Gelati sbagliati ma buoni

Gelati sbagliati ma buoni

Insegnando a scuola i suoni GI GE GHI GHE GIA GIE può capitare che i bambini e le bambine si confondano e sbaglino qualcosa.
Del resto stanno imparando a scrivere la nostra lingua, che è abbastanza complicata, quindi uno sbaglio è normale. Inoltre succede spesso anche a noi adulti di scordare come si scrive il plurale delle parole che finiscono in CIA e GIA. [1]
L’altro giorno, nella classe seconda dove insegno, una bambina si è confusa e invece di scrivere GELATI ha scritto GIELATI.
Ho preso la palla al balzo e, dopo averle fatto notare la scrittura corretta, ho invitato tutti ad immaginare cosa potrebbe succedere in una GIELATERIA: “Se in una gelateria i gusti sono quelli che tutti conosciamo, quali gusti ci sarebbero in una Gielateria?”
Così giocando con le parole, cambiando una lettera, aggiungendola o togliendola, abbiamo inventato la storia a cui i bambini hanno dato il titolo di: “Gelati sbagliati ma buoni”.
È coinvolgente ogni volta inventare tutti insieme.
È sorprendente quanto si possa imparare da un errore.
È divertente quando gli errori diventano occasione per percorrere sentieri inesplorati.
È istruttivo imparare ridendo!
Comunque la pensiate buona lettura.

GELATI SBAGLIATI MA BUONI
Inventata insieme in classe seconda (ottobre 2021)
C’era una volta un gelataio che doveva fare una nuova insegna luminosa da mettere sulla sua gelateria.
Però il signore che doveva farla gliela fece sbagliata perché invece di scrivere “Gelateria da Gherardo” scrisse “Ghelateria da Gerardo”.
Il gelataio Gherardo, che non aveva soldi per rifare un’altra insegna, pensò allora di accettare quell’errore e di adattarsi alla nuova situazione.
Decise così che avrebbe inventato dei nuovi gusti di gelato cambiando una lettera dal nome del gusto originale, togliendola o aggiungendola.
Fu così che al posto del cioccolato inventò il gusto “coccolato”: fa stare bene chi lo mangia perché sembra che qualcuno ti stia coccolando. Poi, modificò la vaniglia in “maniglia”: talmente buona che può far aprire la bocca a tutti. Invece del cremino fece il “trenino”: può portare lontano sui binari del gusto. Smise di fare la panna ma ideò il gusto “capanna”: con una sola cucchiaiata fa sentire al caldo e al sicuro. Poi, al posto del bacio, creò il gusto “cacio”: così energetico che sembra di mangiare il cioccolato con le mandorle e il formaggio freddo. La pesca diventò “esca” per catturare nuovi palati e il limone si trasformò in “timone” per guidarti fra onde sfiziose. Infine sostituì la crema con il gusto “trema”: così buono da farti battere i denti fino a tremare.
I nuovi gusti di gelato piacevano così tanto a tutti che Gherardo iniziò a farsi chiamare Gerardo e divenne il gelataio più famoso del mondo.


[1] Se la lettera prima di CIA e GIA è una vocale, il plurale terminerà in CIE e GIE (es. camicia-camicie, valigia-valigie).

Se la lettera prima di CIA e GIA è una consonante, al plurale avrà CE e GE (parolaccia-parolacce, spiaggia-spiagge).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RUBRICHE

c’era una volta… e ora?

di Daniele Lugli


Sappia la sinistra quel che fa la destra »

Prima le donne e i bambini

di Elena Buccoliero


Bambini scomodi e Mamme Matte »

"Si scrive Scuola Pubblica, si legge Democrazia"

di Mauro Presini


Gelati sbagliati ma buoni »

PASSI : dalla Sardegna e oltre...

di Carlo Bellisai


Viviamo in un’economia di guerra »

Politicamente scorretto

di Mao Valpiana


Sul caso Riace, dei mezzi e dei fini »

Incontrando persone, vivendo il presente

di Giorgio Gatta


L'Altro Festival a Fiumicino »

Diritto di Critica

https://twitter.com/CanestriniLex

di Nicola Canestrini


SLAPP, ceffoni (giudiziali) a chi osa criticare: quali rimedi? »

Specchio riflesso

di Roberto Rossi


La scuola come desiderio »

"Nonviolenza: la via della Pace"

di Enrico Peyretti


Recensione: Un cristianesimo non innocente »

Sforzi di Pace

di Fabrizio Bettini


Pazzi e bugiardi »