Cagliari: una camminata coinvolgente nel centro città

Cagliari: una camminata coinvolgente nel centro città

Oltre trecento persone a Cagliari per la Marcia Mondiale

Almeno trecento persone hanno partecipato il 29 febbraio a Cagliari alla tappa sarda della Seconda Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza che, partita da Madrid il 2 ottobre 2019 ritornerà nella capitale spagnola il giorno 8 marzo 2020, attraversando nel frattempo tutti i continenti.

E’ stata una manifestazione gioiosa, all’insegna della musica, della poesia, delle letture. Ci siamo soffermati negli slarghi delle vie del centro e dei negozi e i passanti si sono incuriositi per questa manifestazione che non si presentava solo come politica, ma anche artistica, culturale, popolare. Abbiamo potuto dare i volantini con gli obiettivi della marcia alle persone che li chiedevano.

  1. La proibizione delle armi nucleari. Il disarmo graduale e proporzionale da parte degli Stati. In Sardegna per la dismissione dei poligoni militari e la riconversione della fabbrica di bombe RWM.
  2. La riforma delle Nazioni Unite, affinché possano davvero lavorare per la pace e per attutire le conseguenze dei cambiamenti climatici, con l’istituzione di un Consiglio di Sicurezza per l’Ambiente ed uno Socio-Economico.
  3. La creazione delle condizioni per un pianeta integralmente sostenibile e di un sistema socio-economico rispettoso dei singoli e delle comunità.
  4. Nessuna discriminazione di specie, genere, orientamento sessuale, etnia, religione, situazione sociale, abilità-disabilità. Per una cultura dell’accoglienza, dell’inclusione e della convivenza pacifica che porti a soluzioni giuste e condivise delle controversie.

Con il coinvolgente contributo musicale dei Tenore “Supramonte” di Orgosolo e con i canti e la musica della “Banda Sbandati” abbiamo coinvolto molta gente che, per un giorno (ma noi speriamo di più) ha potuto soffermarsi a pensare che certi problemi ci riguardano tutti.

Questo è forse stato il segreto del successo di questa manifestazione che, pur in un clima di allarme sugli assembramenti per il corona virus, è riuscita a coinvolgere assai più dei trecento iniziali. I cortei non devono solo esprimere opposizione, ma essere un’occasione di coinvolgimento, che significa dare apertura, lasciare che la gente si incuriosisca e si avvicini. Speriamo di trarne esperienza per il futuro.

Carlo Bellisai

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