Microbiografie / 26 – Le classifiche dei due mondi (e sempre “Forza SPAL!”)

Microbiografie / 26 – Le classifiche dei due mondi (e sempre “Forza SPAL!”)

Di calcio non so assolutamente nulla (se si eccettua un irrazionale e viscerale amore per la SPAL e la bella storia dei suoi ultimi anni) ma mi piace rimanere informato, e seguo i principali campionati europei.

In questi ultimi tempi, però, da questo semplice desiderio di informazione nascono riflessioni piuttosto negative.

Prendiamo, ad esempio, domenica 11 marzo.

Campionato italiano: Juve e Napoli hanno 14 punti sulla terza.

Campionato inglese: prima a 16 punti dalla seconda.

Campionato tedesco: la capolista ha 20 (!) punti sulla seconda.1306

Campionato francese: la prima ha 14 punti sulla seconda.

Campionato spagnolo: le prime hanno 8 punti sulla seconda (parliamo di Barcellona e Atletico Madrid, mentre il mitologico Real è a 15 punti dalla vetta).

Cosa significa, questo?

Primo: che i campionati europei finiranno con almeno 4 o 5 giornate di anticipo.

Secondo: che decine e decine di squadre in tutta Europa stanno giocando da un pezzo per il secondo (il terzo, il quarto) posto.

Se – in un caso – si fosse manifestata una singola squadra “ammazza-campionato” si sarebbe potuto pensare ad un concentrarsi di talenti ineguagliabili, di un allenatore sotto una buona stella, di una dirigenza illuminata e – cosa che non guasta mai – di un po’ di fortuna.

Ma, dato che parliamo di tutti i maggiori campionati europei, forse possiamo azzardare una generalizzazione, peraltro facile da riassumere.

I ricchi non smettono di approfondire il loro divario rispetto ai poveri, dando vita, così, a due “mondi”: quello di chi ha già tutto e avrà sempre di più e quello di chi non può aspirare a niente.

Da questo non possono che derivare rabbia, frustrazione e rivolta, ma quelli del primo mondo (quelli – ripetiamolo – che hanno già tutto) non se ne curano più di tanto. Pensano solo ad arricchire il loro palmarès (come dicono quelli che di sport se ne intendono).

E non riescono a vedere il fatto che vincere un campionato dove – in pratica – non esistono contendenti è come completare un videogioco selezionando il “god’s mode”. Può piacere ai bambini di 7 anni, ma se lo fai da adulto hai qualche problema.

Dato che siamo ancora in clima post-elettorale, a me sembra che un’occhiata alle classifiche europee potrebbe dare molti spunti di riflessione alla sinistra italiana.

Ma non mi allargo a discorsi di cui sono iper-incompetente, per cui: FORZA SPAL!

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