Modena: “L’antibarbarie” – iniziative e incontri da marzo a maggio 2020 – quinta edizione

Modena: “L’antibarbarie” – iniziative e incontri da marzo a maggio 2020 – quinta edizione

ANTIBARBARIE: NECESSARIO IL RINVIO DELLE INIZIATIVE DI MARZO 2020.
Le iniziative in programma alla Tenda il 3 marzo, e in Galleria Europa il 5 marzo, sono rinviate a data da destinarsi. Fisseremo quanto prima le nuove date e le comunicheremo. – Dopo quattro edizioni assai seguite ed apprezzate, si riconferma anche per il 2020 il ciclo di incontri de “L’antibarbarie”.

Modena: “L’antibarbarie” – iniziative e incontri da marzo a maggio 2020 – quinta edizione

La partnership ormai consolidata tra il centro territoriale del Movimento Nonviolento, l’Ufficio Progetti Europei e Relazioni Internazionali del Comune di Modena, la coop sociale “Mediando”, la Caritas Diocesana, l’Università di Modena e Reggio Emilia (CRID-Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità) ha consentito di organizzare un nuovo ciclo di incontri con l’obiettivo di fare conoscere e dimostrare l’efficacia di strumenti e strategie nonviolente per affrontare e trasformare costruttivamente le tante lacerazioni del mondo contemporaneo.

L’antibarbarie è la nonviolenza, con il suo patrimonio culturale e pratico fondato sul dialogo e sull’ascolto, cornice entro la quale costruire relazioni rispettose e giuste, nei diversi contesti sociali in cui si presentano criticità e conflittualità.

E’ la strada maestra per realizzare incontro, inclusione, condivisione in una società attraversata da preoccupanti lacerazioni, ingiustizie, violazioni dei diritti umani.

E’ l’antitodo alla barbarie, alla disumanità, all’odio e alla violenza.

I conflitti sono componente naturale nelle relazioni, sia su scala micro che macro. Imparare modalità e tecniche per gestirli con mezzi pacifici, è condizione per evitare la loro degenerazione in scontro insanabile, violenza o guerra. In questo nuovo orizzonte culturale si colloca anche un radicale ripensamento dell’alterità e della diversità, non come minaccia, ma come risorsa.

Quest’anno gli organizzatori hanno voluto riprendere l’espressione cara ad Alexander Langer, “riparare il mondo”, pensando alle tante forme di “riparazione” oggi necessarie e possibili di fronte ai guasti del pianeta e delle relazioni: guerra, incuria ambientale e nei consumi, inquinamento che originano i danni climatici, giustizia riparativa, riconciliazione dopo violenze fatte o subite: queste sono frontiere di civiltà per una “rivoluzione culturale” che sa costruire ponti e creare le concrete condizioni per la pace.

E’ la sfida di oggi contro l’odio e contro i muri, per tracciare un futuro di umanità, rispetto, sostenibilità.

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