Consiglio di lettura N. 45 “We are family”

Consiglio di lettura N. 45 “We are family”

Fabio Bartolomei – editrice e/o

Qual è l’ingrediente fondamentale per un romanzo di narrativa? Forse una buona storia, dei personaggi realistici e strutturati, pochi colpi di scena messi al posto giusto, uno stile asciutto, semplice, ma non banale, però capace di accenni poetici preziosi e non ridondanti. Tutto questo è indubbiamente vero, eppure non basta. L’elemento che sposta gli equilibri, che rende un racconto qualcosa di pienamente riuscito è la voce. Il punto di vista e il suo suono. Ecco, in questo Fabio Bartolomei è davvero bravo. Questo non è il primo libro che ho letto di questo autore e di sicuro non sarà l’ultimo, ma in tutti ho riscontrato l’assoluta maestria di riuscire a usare un linguaggio, un’intonazione che risultano, alla lettura, autentici, evocativi.

Lo scrittore romano, autore anche di molte sceneggiature per il cinema, lavora in sottrazione, rifacendosi, credo in modo consapevole, al valore letterario della leggerezza calviniana, che “non è superficialità, ma capacità di planare e vedere il mondo dall’alto.” Ogni sua parola riesce a essere precisa e suggestiva, in grado di cogliere il dettaglio, ma nello stesso tempo di suggerire ciò che non si vede, la parte nascosta delle cose.

In questo libro noi siamo dentro il cuore e la testa di Al Santamaria, un bambino prodigio, quasi, per certi versi, un genio, però spesso costretto a un difficoltoso rapporto con la realtà. Con un candore e una tenerezza incantevoli, Al ci porta nella vita della sua famiglia, che lotta, come tante altre racchiuse nell’identica situazione, per uscire dall’anonimato di una grigia esistenza e ottenere un po’ di tranquillità economica e di prospettiva. Il bambino, mentre è impegnato a salvare e riscattare il genere umano, dovrà anche risolvere una questione forse ancora più urgente: quella di una casa confortevole per lui e i suoi cari. Pur se immerso in mille difficoltà, alle prese con prove pericolose e situazioni disagevoli, Al non si perde d’animo, affidandosi al suo sguardo innocente, e potendo contare sull’amore dei suoi genitori e della sorella Vittoria, che lo portano a credere, veramente, di vivere nella famiglia più bella e felice del mondo.

E forse è davvero così, perché grazie ad Al nessuno riesce a perdere il contatto con la propria parte più semplice, disinteressata e anche i più cinici perdono le proprie sicurezze, disarmati da una fantasia e una fiducia immense, che questo bambino trasmette in ogni cosa che fa, creando mondi e amici immaginari, vedendo abitazioni dove non ci sono e trovando risposte dove altri vedono problemi.

Al Santamaria è un personaggio unico, ci vuole molto poco per affezionarsi profondamente a lui e in questo libro, cullati dalla sua voce, si ride, ci si commuove, si sogna e qualche volta si soffre, ma alla fine si è sicuri di aver trovato un nuovo e vero amico, uno di quelli che non ci lasceranno più.

Attraverso la sua vicenda familiare si ripercorre un po’ anche la storia di questo nostro paese sgangherato degli ultimi quarant’anni, sempre in bilico tra sogni di grandezza e sconforto, tra speranze e disillusioni.

Forse, se avessimo ascoltato di più Al e le sue idee per sistemare le cose, se avessimo letto con più attenzione le sue proposte per modificare assetti che a noi sembrano inamovibili, ogni aspetto sarebbe potuto cambiare ed essere più dolce, più puro.

Una lettura da consigliare a chiunque, agli adulti, ma anche agli adolescenti, che potrebbero rimanere, anche loro affascinati da questo personaggio così unico.

Buona Lettura!

Tagged with

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RUBRICHE

c’era una volta… e ora?

di Daniele Lugli


Sappia la sinistra quel che fa la destra »

Prima le donne e i bambini

di Elena Buccoliero


Bambini scomodi e Mamme Matte »

"Si scrive Scuola Pubblica, si legge Democrazia"

di Mauro Presini


Gelati sbagliati ma buoni »

PASSI : dalla Sardegna e oltre...

di Carlo Bellisai


Viviamo in un’economia di guerra »

Politicamente scorretto

di Mao Valpiana


Sul caso Riace, dei mezzi e dei fini »

Incontrando persone, vivendo il presente

di Giorgio Gatta


L'Altro Festival a Fiumicino »

Diritto di Critica

https://twitter.com/CanestriniLex

di Nicola Canestrini


SLAPP, ceffoni (giudiziali) a chi osa criticare: quali rimedi? »

Specchio riflesso

di Roberto Rossi


La scuola come desiderio »

"Nonviolenza: la via della Pace"

di Enrico Peyretti


Recensione: Un cristianesimo non innocente »

Sforzi di Pace

di Fabrizio Bettini


Pazzi e bugiardi »