La Corte europea dei diritti umani accetta il ricorso dell’obiettore contro la Turchia

La Corte europea dei diritti umani accetta il ricorso dell’obiettore contro la Turchia

di Evie Andreau

Traduzione a cura di Martina Lucia Lanza

Riceviamo e diffondiamo questo pezzo che riguarda Murat Kanatli, membro della segreteria del Beoc e obiettore di coscienza turco-cipriota, e il suo ricorso nei confronti della Turchia presentato alla Corte Europea dei diritti umani.

L’articolo è comparso sull’edizione online del 6 agosto scorso del Cyprus mail.

L’Obiettore di coscienza Murat Kanatli, il quale è stato imprigionato a Cipro nord per essersi rifiutato di svolgere i suoi doveri di riservista, ha saputo che il suo ricorso contro la Turchia per la violazione dei diritti umani è stato accettato lo scorso mercoledì (n.d.r. Il 5 agosto 2015) dalla Corte Europea per i diritti umani.

Il Turco-cipriota Kanatli, il quale ha rifiutato di entrare a far parte dei riservisti nel 2009, ha presentato il caso tramite il suo avvocato, Oncel Polili, il 6 luglio, e ha ricevuto conferma che sia stato accettato mercoledì (n.d.r. Il 5 agosto 2015).

“Abbiamo fatto ricorso contro la Turchia perchè, secondo il diritto internazionale, la parte Nord di Cipro è considerata sotto il dominio della Turchia”, Kanatli ha detto al Cyprus Mail.

Il caso, a cui è stato assegnato il numero 18382/2015, si fonda sulla violazione della Convenzione europea dei diritti umani, nello specifico sugli articoli 5, 6 e 9, rispettivamente: diritto alla libertà e alla sicurezza, diritto ad un processo equo e libertà di pensiero, coscienza e religione.

Kanatli è stato incarcerato per 10 giorni a marzo dello scorso anno a seguito della sentenza della Corte marziale e dovrà affrontare altri due processi, iniziati nel 2010 e nel 2011, uno per ogni anno in cui ha rifiutato di presentarsi per i doveri di riservista.

Si è detto ottimista rispetto ad una decisione a suo favore, così come è successo in casi precedenti simili presentati da altri obiettori di coscienza contro Armenia e Turchia, i quali hanno visto una vittoria dei ricorrenti.

“Il mio avvocato si sta muovendo per la procedura più rapida in modo che la decisione possa avvenire prima che il mio processo e quello di un altro obiettore di coscienza, Haluk Selam Tufanli, giungano a conclusione” ha dichiarato.

Anche Tufanli ha subito la condanna a 10 giorni di detenzione lo scorso dicembre, alla fine di un processo durato 13 mesi, per aver rifiutato di rispondere alla chiamata di riservista nel 2011, ed un secondo processo a suo carico è stato rimandato al 13 di agosto.

Lo stesso giorno è stata fissata la prosecuzione del processo a carico di un altro obiettore di coscienza: Hilmi Hami.

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