In Ucraina gli obiettori hanno bisogno di sostegno

In Ucraina gli obiettori hanno bisogno di sostegno

Nel corso della scorsa sessione del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite (33esima sessione 13-30 Settembre 2016), l’Alto Commissario per i Diritti Umani ha riportato un aggiornamento sulla situazione dei diritti umani in Ucraina.

Benché questa non sia tra le situazioni di cui si parla di più sui media, occorre non dimenticare che nella parte est del Paese (Donbass) è in atto  un conflitto armato tra forze governative ed i gruppi armati delle autoproclamatesi “Repubblica popolare di Donetsk” e “Repubblica popolare di Luhansk”. La Vice-Alto Commissario per i Diritti Umani, Kate Gilmore, ha riportato che nel periodo tra maggio e agosto di quest’anno c’è stato un aumento delle ostilità sulla linea di conflitto e gravi violazioni dei diritti umani sono in atto da parte di tali gruppi armati, nello specifico sparizioni forzate e detenzioni arbitrarie.

In tale sede, IFOR (International Fellowship of Reconciliation – Movimento Internazionale di Riconciliazione) ha richiamato a gran voce gli Stati al fatto che in tale situazione di conflitto la coscrizione militare è tornata obbligatoria e l’obiezione di coscienza è possibile solo per alcune minoranze religiose. Chiedendo quindi di offrire protezione, e se appropriato Asilo, a coloro che non vogliono prendere parte – né con l’esercito ucraino né con le milizie armate – in un conflitto contro i propri stessi concittadini e intendono esprimere la propria obiezione di coscienza.

Inoltre, IFOR ha portato l’attenzione alla vicenda di uno dei rappresentanti di spicco del movimento Euromaidan: Ruslan Kosaba. Della sua storia si sono occupate diverse ONGs, tra cui anche il BEOC, la quale si è conclusa lo scorso giugno dopo 15 pesanti mesi di detenzione ed un’accusa di alto tradimento caduta in appello.

A causa di quale terribile crimine Ruslan è stato accusato di essere un traditore della madre patria? Per aver postato su Youtube un video (sottotitoli in francese) in cui chiedeva i suoi concittadini di non prendere parte a questa guerra fraticida e di rifiutare la chiamata al servizio militare.

Per vedere il video della dichiarazione dell’IFOR cliccare qui (min. 34.18 cap. 16)

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