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Microbiografie / 26 – Le classifiche dei due mondi (e sempre “Forza SPAL!”)

DiGiorgio Maghini

Mag 16, 2018

In questi ultimi tempi, però, da questo semplice desiderio di informazione nascono riflessioni piuttosto negative.

Prendiamo, ad esempio, domenica 11 marzo.

Campionato italiano: Juve e Napoli hanno 14 punti sulla terza.

Campionato inglese: prima a 16 punti dalla seconda.

Campionato tedesco: la capolista ha 20 (!) punti sulla seconda.1306

Campionato francese: la prima ha 14 punti sulla seconda.

Campionato spagnolo: le prime hanno 8 punti sulla seconda (parliamo di Barcellona e Atletico Madrid, mentre il mitologico Real è a 15 punti dalla vetta).

Cosa significa, questo?

Primo: che i campionati europei finiranno con almeno 4 o 5 giornate di anticipo.

Secondo: che decine e decine di squadre in tutta Europa stanno giocando da un pezzo per il secondo (il terzo, il quarto) posto.

Se – in un caso – si fosse manifestata una singola squadra “ammazza-campionato” si sarebbe potuto pensare ad un concentrarsi di talenti ineguagliabili, di un allenatore sotto una buona stella, di una dirigenza illuminata e – cosa che non guasta mai – di un po’ di fortuna.

Ma, dato che parliamo di tutti i maggiori campionati europei, forse possiamo azzardare una generalizzazione, peraltro facile da riassumere.

I ricchi non smettono di approfondire il loro divario rispetto ai poveri, dando vita, così, a due “mondi”: quello di chi ha già tutto e avrà sempre di più e quello di chi non può aspirare a niente.

Da questo non possono che derivare rabbia, frustrazione e rivolta, ma quelli del primo mondo (quelli – ripetiamolo – che hanno già tutto) non se ne curano più di tanto. Pensano solo ad arricchire il loro palmarès (come dicono quelli che di sport se ne intendono).

E non riescono a vedere il fatto che vincere un campionato dove – in pratica – non esistono contendenti è come completare un videogioco selezionando il “god’s mode”. Può piacere ai bambini di 7 anni, ma se lo fai da adulto hai qualche problema.

Dato che siamo ancora in clima post-elettorale, a me sembra che un’occhiata alle classifiche europee potrebbe dare molti spunti di riflessione alla sinistra italiana.

Ma non mi allargo a discorsi di cui sono iper-incompetente, per cui: FORZA SPAL!

Giorgio Maghini

Pedagogista e counsellor ad indirizzo sistemico-relazionale. Si occupa attualmente dell’ufficio comunicazione della Istituzione per i servizi educativi del Comune di Ferrara. Obiettore di coscienza, è stato Insegnante di sostegno e, in seguito, coordinatore pedagogico nella scuola dell’infanzia. Attualmente coordina un gruppo di Insegnanti di Religione, coi quali riflette sulla comunicazione della spiritualità nel mondo multiculturale. Ha insegnato "Teorie della comunicazione” all’Istituto di Scienze Religiose di Ferrara.

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