Azione nonviolenta, 1 – 2019 (Anno 56, n. 631 – gennaio-febbraio)

Azione nonviolenta, 1 – 2019 (Anno 56, n. 631 – gennaio-febbraio)

Numero monografico sulla Rete In Difesa Di dedicato a Sandro Canestrini. – L’editoriale di Mao Valpiana

Azione nonviolenta

E’ uscito il numero 1-2019 (gennaio – febbraio) di “Azione nonviolenta”, rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, bimestrale di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Azione nonviolenta, 1 – 2019 (Anno 56, n. 631 – gennaio-febbraio)

Numero monografico sulla Rete In Difesa Di

In questo numero:

Editoriale di Mao Valpiana: Onore a Sandro Canestrini, il nostro avocato difensore

La Rete In Difesa Di per i diritti umani, di Massimiliano Pilati; Ambiente, diritti, indigeni, sempre più sotto attacco, di Francesco Martone; Un piano d’azione per tutelare i diritti umani, di Lorena Cotza; Un accordo di pace che ammazza i leader sociali, di Alessandra Zaghini; La Commissione speciale ONU sui Difensori dei diritti umani; Nurcan Baysal: donna, curda e giornalista, a cura della Redazione; Jani Silva, la contadina femminista costruttrice di pace, di Francesca Caprini; Giornalisti minacciati di morte se denunciano politici corrotti, di Valentina Vivona; Gli avvocati sono sentinelle dei diritti e delle libertà, di Nicola Canestrini; Attivisti per la democrazia, con la nonviolenza in Congo, a cura del Gruppo di lavoro; Detenuti palestinesi e israeliani vivono in condizioni insostenibili, di Luisa Morgantini; Il nodo trentino della Rete In Difesa Di, di Massimiliano Pilati; Gli obiettori di coscienza garantiscono il “diritto alla pace”, di Martina Lucia Lanza e Daniele Taurino.

Campi estivi 2019 per vivere la nonviolenza.

Nel nome della legalità penale e costituzionale della ragionevolezza, di Archivio Disarmo

Avere memoria del passato per guardare al futuro, di Movimento Nonviolento

Lettera agli iscritti, di Mao Valpiana

La nostra piccola economia, di Piercarlo Racca

Rubrica

Lettere dal futuro/1

Non bastava l’antirazzismo, ci voleva la cultura della convivenza, di Alexander Langer.

In copertina: Difendere chi difende i diritti

In seconda di copertina: Sommario

In settima: Biani alla settima. Qui bisogna difenderci da soli.

In quarta di copertina: Foto dipinta di Andrea Samaritani

Direzione e amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. e fax 0458009803

(da lunedì a venerdì: ore 9-13 e 15-19) an@nonviolenti.org – www.azionenonviolenta.it

Per abbonarsi ad “Azione nonviolenta” inviare 32 euro sul ccp n. 18745455 intestato al Movimento

Nonviolento, via Spagna 8, 37123 Verona (Iban: IT 35 U 07601 11700 000018745455).

Abbonamento solo in formato elettronico, 20 euro

E’ possibile chiedere una copia omaggio, inviando una email all’indirizzo an@nonviolenti.org scrivendo nell’oggetto “copia di ‘Azione nonviolenta’”.


L’editoriale di Mao Valpiana

Onore a Sandro Canestrini

il nostro avvocato difensore

Una vita per il diritto e la libertà

La notizia è arrivata il 5 marzo: è morto Sandro Canestrini. Siamo ancora in tempo per fermare le macchine con la rivista già in stampa. L’editoriale va riscritto. Bisogna rendere il giusto omaggio alla memoria del nostro storico avvocato, dedicando a lui il numero monografico sui difensori dei diritti umani.

Sandro Canestrini, classe 1922. Ha partecipato alla resistenza antifascista, e poi dal 1948 è stato iscritto all’ordine degli Avvocati di Rovereto. Ha sempre coniugato impegno politico con impegno professionale (è stato consigliere regionale per il P.C.I. e poi per la Nuova Sinistra – Neue Linke con Alexander Langer). Con la sua criniera bianca, sempre impeccabilmente pettinato, era un leone nelle aule dei Tribunali. Colleghi, giudici, avversari gli portavano il meritato rispetto. Era anche un bell’uomo, Canestrini, alto, fiero, quasi aristocratico, ma affabilissimo nei modi di fare. Ha condotto le battaglie processuali più difficili, dal disastro del Vajont alla strage di Stava, il primo maxiprocesso alla mafia, l’attentato di piazza Fontana, gli inquinamenti ambientali, la difesa dei “terroristi” sudtirolesi, sempre dalla parte delle vittime, dei più deboli, delle minoranze.

L’hanno definito “l’avvocato che vinceva le cause perse”.

Le sue arringhe sono memorabili (quella del Vajont durò 16 ore), piene di cultura, storia, citazioni di Gandhi, Socrate, Voltaire, Brecht.

È sul finire degli anni ’60 che si offre come difensore degli obiettori di coscienza al servizio militare. Patrocina le cause di disertori, renitenti, anarchici, e partecipa attivamente alla campagna per il riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza. È presente alle Marce antimilitariste, tiene i contatti tra il movimento e gli obiettori detenuti nelle carceri militari. Da allora la sua storia si intreccia sempre più con quella del Movimento Nonviolento.

Dal 1982 al 1990 organizza e guida il collegio di difesa degli obiettori fiscali alle spese militari: processi in tutta Italia, da Sondrio a Ragusa, a Roma in cassazione, per difenderli dall’accusa di “disobbedienza alle leggi di ordine pubblico”. Ci riuscirà. Alla fine ci sarà l’assoluzione per tutti. Poi difende i pacifisti messi alla sbarra nella lunga stagione di Comiso, le manifestazioni contro l’installazione dei missili nucleari, per le occupazioni della base militare. Lo troviamo al nostro fianco anche nei processi per i blocchi ferroviari contro il treno della morte che trasportava le armi per la prima guerra del Golfo nel 1991. Una infinita vicenda giudiziaria, che si protrarrà per 14 anni e si concluderà con una assoluzione piena e una bellissima sentenza che, diceva Canestrini, “andrebbe studiata sui banchi di scuola”. A lui piaceva moltissimo il contatto con i giovani, ai quali amava spiegare il senso del diritto e li sfidava con le traduzioni delle sue citazioni latine.

Al termine di tutti questi innumerevoli processi, non abbiamo mai visto una parcella. Anzi, Sandro allungava un generoso contributo “per le spese dell’organizzazione”. Assiduo lettore di Azione nonviolenta, cui è sempre stato abbonato, vi ha anche collaborato attivamente con la memorabile rubrica “Il megafono” (varrebbe forse la pena di raccogliere in una pubblicazione quei suoi scritti, sempre acuti e provocatori).

Con gli anni Sandro Canestrini si è avvicinato al Movimento non solo come difensore ufficiale, ma via via si è fatto persuaso della nonviolenza e ad un certo punto volle iscriversi e partecipare attivamente da “militante”. Dal 1994 al 1997 è stato eletto Presidente, e poi dal 1997 è stato nominato “Presidente onorario a vita”. La sua, infatti, è stata una vita intensa, interamente dedicata agli ideali “di pace, giustizia e libertà”, come ripeteva anche negli ultimi anni ritirato nella sua casa di Egna/Neumarkt circondata dalle amate montagne. La sua amicizia è stata un bene prezioso.

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