• 28 Novembre 2025 10:26

Un appello per El Fasher – Anche il Movimento Nonviolento fa causa comune con il popolo sudanese

DiRedazione

Nov 4, 2025

Anche il Movimento Nonviolento supporto l’appello dei missionari comboniani che chiedono al governo italiano un intervento urgente per istituire corridoi umanitari protetti per i civili bloccati senza cibo nella città assediata in Darfur. Oggi 4 novembre, tra le attività “Non festa, ma lutto”, abbiamo partecipato alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati con la partecipazione, oltreché dei Missionari comboniani, dei deputati e senatori Lia Quartapelli, Laura Boldrini, Paolo Ciani, Graziano Delrio e Filippo Sensi.

Il conflitto in Sudan tra l’esercito regolare (Saf) e le Rsf è iniziato nell’aprile 2023 e sta diventando sempre più cruento. È considerata la peggiore crisi umanitaria al mondo, con 12 milioni di sfollati e oltre 24,6 milioni di persone (più della metà della popolazione) in condizioni di grave insicurezza alimentare. Oltre 65.000 persone sono fuggite da El-Fasher. Prima dell’assedio ci vivevano 260.000 persone, ora intrappolate in città, con un rischio crescente di atrocità e violenze etniche, senza cibo, acqua e cure sanitarie. Le comunicazioni sono quasi impossibili: si tratta di una zona desertica, dove le infrastrutture sono state probabilmente distrutte. Forti delle vittorie, le milizie paramilitari Rsf si stanno spostando verso il Kordofan, nel tentativo di prendere anche la città di El-Obeid.

A distanza di più di sette mesi (anche allora c’era stata presenza del MN) dall’appello del marzo scorso , i promotori dell’incontro dai Missionari Comboniani, alla Comunità di Sant’Egidio, a Medici senza Frontiere hanno reiterato l’assoluta urgenza di prendere posizione e di compiere atti concreti dopo quanto è accaduto a El Fasher, capoluogo del Darfur settentrionale, dal 26 ottobre nelle mani della milizia paramilitare Forze di supporto rapido (RSF) dopo oltre 500 giorni di assedio.

Le richieste che l’appello fa al governo italiano per il Sudan e la città di El Fasher in particolare affinché in tutti i consessi internazionali si faccia promotore di tre azioni indispensabili:

  • una tregua umanitaria nel Darfur e in tutto il Sudan
  • l’apertura di passaggi sicuri e protetti per uscire dalla città per tutta la popolazione civile
  • il ripristino senza impedimenti dell’aiuto umanitario e degli aiuti nella città.