Giovani, condivisione e aggregazione – contributo di Daniele Taurino, Elena Grosu e Giulia Sparapani

Giovani, condivisione e aggregazione – contributo di Daniele Taurino, Elena Grosu e Giulia Sparapani

Una sede e una rete di collaborazioni per l’azione – di Daniele Taurino, Elena Grosu e Giulia Sparapani

Giovani, condivisione e aggregazione

Una sede e una rete di collaborazioni per l’azione

di Daniele Taurino, Elena Grosu e Giulia Sparapani *

Nascita del Centro

Il nostro gruppo è nato quando alcuni giovani del litorale romano hanno deciso di farsi ‘Centro’ a Fiumicino, in un territorio dove la nonviolenza non aveva trovato ancora una casa stabile. “L’essenza della nostra missione – scrivevamo nel documento di presentazione al MN nazionale con il quale aderivamo ufficialmente alla Carta Programmatica – consiste nella condivisione, nell’alleanza e nell’aggregazione di forze, risorse, intelligenze ed energie positive, spontanee, nuove e diverse. Ci siamo dati il compito, attraverso la pratica quotidiana del metodo nonviolento, di superare nell’immanenza ciò che è diventato bassezza, depressione e volgare miseria”. Ma l’esperienza non nacque all’improvviso. Prima di arrivare al riconoscimento del nostro Centro in sede di Coordinamento nazionale (avvenuta il 24 marzo 2012) infatti, Daniele Taurino come rappresentante d’Istituto del Liceo Anco Marzio di Ostia e iscritto al MN, aveva promosso nel 2011 a scuola l’adesione al digiuno contro la guerra e il nucleare (Libia e Giappone): un’azione nonviolenta non solo simbolica, ma anche concreta. Un digiuno del cibo – a staffetta – e della parola che ha avuto il merito non solo di aiutare la riflessione personale, bensì anche di rendere collettiva la necessità di ragionare sul rifiuto la violenza per scegliere la strada della nonviolenza. Da qui un gruppo, sparuto ma prezioso, di studenti e studentesse (anche dei licei confinanti), ha iniziato a incontrarsi per parlare, in particolare, di come apportare l’aggiunta nonviolenta nelle accese proteste studentesche che erano allora in corso. Da questo gruppo più largo, il 13 maggio 2011 quattro giovani volenterosi (Daniele, Mattia, Daniela e Alessandro) hanno dato vita alla prima riunione come gruppo locale del MN, iniziando il percorso, come suggerito dallo stesso Mao Valpiana, ben prima del riconoscimento nazionale. Abbiamo deciso, in vista del XXV Congresso del Movimento Nonviolento che si terrà a Roma (con nostra gioia ed entusiasmo), di provare a sintetizzare gli elementi che hanno caratterizzato il passaggio dalla nascita allo sviluppo del nostro Centro.

Una casa, una rete locale

Tre sono gli elementi che hanno permesso un rapido sviluppo del nostro gruppo. In primo luogo, la possibilità di avere una sede in cui incontrarsi e fare attività, grazie all’ospitalità dell’associazione Io, Noi; la sede in comune con altre realtà locali ha reso facile la costruzione di una rete di collaborazioni e l’accesso a progetti già in atto in cui cimentare il nostro entusiasmo, come per esempio la scuola d’italiano per stranieri. Tale ‘rete’ ci ha permesso, per esempio, di organizzare, praticamente appena nati, una nostra numerosa partecipazione al Marcia Perugia-Assisi del 2011 co-promossa dal MN.

