Consiglio di lettura N.15: ‘Stella Rossa’ di Alexander Bogdanov

Consiglio di lettura N.15: ‘Stella Rossa’ di Alexander Bogdanov

Sinceramente non sapevo nemmeno chi fosse. Sì, una vaga, lontana reminescenza dai tempi della scuola superiore, come nome significativo durante la Rivoluzione Russa.

Poi esce il nuovo libro di ‘Wu Ming’,  un collettivo di scrittori attivo da vent’anni, autore di uno dei romanzi, per me, più belli di sempre: ‘Q’, quando ancora si chiamava ‘Luther Blisset’. Lo prendo, essendo appassionato delle loro storie e scopro l’esistenza di questo Bogdanov, personalità importante, poliedrica, capace di contrastare Lenin nell’ascesa a voce guida della lotta operaia e contadina contro gli zar. Wu Ming costruisce una vicenda in cui il protagonista è proprio l’autore russo che riceve la visita di un personaggio che sembra uscito dal suo libro, una donna di nome Denni che cerca Leonid, un rivoluzionario, vecchio amico di Bogdanov, ora misteriosamente scomparso. È l’occasione per lui di tornare indietro e fare i conti con se stesso e il suo passato, tra gare di scacchi con Lenin, situazioni di crisi con i compagni di partito, fino ad allontanarsi dalla vita politica e riprendere gli studi medici, finendo per diventare direttore di un centro di trasfusioni di sangue.
Libro interessante e stimolante, anche se, a dir la verità, a mio gusto, non il più riuscito di Wu Ming. La caratteristica essenziale del loro modo di scrivere è sempre stata quella di proporre storie verosimili in contesti storici ben precisi, dal Rinascimento alla Rivoluzione Francese. Qui c’è un tentativo, legittimo e condivisibile, di allargare il tiro e inserire elementi di fantascienza, di avventura più smaccatamente fiction. Ecco, qualche stridore l’ho avvertito, ma forse dipende dal fatto di essere così affezionato al loro stile precedente da non poter godere appieno di questa novità. Anche se, ad esempio, la figura femminile è la migliore e la più rilevante nella loro galleria di personaggi.
Comunque: mi è venuta voglia di saperne di più di questo autore russo che già nel 1908 aveva scritto un romanzo di fantascienza ambientato su Marte, che era stato direttore del ‘Prolet Kult’, l’ente di riferimento per la creazione e diffusione di una nuova cultura rivoluzionaria, nonché inventore di una interessante teoria sul rapporto tra uomo e natura, la ‘tectologia’, basata sull’idea che ogni organismo debba costantemente riformulare il proprio equilibrio con l’ambiente circostante, fino a traferire questo concetto in sperimentali tecniche di utilizzo drl sangue umano come vettore di energie dinsmiche. Insomma un genio che, come tutti coloro che possono essere definiti tali, ha un alto livello di lucida follia. Mi sono, quindi, procurato ‘Stella Rossa’: un capolavoro assoluto. C’è  tutto: i viaggi interplanetari, la questione ambientale, la lotta tra uomo e natura, la spinta alla violenza insita in ogni essere vivente e la difficoltà a sottrarsi a essa, l’amore come forza trascinante, ma incostante, l’educazione libertaria. In uno stile asciutto, moderno, originalissimo per l’epoca e ancora oggi attuale e fresco. Capisco perché un grande intellettuale come Antonio Gramsci si fosse interessato a Bogdanov e l’avesse tradotto e approfondito. Una storia che lascia tanti interrogativi su noi stessi e gli altri, sul senso stesso della relazione, che spinge a porsi domande e a cercare risposte. Come solo la grande letteratura sa fare. Evviva.

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