Sabato pomeriggio a sei anni

Sabato è stato un giorno importante per la mia famiglia! Abbiamo festeggiato i sei anni della mia figlia maggiore! Lei si sente più grande e, seppur ancora non sappia leggere, si sforza di dimostrare la conoscenza delle lettere e del loro significato.

Tutta la famiglia è stata coinvolta nell’evento, mia moglie ha fatto un enorme torta con la con l’immagine di un cartone animato e io ho gestito un po’ di logistica casalinga. La festa è riuscita bene, tanti bambini e tanti genitori. Tutto quello che ci si aspetta da una festa di bambini.

Parallelamente alla festa di mia figlia un’altra bambina di sei anni passava un pomeriggio diverso. La piccola era con una zia per raccogliere erbe per gli animali. La terra è quella di Palestina, le colline a Sud di Hebron. In questi luoghi i pastori e i contadini resistono nonviolentemente alla presenza di coloni israeliani che occupano la loro terra dagli anni settanta, anno nel quale queste persone si sono trasferite sul cocuzzolo di una collina dicendo che Dio aveva detto che quella era terra loro.

Questi coloni, le cui case sono tutte illegali per la convenzione di Ginevra e in parte illegali anche per lo stato israeliano dicono che Dio ha donato loro questa terra e i palestinesi se ne devono andare. Spesso sono minacciosi e violenti tantè che i bambini palestinesi di Tuba arrivano alla scuola di at Tuwani scortati dall’esercito israeliano (che ha volte si dimentica della sentenza che li obbliga a proteggiere questi bambini).

Contemporaneamente alla festa di mia figlia questa bimba si beccava un sasso in testa e uno nella gamba. Solo due ore dopo l’accaduto un medico militare istraeliano ha prestato le prime cure e la piccola con lo zio si sono poi recati alla stazione di polizia di Kyriat Arba per sporgere denuncia contro i coloni responsabili dell’attacco.

Ma come è possibile che questo accada? Perchè? Da cosa si difendono questi coloni? Da cosa si sentono minacciati?
Si sentono minacciati da una bambina di sei anni che va ha cercare erbe con una parente sulla sua terra….ed è proprio qui la forza di queste palestinesi speciali; tutti scelgono di non arrendersi e di far sapere che su quella terra ci sono e ci saranno sempre. In tutto questo mi chiedo e continuo a chiedermi perchè questa genta si senta in diritto di lanciare sassi su una bambina! Mi piacerebbe chiederlo al sig. Netanyahu che crede che per la sicurezza del suo stato debbano essere ampliate le colonie israeliane sul territorio palestinese.

Sono stato in Palestina e Israele molti anni fa ma per tutto il mio anno in quei luoghi ho sentito forte l’ipocrisia della parola “sicurezza” che è una foglia di fico che non riesce a nascondere una politica che purtroppo crea insicurezza per entrambe le parti. La conferma la ho avuta dai molti istraeliani che affiancano i palestinesi delle colline a Sud di Hebron nella loro lotta e scelta nonviolenta.

Chiediamo scusa a questa bambina perchè rischia andando nella sua terra a raccogliere erbe, rischia andando a scuola e la sua vita è segnata dalla paura. Sentiamoci tutti responsabili.

Ciao Fabrizio

Approfondimenti:

il comunicato di Operazione Colomba

Tomorrow’s Land documentario che racconta la resistenza nonviolenta nelle colline a sud di Hebron)
immagine tratta da operazionecolomba.it

Palestina

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