L’importanza di Pietro Pinna e il Gruppo Giovani

Decisiva è stata per consolidare il senso di appartenenza del nostro gruppo al MN la figura e il riferimento a Pietro Pinna che ci ha fin dall’inizio sollecitati a distanza a tenere in piedi un vero e proprio Gruppo Giovani del Movimento basato sui principi della coerenza dell’aggiunta nonviolenta e antimilitarista, della continuità delle iniziativa, della convinzione con cui portare avanti le azioni dirette. “Fate i banchetti, i verbali, riunitevi più spesso che potete” ci ha ripetuto più volte, ammonendoci nel fare chiarezza tra pacifismo, a-violenza e nonviolenza. Quest’ultima deve avere il suo perno nell’antimilitarismo e il suo orizzonte nell’aggiunta del disarmo unilaterale. È per questo che abbiamo proposto al Coordinamento nazionale le tre C di Piero come titolo del Congresso ed è con questo spirito che abbiamo affrontato il nostro assiduo impegno nelle due fasi della Campagna Un’altra difesa è possibile. Sottolineiamo come la grande iniziativa nazionale dell’Arena di pace e disarmo e poi l’impostazione della Campagna mediante l’atto pratico della raccolta – di firme prima e di cartoline poi – abbia portato maggiore partecipazione e coinvolgimento diretto dentro e fuori al nostro gruppo. Un’altra azione nonviolenta da noi direttamente organizzata che ci teniamo a citare (non potendo elencare la molteplicità delle nostre iniziative) è la Marcia delle donne e degli uomini scalzi svolta l’11 settembre 2015 a Fiumicino. Un’altra attività che ci tiene molto impegnati è la responsabilità che ci siamo assunti per la rivista Azione nonviolenta.

La Biblioteca per la Nonviolenza e le attività culturali

Riteniamo che il disarmo unilaterale militare debba cominciare da ognuno di noi, disarmando le barriere culturali che abbiamo nella nostra testa e che ci impediscono di vivere e aggiungere il nostro valore per una società aperta. Pertanto, l’avere una biblioteca che ospita un assortimento di volumi interamente dedicati alla nonviolenza è risultato uno strumento molto utile per approfondire queste tematiche ed avvicinarvi coloro che lo desiderano. La nostra Biblioteca per la Nonviolenza, la cui direzione è ora affidata a Elena Grosu, si propone come luogo di studio e ricerca individuale, ma anche e soprattutto come luogo di scambio, come stimolo al dibattito culturale, come punto di riferimento per i giovani del territorio. Il nostro prossimo obiettivo è entrare a far parte come biblioteca riconosciuta del Polo degli Istituti culturali, registrandoci al Servizio Bibliotecario Nazionale. Per far questo ci siamo dati l’obiettivo di raggiungere i 1000 volumi entro la fine dell’anno (ora siamo a 597 testi catalogati): stiamo lanciando proprio in questi giorni la campagna Lo sbarco dei Mille…libri e chiediamo l’aiuto di tutti. Abbiamo sempre cercato di coniugare le nostre passioni e talenti (musica, teatro, cinema etc.) con l’organizzazione delle nostre attività culturali promuovendo instancabilmente cineforum a tema, letture recitate e musicali dei testi dei Maestri, incontri di approfondimento su temi specifici, presentazioni di libri. È stato molto prezioso quando ciò è avvenuto con la partecipazione di esponenti nazionali del Movimento o figure amiche come Fabrizio Truini e Franco Ferrarotti.

Verso il Congresso di Roma

Al Congresso di Torino ci siamo arrivati poco dopo due riusciti convegni: Un tu più affettuoso. La questione animale tra analisi e prospettive future (a Bari, su iniziativa di Gabriella Falcicchio) e L’atto del Tu quotidiano. Diritti e doveri alla prova della nonviolenza (Fiumicino) che ci hanno permesso di portare la nostra aggiunta sul tema dell’antispecismo e della liberazione animale. Temi che hanno continuato ad esserci cari e su cui, anche prima dell’imminente Congresso, abbiamo organizzato la presentazione del libro di Steven Best Liberazione totale. La rivoluzione del 21° secolo. In aggiunta, ci presenteremo a Roma l’1 e 2 aprile con molti progetti in atto e in cantiere tra cui ci piace citare il nostro apporto – di contenuti e di programmazione – alla seconda edizione dei Social Days: Festival delle associazioni che vede coinvolti i gruppi giovanili di molte associazioni del litorale romano; l’iniziativa Vite sospese: un ciclo di sei seminari sul problema delle carceri e sulle condizioni di vita dei detenuti che stiamo portando avanti insieme ad Alternativa Onlus e in collaborazione col Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Fiumicino. Infine, prepareremo collettivamente ulteriori proposte per la discussione nelle commissioni congressuali con il convegno pubblico del 25 marzo: “Giovani, partecipazione e nonviolenza”.

* Centro territoriale del Movimento Nonviolento del Litorale romano

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