Tutto l’odio che c’è non mi avrà (quasi) mai!

Tutto l’odio che c’è non mi avrà (quasi) mai!

E’ impossibile restare indifferenti davanti all’ennesimo attentato che ha portato ancora morte nel cuore dell’Europa aggiungendo violenza e morte alla barbarie che accompagna quotidianamente il nostro vivere.

A volte mi verrebbe voglia di accantonare il fermo credo nonviolento che da anni mi accompagna e lasciarmi trascinare nel gorgo dell’odio. L’odio che sento in molti commenti alla radio, alla tv, nei social network e nelle molte discussioni alle quali mi capita di partecipare e/o assistere. Lasciarmi avvolgere dalla voglia di avere un nemico forte da odiare, da condannare e da voler eliminare. I colpevoli sono “loro”, sono “loro” che devo odiare e sperare che qualcuno li elimini definitivamente dalla faccia della terra. Sperare che una ruspa li faccia sparire dalla mia vista, invocare la chiusura delle frontiere, l’innalzamento dei muri contro “loro”… Lo sento l’odio che sale dentro me, quasi fosse un qualcosa di fisico, di materiale. Poter urlare tutta la mia rabbia e il mio odio contro “loro” perché è “loro” e solo “loro” la colpa se il Mondo vive nella barbarie. Lasciarmi andare all’invocare la guerra santa, l’armarmi contro di “loro” e lasciarmi prendere da quel “terribile amore per la guerra”, lasciare che la ragione armata dentro di me abbia il sopravvento. Sarebbe forse una liberazione per me, eternamente condannato, con altre amiche e amici della nonviolenza, a proporre le vie alternative alle armi e alla violenza.

Per mia fortuna c’è però, ancora forte in me, una voce che si rifiuta di essere presa dal gorgo dell’odio; una voce che urla forte che tutto l’odio che c’è non mi avrà mai e che, nonostante mille dubbi, mille perplessità crede ancora nell’umanità. Viviamo in un mondo nel quale le persone sono capaci di tremende azioni e della peggior violenza. Ma le persone sono capaci anche di splendide cose e di convivere in pace e serenità. In questo io continuo ad avere fiducia e questo mi permette di sconfiggere l’odio che si insinua in me.

La convulsione storica che stiamo vivendo non è scoppiata improvvisamente, come un terremoto, ma è cresciuta per decenni, nei quali nulla si è fatto per evitarne l’esplosione, né per preparare una valida alternativa. E’ come trovarsi davanti ad un incendio devastatore senza aver mai fatto prevenzione e senza avere in mano neppure un secchio d’acqua per spegnerlo. Che si potrebbe fare? Nulla. Tutte le energie, tutti i finanziamenti, tutta la politica è stata indirizzata a preparare esclusivamente la macchina bellica, che infatti oggi è pronta e aggressiva, con portaerei, bombe, truppe, elicotteri, carri armati; tutto ben organizzato, costruito e finanziato in anni e anni. Ma non funziona! E dopo aver speso migliaia di miliardi nell’apparato tecnico-scientifico-militare e non aver mai investito nemmeno un euro nella preparazione nonviolenta, gli amici della nonviolenza si trovano accusati di non avere possibili soluzioni veloci alla tragedia in corso.

Chiudo con le parole scritte oggi da Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento: “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità, che la facciano le bombe dei terroristi di Daesh o le bombe sganciate da aerei di eserciti regolari. Oggi piangiamo le vittime di Bruxelles e condanniamo i carnefici assassini. Oggi abbiamo bisogno di mezzi di soccorso per salvare i feriti dell’attentato e i profughi in fuga dall’inferno. Oggi sentiamo la mancanza di una polizia efficiente contro i criminali terroristi e di una polizia internazionale per fermare i criminali di guerra. Oggi dobbiamo difendere i diritti umani di tutti, dei turisti e cittadini innocenti come delle popolazioni che subiscono i bombardamenti indiscriminati. Oggi e domani dev’essere il momento della nonviolenza, l’unica via per salvare l’umanità dal suo suicidio”.

Massimiliano Pilati Presidente Forum Trentino per la pace e i diritti umani – Articolo apparso sul Corriere del Trentino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RUBRICHE

c’era una volta… e ora?

Daniele Lugli di Daniele Lugli


Sentinella, quanto resta della notte? »

PASSI : dalla Sardegna e oltre...

Carlo Bellisai di Carlo Bellisai


Carbonia: una casa del popolo per la nonviolenza »

"Si scrive Scuola Pubblica, si legge Democrazia"

Mauro Presini di Mauro Presini


A chi ha finito le parole »

La domenica della nonviolenza

Peppe Sini di Peppe Sini


Una meditazione in un giorno di digiuno »

"Nonviolenza: la via della Pace"

Enrico Peyretti di Enrico Peyretti


Recensione: Un cristianesimo non innocente »

Sforzi di Pace

Fabrizio Bettini di Fabrizio Bettini


Pazzi e bugiardi »

Diritto di Critica

https://twitter.com/CanestriniLex

Nicola Canestrini di Nicola Canestrini


Tortura di stato »