il Corriere della Sera, Antonio Polito lo scorso 17 novembre scriveva:“Quelle idee appassite: essere pacifisti in un mondo così bellicoso. Il pacifismo resta una nobile opzione morale, ma non è più una risposta realistica di fronte a chi ci dichiara guerra, o a chi ci chiede, come il socialista Hollande, di aiutarlo in guerra. … Essere pacifisti in un mondo così bellicoso, mentre sono in corso una cinquantina di conflitti e mentre le vittime di molti di quei conflitti sbarcano ogni giorno sulle nostre spiagge, non è una opzione politica. Quando la guerra era un metodo di risoluzione delle controversie internazionali, l’abbiamo ripudiata. Ma che facciamo se diventa una necessità di autodifesa, se abbiamo bisogno come oggi di qualcuno che contempli l’uso, proporzionato e legittimo quanto si vuole, della forza militare contro chi arma gli uomini-bomba? ” E’ solo uno dei tanti esempi, non me ne voglia il Corriere. Si potrebbero citare anche molti corrispondenti di guerra che quando parlano di bombardamenti usano la parola ‘martellare’, fa meno impressione e non fa venire in mente la foto del bambino di Aleppo o gli Ospedali ripetutamente colpiti.
Sarebbe bello se qualche giornale oggi, magari lo stesso Corriere della Sera, dedicasse un pò di spazio per documentare quante armi questi tre ‘signori e signora’ hanno venduto a Paesi sostenitori dell’Isis, come l’Arabia Saudita ad esempio. Da Cagliari sono partite tonnellate di armi per Riyad e ci sono anche le foto, volendo, ma non sono abbastanza ‘simboliche’.(www.disarmo.org).
L’emozione per la foto di un bambino sarà presto cancellata e arriverà la foto ‘simbolo’ dalla portaerei Garibaldi. Il messaggio è chiaro, al popolo e alla grande lobby delle armi. Finmeccanica ha piazzato al Kuwait 28 Eurofighter Typhoon, ‘il più avanzato aereo da difesa multiruolo di nuova generazione disponibile sul mercato’. Finmeccanica, come capocommessa, può contare su una quota pari a poco meno del 50% di un valore del contratto tra 7 e 8 miliardi, quindi tra i 3 e i 4 miliardi.
Che dire ancora?
Forse conviene chiudere con le parole di papa Francesco: “Mentre il popolo soffre, incredibili quantità di denaro vengono spese per fornire le armi ai combattenti. E alcuni dei paesi fornitori di queste armi, sono anche fra quelli che parlano di pace. Come si può credere a chi con la mano destra ti accarezza e con la sinistra ti colpisce?” (5 luglio 2016).

22 agosto 2016
Renato Sacco,
Coordinatore Nazionale di Pax Christi

(articolo tratto da paxchristi.it)

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