• 6 Dicembre 2022 8:31

Lo sgombero, il “che fare”

DiPeppe Sini

Ago 25, 2017
Biani sgombero rifugiati

Lo sgombero di ieri a Roma, con la sua folle violenza e i suoi non innocenti equivoci, convoca a una riflessione e ad alcuni interventi non più rinviabili. Li elenchiamo nella forma più breve.

Formare le forze dell’ordine alla conoscenza e all’uso delle risorse della nonviolenza. Da anni sono state presentate in parlamento proposte di legge a tal fine, ancor oggi purtroppo mai discusse;
riconoscere il diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia; il principio “una persona, un voto” è il fondamento della democrazia;
abrogare subito tutte le scellerate misure razziste palesemente violatrici dei diritti umani che nel corso degli ultimi decenni sono state imposte da governi insensati e sciagurati;
riconoscere a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro e di esservi accolti come esseri umani;
riconoscere a tutti gli esseri umani i diritti umani fondamentali: innanzitutto quello alla vita, a una vita degna;
passare dalla politica della violenza alla politica della nonviolenza. Solo la nonviolenza può salvare l’umanità.

Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

Viterbo, 25 agosto 2017

Immagine di Mauro Biani

da ilpost.it alcune info sullo sgombero del 24 agosto

Peppe Sini

Direttore responsabile del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo. Cura i "Telegrammi quotidiani della nonviolenza in cammino", una newsletter quotidiana sui temi legati alla nonviolenza. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it , centropacevt@gmail.com

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