Consiglio di lettura n. 7 – Guasti di Giorgia Tribuiani

Consiglio di lettura n. 7 – Guasti di Giorgia Tribuiani

Recensione a cura di Enrico Pompeo. Giorgia Tribuiani è una giovane scrittrice, attiva tra Bologna e Milano. Del 2008 la sua prima pubblicazione, una raccolta di racconti.

Dal 2017 fa parte attivamente della ‘Bottega di narrazione’ di Giulio Mozzi. A Giugno 2018 è uscito questo libro, un romanzo, edizioni Voland. Come avrete già visto, è una casa editrice che mi piace particolarmente. Le scelte del comitato editoriale, capitanato da Daniela Di Sora, mi convincono: sono stati i primi a tradurre Amelie Nothomb; danno voce ad esordienti di sicuro avvenire, come Nicola Cosentino o Ilaria Gaspari; propongono voci interessanti e originali (Giacomo Melloni); pubblicano storie che indagano le emozioni, i sentimenti, le modalità di relazione tra gli individui. Questo libro, poi, è una vera chicca. L’ho letto in tre giorni, non riuscendomi a staccare dalle pagine. Potentissimo. E molto difficile: tutta la vicenda è ambientata in una piccola sala di un museo; i protagonisti sono due, di cui uno immortalato come una macabra statua, con l’immancabile macchina fotografica in mano, bloccato, dopo la morte, sotto effetto di ‘plastinazione’, una tecnica inventata da un anatomopatologo tedesco per consentire la perfetta conservazione dei tessuti e degli organi del corpo umano dopo il trapasso. Quindi senza parola. L’altro è la sua compagna, Giada, che non si rassegna alla scomparsa dell’amato e ogni giorno va a trovarlo, per un mese intero, il tempo esatto dell’esposizione della mostra in città. Ci parla e attraverso questo dialogo a una sola voce vediamo dipanarsi di fronte a noi due intere esistenze, dominate dal senso di sacrificio dell’una di fronte al talento smisurato dell’altro. Non c’è equilibrio, giusta distanza e ogni percezione della realtà è sfuocata. Anche i pochi interventi di altri visitatori sottolineano che siamo un po’ tutti ‘Guasti’ e non sappiamo bene perché e come fare per guarire. L’unico che può aiutarci è il guardiano del piano di sotto, il custode della sala inferiore. Che supera ogni ipocrisia e cerca di spingere la donna a uscire dalle sue dipendenze e a tornare padrona della propria vita. Ma anche lui è una figura quasi eterea: c’è, poi sparisce, dopo torna fino al sorprendente finale, che lascia con tante domande e poche risposte. Come soltanto i grandi libri sanno fare. Poteva essere una trappola tentare di scrivere una storia così, minimale e chiusa. Giorgia Tribuani la evita senza difficoltà e scrive un gioiello. Gran bel libro. Evviva!

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