Movimento Nonviolento: “I nostri passi di pace”

Movimento Nonviolento: “I nostri passi di pace”

In questo 2014, anno delle celebrazioni del centenario della prima guerra mondiale, abbiamo scoperto di essere entrati nella terza guerra mondiale, della quale si stanno svolgendo i singoli “capitoli” nei vari scenari del pianeta.

Dalla Siria all’Ucraina, dalla Palestina al Congo, dall’Iraq alla Libia, a tutte le latitudini le guerra e la violenza sono tornate prepotentemente ad essere la “continuazione della politica con altri mezzi”. Il Global Peace Index del 2014, che ogni anno misura il tasso di pace nel mondo in base agli indicatori significativi, segnala che dal 2008 la situazione è peggiorata in ben 111 Paesi su 162. Solo chi non ha tenuto conto della spaventosa crescita delle spese militari globali nell’ultimo decennio, che non ha eguali nella storia dell’umanità – come il Movimento Nonviolento ed Azione nonviolenta denunciano regolarmente – può stupirsi della guerra che entra nelle nostre case con la violenza delle immagini e sbarca sulle nostre coste con la tragedia dei profughi.

La violenza genera violenza, la guerra genera guerra. Nessuna guerra può generare un mondo più giusto. La prima guerra mondiale ha generato i fascismi che hanno portato alla seconda guerra mondiale, che a sua volta ha generato Hiroshima e Nagasaki, la corsa agli armamenti, l’incubo atomico nel quale viviamo ed una miriade di guerre infinite, a cominciare dal Medio Oriente, che oggi deflagrano in questa diffusa terza guerra mondiale.

Eppure la lezione non è servita. Dopo l’11 settembre 2001, che ha dato avvio alla guerra infinita, i governi non hanno approntato nessuno strumento di intervento nei conflitti alternativo alla guerra: non esiste un corpo civile capace di fare prevenzione nei conflitti prima che degenerino in guerre, di dare protezione e sostegno ai civili e ai movimenti disarmati, di operare una vera interposizione tra le parti nelle fasi acute, di promuovere la riconciliazione nelle fasi successive; la stessa ONU è stata svuotata politicamente ed economicamente, e non dispone di una vera polizia internazionale. Invece gli arsenali sono stati ricolmati di armi sempre più costose e micidiali, portando le spese militari globali – come, anno dopo anno, indica il SIPRI di Stoccolma – di gran lunga oltre il picco dell’epoca della cosiddetta “corsa agli armamenti”. La produzione e il commercio internazionale di armamenti non ha mai conosciuto epoca più fiorente, soprattutto verso il Medio Oriente e i Paesi in conflitto. Anzichè chiedere all’ONU un intervento per proteggere in Iraq le vittime kurde dalla violenze dello “Stato islamico”, il governo italiano ha deciso – con viltà – di mandare armi alla popolazione affinché si protegga da sé, alimentando ancor più la guerra di tutti contro tutti.

Di fronte a questo scenario di violenze e viltà, di fronte alla reiterazione degli orrori ed alla follia della guerra, non possiamo rimanere silenti e inerti.
Per questo il Movimento Nonviolento – insieme a Rete Disarmo e Rete Pace – è tra i promotori della Manifestazione nazionale “Un passo di pace” che si terrà a Firenze il 21 settembre in piena continuità con l’Arena di pace e disarmo dello scorso 25 aprile: “la liberazione dalla guerra si chiama disarmo, la resistenza alla violenza si chiama nonviolenza”, oggi più che mai.
Per questo il prossimo 2 ottobre avvieremo la Campagna Disarmo e Difesa Civile, e saremo in tutte le piazze d’Italia a raccogliere le firme per la Legge di iniziativa popolare per il disarmo e la difesa civile, non armata e nonviolenta, che darà ai cittadini la possibilità di finanziare i Corpi civili di pace – capaci di intervenire nei conflitti con la forza della nonviolenza – anziché l’acquisto di micidiali sistemi d’arma che alimentano e generano nuove guerre.
Questi sono i nostri passi di pace, verso la nonviolenza.

Movimento Nonviolento
www.nonviolenti.org
www.azionenonviolenta.it

  1. […] il Movimento Nonviolento, in un proprio comunicato, denuncia per l’ennesima volta che “a tutte le latitudini le […]

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