Peppe Sini scrive alla Commissione Affari Costituzionali del Senato

Peppe Sini scrive alla Commissione Affari Costituzionali del Senato

nella nuova legge elettorale sia inclusa la proposta del riconoscimento del diritto di voto alle persone che pur non essendovi nate vivono in Italia

Alle ed ai componenti della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica

Oggetto: nell’imminente discussione sulla nuova legge elettorale sia inclusa la proposta del riconoscimento del diritto di voto ai milioni di persone che pur non essendovi nate vivono stabilmente in Italia

Egregie senatrici ed egregi senatori componenti della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica,

nell’imminente discussione sulla nuova legge elettorale chiediamo che sia finalmente inclusa la proposta del riconoscimento del diritto di voto ai milioni di persone che pur non essendovi nate vivono stabilmente nel nostro paese.

Come e’ scritto in un appello sostenuto da numerose autorevoli personalita’: “Il fondamento della democrazia e’ il principio ‘una persona, un voto’; l’Italia essendo una repubblica democratica non puo’ continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui. Vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all’Italia ingenti benefici ma che tuttora sono privi del diritto di contribuire alle decisioni pubbliche che anche le loro vite riguardano”.
*

Egregie senatrici ed egregi senatori componenti della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica,
certamente non ignorate che da decenni si attende una legge ordinaria che riconosca a tutti i residenti il diritto di voto nelle elezioni amministrative; nulla osta a tal fine, massime se si consideri che tale diritto e’ gia’ riconosciuto agli stranieri residenti in Italia provenienti da altri paesi dell’Unione Europea.

Ma non solo a livello locale – dai Comuni alle Regioni – occorre riconoscere il diritto di voto a questi milioni di persone che sono parte rilevante delle nostre comunita’, ma anche per quel che concerne l’elezione del Parlamento: per questo specifico caso l’opinione prevalente e’ che occorra una riforma costituzionale (ma vi e’ chi sostiene che sia preferibile e sufficiente modificare la legislazione sulla cittadinanza); il dibattito e’ aperto ma sarebbe bene che non si protraesse all’infinito e che tenesse presente non solo la modellistica formale ma anche e ancor piu’ la realta’ effettuale: la presenza in Italia di oltre cinque milioni di persone attualmente private del primo diritto democratico, il diritto di partecipare alle decisioni che li riguardano li’ dove realmente vivono.
*

Egregie senatrici ed egregi senatori componenti della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica,
chiunque sente che protrarre ulteriormente l’esclusione dal diritto di voto di milioni di persone che vivono stabilmente nel nostro paese, non solo costituisce un vulnus alla democrazia, ma e’ un oggettivo fattore di discriminazione che concretamente favoreggia ulteriori forme di oppressione.

Chiunque sa che razzismo e schiavismo si contrastano e si sconfiggono con la forza della legalita’, con la forza della democrazia: e che il primo principio della democrazia e’: una persona, un voto; il primo principio della legalita’ e’: uguaglianza di diritti e di doveri per tutte le persone.
E chiunque comprende che e’ nella negazione dei diritti, nell’esclusione che disumanizza, che cresce la disperazione e l’alienazione che puo’ portare fino agli esiti piu’ tragici.
Queste cose voi le sentite, le sapete, le comprendete. Agite dunque per il bene comune.
Adoperatevi per inverare la prima promessa e il fondamento stesso della democrazia: una persona, un voto.

Ringraziandovi per l’attenzione, con i migliori auguri di buon lavoro,

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

Viterbo, 17 gennaio 2017

Mittente: “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, centropaceviterbo@outlook.it

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