Nessuno morirebbe nel Mediterraneo

Nessuno morirebbe nel Mediterraneo

riflessione di Peppe Sini del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo

Le stragi nel Mediterraneo avvengono per decisione dei governi europei.

Se un qualunque governo europeo finalmente consentisse ad ogni essere umano di poter giungere qui in modo legale e sicuro, la strage cesserebbe.

Nessuno morirebbe nel Mediterraneo.

Se non fornissimo le armi ai dittatori, ai terroristi, alle organizzazioni mafiose.

Se non rapinassimo i popoli del sud del mondo, se non devastassimo e desertificassimo i loro paesi.

Se non riducessimo miliardi di esseri umani alla fame e alla disperazione, alla schiavitù e all’inedia, al terrore e all’orrore.

Se riconoscessimo che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà.

Se riconoscessimo che salvare le vite è il primo dovere.

Se consentissimo ad ogni essere umano di muoversi liberamente su questo unico pianeta casa comune dell’umanità.

Se permettessimo ad ogni essere umano di viaggiare in modo legale e sicuro e di scegliere dove vivere in sicurezza e serenità.

Se ammettessimo che è giusto che tutti gli esseri umani godano degli stessi diritti di noi europei.

Se prendessimo sul serio la Dichiarazione universale dei diritti umani; la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea; la Costituzione della Repubblica Italiana.

Se rompessimo ogni complicità con i dittatori, i terroristi, le organizzazioni mafiose, i poteri schiavisti ed ecocidi.

Nessuno morirebbe nel Mediterraneo.

Se a tutte le persone in fuga dalla morte e dall’orrore consentissimo di porsi in salvo viaggiando in modo legale e sicuro.

Se soccorressimo, accogliessimo, assistessimo le persone che chiedono il nostro aiuto, che hanno diritto al nostro aiuto, che è nostro dovere aiutare.

Nessuno morirebbe nel Mediterraneo.

Se il nostro governo non li facesse morire negando loro il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro, costringendo così innumerevoli innocenti in fuga dalla fame e dalle guerre, dall’orrore e dalla morte, a gettarsi tra gli artigli delle mafie dei trafficanti per tentar di salvare le proprie vite.

Se i paesi europei non li facessero morire perseverando in una politica colonialista e razzista, militarista e maschilista, schiavista ed ecocida, di rapinatori e vampiri.

Se le istituzioni europee decidessero finalmente di prendere sul serio e rispettare i propri codici penali che condannano l’omicidio e l’omissione di soccorso.

Se il popolo italiano, i popoli europei, si battessero per ottenere subito il riconoscimento del diritto di ogni essere umano a giungere qui in modo legale e sicuro.

Se i nostri governi cessassero di fare ed alimentare le guerre, cessassero di essere complici e sicari dei poteri che rapinano interi continenti, cessassero di favoreggiare le mafie schiaviste.

Nessuno morirebbe nel Mediterraneo.

Sia riconosciuto subito il diritto di tutti gli esseri umani a giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.

E per tutte le persone in pericolo di vita si appronti subito un servizio di trasporto pubblico e gratuito.

“Centro di ricerca per la pace e i diritti umani”, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com,centropaceviterbo@outlook.it

  1. emanuele bianconi 30 maggio 2016, 17:20

    Se soltanto la metà dei 25 miliardi di € che il nostro paese (…..e immaginate quanti in tutta Europa!) mette a bilancio ogni anno x le forze armate, fossero investiti in ricerca scientifica contro le malattie, per il rispetto dei diritti umani, per l’annullamento della fame e la soluzione dei problemi di nostra madre Terra……..”seconda stella destra, questo è il cammino”….un’utopia che ci spinge a continuare il cammino!

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