• 28 Novembre 2025 19:51

E Putin? Il dibattito è aperto

DiRedazione

Ott 24, 2025

Pubblichiamo una prima replica all’articolo di Mauro Bozzetti dal titolo “E Putin?”. Il dibattito è aperto. 

L’amico Mauro Bozzetti si chiede giustamente se il movimento che si è enormemente organizzato e sceso in piazza contro il genocidio di Gaza sia altrettanto sensibile nei confronti della guerra a noi più vicina, quella fra Russia e Ucraina.
È del tutto ovvio che i due conflitti non si possono confrontare: nel caso di Gaza c’è il quarto esercito più potente al mondo che dopo quasi 80 anni di vessazioni, occupazioni, uccisioni e tenendo in prigione decine di migliaia di palestinesi, anche molti minorenni, senza alcuna accusa e tantomeno processi, ha colto il terribile atto terroristico di Hamas per sterminare un intero popolo che non ha esercito.
Nel caso dell’Ucraina, pur non essendoci nessuna giustificazione all’invasione di 3 anni fa da parte della Russia di Putin, è necessario capirne la genesi.

La caduta del muro di Berlino, con la conseguente chiusura del Patto di Varsavia, aveva fatto sperare anche nella fine della NATO, per consentire una Europa ancora più larga, fino ai suoi confini orientali. Invece la NATO è rimasta ancora a fare guerre (1991 Iraq, 1992 Somalia, Belgrado 1999, 2001 Afghanistan, 2003 Iraq, 2011 Libia) rendendo di fatto l’ONU impotente proprio quando la soluzione diplomatica è più che mai necessaria per scongiurare le guerre.

Bene ha scritto la Rete Italiana Pace e Disarmo: “Esistono soprattutto le Nazioni Unite, collegate ad un sistema di diritto internazionale, troppo spesso violato da chi oggi lo invoca. Ma nonostante ciò siamo ancora imprigionati dentro una logica di schieramenti contrapposti, obbligati ad avere un nemico per ricercare una supremazia mondiale che alimenta la corsa agli armamenti ed è essa stessa fattore di instabilità. Come fossimo obbligati a camminare in avanti con la testa girata all’indietro. Non può essere così. Non deve essere così”.
Nel 1991 la NATO non si sciolse ma promise alla Russia che non si sarebbe espansa verso Est. Invece da 12 paesi oggi fanno parte della NATO 32 paesi.

La Russia ha chiesto invano, per anni, che questo processo si fermasse: per tutta risposta gli Stati Uniti ha sostenuto la rivolta degli Ucraini per rovesciare il presidente liberamente eletto Yanukovich, riuscendovi. Inoltre l’Ucraina ha bombardato le aree del Donbass a maggioranza russa causando circa 15 mila morti, ha proibito l’uso della lingua russa e ha inserito nel proprio esercito il battaglione Azov che si dichiara filonazista. Dopo l’invasione russa Zelensky ha sciolto tutti i partiti di opposizione. In questa situazione di crescente provocazione, così almeno l’ha vissuta la Russia, Putin ha deciso di invadere la Russia. Non va dimenticato che i paesi europei che fanno parte della NATO hanno una popolazione che è il triplo di quella della Russia e spese militari quasi doppie rispetto a quelle della Russia, a parità di potere d’acquisto.

Due mesi dopo l’invasione, si sono aperti negoziati per fermare la guerra ma sappiamo che Stati Uniti ed Europa hanno fatto saltare questi negoziati assicurando che avrebbero armato e sostenuto l’Ucraina fino alla vittoria. Cosa dovrebbero proporre i nonviolenti in questa situazione? Sicuramente fermare immediatamente la fornitura di armi all’Ucraina, proporre il congelamento dell’ingresso dell’Ucraina in Europa e soprattutto nella NATO, proponendo alla Russia di entrare nell’Unione Europea con l’impegno di sciogliere la NATO.

Bene ha scritto l’Università della pace delle Marche nel suo appello “Noi guardiamo le guerre con gli occhi delle vittime, di coloro che ricevono sulla propria testa le bombe, che soffrono i lutti, le deportazioni, gli stupri, le riduzioni in schiavitù; per questo crediamo che nessun blocco militare possa assicurare la pace, perché in ogni caso mette i popoli l’un contro l’altro armati. Solo negoziando un rinnovato concetto di sicurezza, libero innanzitutto dalle armi nucleari, si può allontanare definitivamente il pericolo delle guerre. Con la guerra tutto è perduto, mentre la Pace e solo la Pace è generativa di futuro e sicurezza”.

Noi stiamo con i popoli ucraini e russi, che come in tutte le guerre sono quelli che soffrono e muoiono per l’insensatezza dei loro governanti.

Luciano Benini