Rivendicare con forza la produzione e/o l’acquisizione di Aerei antincendio

Rivendicare con forza la produzione e/o l’acquisizione di Aerei antincendio

L’Italia va in fumo, il fuoco sta bruciando anche quest’anno, ma con una voracità mai vista, migliaia di ettari di bosco. Gli italiani assistono impotenti a questa distruzione, in parte dolosa, in parte, probabilmente dovuta
al clima torrido effetto dei mutamenti climatici in atto.

Un confronto tra la Flotta italiana antincendio e i velivoli militari

Eppure i nostri vigili del Fuoco e la Protezione Civile fanno il possibile. Nel 2017 a metà di luglio da inizio anno i Canadair hanno compiuto oltre mille missioni per
contribuire a spegnere molti dei ventiduemila gli incendi. Nel 2016 sono andati in fumo 58mila ettari di boschi, il 40% in più rispetto al 2015. E nei primi mesi del 2017 le richieste di intervento delle Regioni alla flotta aerea dello Stato sono aumentate “al punto da risultare la stagione invernale più complicata dal 2004,
dopo il 2012”.
Già, Protezione Civile e Vigili del Fuoco fanno il possibile !!! Ma con quali mezzi ???

16 sono i Canadair ClA15, efficiente aereo antincendio, una decina gli aerei antincendio leggero Fire Boss, tra i 5 ed i 13 gli elicotteri messi, in parte a disposizione anche dall’Esercito Italiano, dalla Marina Militare e dalla Capitaneria di porto. La flotta, nel 2011 aveva una capacità di circa 145mila litri di acqua e di liquido estinguente. La flotta è dislocata su 14 basi: Cagliari, Catania, Ciampino (Rm), Napoli-Capodichino, Comiso (Rg), Genova, Grottaglie (Ta), Lamezia Terme (Cz), Olbia, Trapani, Rieti, Cecina (Li) e Viterbo. 6 Regioni
non hanno alcuna disponibilità di mezzi aerei antincendio.
Uno è indotto a pensare che tutto sommato, per un paese indebitato come l’Italia, non sia poi una flotta così piccola. Infatti nell’estate 2013, i Canadair sono stati ridotti di 15 unità. Motivo: mancanza di fondi nonostante il nemico incendi divori il nostro territorio, compromettendo gli equilibri ecologici e facendo anche vittime umane.

Però i fondi ci sono per difenderci con abbondanti e costosissime armi da nemici che i nostri stessi interventi, e l’eredità del passato coloniale occidentale, e l’avida fame di risorse energetiche hanno creato. Spesso armi inutili in un conflitto asimmetrico ed eticamente (e legalmente) inaccettabile, armi che generano insicurezza
anziché aumentarla.

Per fare un confronto, restando solo in ambito aeronautico, ed escludendo i mezzi di Carabinieri (che pur sono la prima Forza armata dell’Esercito e della Polizia di stato, ai 16 Canadair, 10 Fire Boss, 5 elicotteri della Protezione Civile, si contrappongono più di 470 tra Cacciabombardieri, velivoli da trasporto, da guerra elettronica, ecc. e gli oltre 490 elicotteri militari delle 3 FF.AA. (dati prudenziali – vedi tabelle qui).

Il rapporto grossolano è 1/18 per gli aeroplani e 1/98 per gli elicotteri. Una cosa incredibile, inaccettabile.
Non capisco infine come i lavoratori del settore aeronautico e i “loro” sindacati abbiano smesso da anni di rivendicare la necessità di produrre, almeno su licenza, un centinaio di Canadair antincendio. Bisognerebbe rivendicarlo con determinazione, e non gioire quando arrivano commesse da paesi in guerra o che violano i diritti umani o per l’acquisto interno di costosissimi e pericolosissimi F35, vettori nucleari, in barba alla nostra Costituzione, al TNP e al nuovo Trattato per la messa al bando delle armi nucleari.

Elio Pagani, 18.07.2017

 

 

  1. alberto trevisan 25 luglio 2017, 17:26

    Grazie all’amico Elio che da più di 40 anni si batte per la riconversone dal mlitare al civile. Chi più di lui può informarci su queste scandalose contraddizioni.?
    Alberto Trevisan – obiettore di coscienza sia alle spese militari oltre che al servizio miliitare negli anni “70 e più volte incarcerato

    Reply

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