Campagna riconversione RWM: un punto di svolta

Campagna riconversione RWM: un punto di svolta

Un primo passo avanti concreto – di Carlo Bellissai

La recente approvazione da parte della Camera dei Deputati della mozione sul blocco dell’esportazione e del transito di bombe e missili verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi è un primo passo avanti concreto dal versante istituzionale, che dà nuovo valore ad anni di lotte da parte dei movimenti pacifisti, antimilitaristi e disarmisti sardi, al di fuori e all’interno del Comitato Riconversione RWM, che negli ultimi tre anni è riuscito a dare organizzazione e continuità alla campagna. E’ un punto di svolta importante, ma non ancora una vittoria, visti i forti interessi in gioco e la mobilità delle dinamiche internazionali.

Intanto dobbiamo aspettare ancora i termini temporali del blocco e tutte le parti applicative, ma soprattutto non potremmo dire di aver vinto interamente la nostra lotta fino a quando non saranno realizzati gli obiettivi:

  • La riconversione della fabbrica e la salvaguardia dei posti di lavoro.
  • La fine della guerra nello Yemen.

Per il raggiungimento del primo obiettivo ci sarà bisogno di esercitare pressione sulle Istituzioni, a cominciare dalla Regione Sardegna, perché si facciano parte attiva nel promuovere la riconversione, tutelando i posti di lavoro. Sarà importante anche cercare un nuovo dialogo con i lavoratori della RWM di Domusnovas e con i sindacati sulle possibilità di riconversione. E’ importante iniziare a tessere per ricucire quello che comunque è stato da molti percepito come un conflitto fra i pacifisti e i lavoratori, per quanto conflitto apparente, indotto dalle politiche di delocalizzazione delle multinazionali delle armi. Smascherare il falso conflitto può servire perché in futuro il lavoro non sia oggetto di nuovi ricatti.

Il secondo obiettivo non è del tutto alla nostra portata, ma sappiamo che possiamo comunque influenzarlo già col raggiungimento del primo. Potremmo già adesso sostenere le ONG che prestano soccorso alle popolazioni yemenite, stremate dai bombardamenti e dagli effetti conseguenti, come colera e fame. Potremmo lanciare campagne di sensibilizzazione e forse di boicottaggio.

Sappiamo che entrambi gli obiettivi non sono stati raggiunti e che dobbiamo continuare a lottare, ogni giorno con un po’ di fiducia in più, per un mondo libero dalle armi e dalle guerre.

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