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Tutto l’odio che c’è non mi avrà (quasi) mai!

DiMassimiliano Pilati

Mar 29, 2016

A volte mi verrebbe voglia di accantonare il fermo credo nonviolento che da anni mi accompagna e lasciarmi trascinare nel gorgo dell’odio. L’odio che sento in molti commenti alla radio, alla tv, nei social network e nelle molte discussioni alle quali mi capita di partecipare e/o assistere. Lasciarmi avvolgere dalla voglia di avere un nemico forte da odiare, da condannare e da voler eliminare. I colpevoli sono “loro”, sono “loro” che devo odiare e sperare che qualcuno li elimini definitivamente dalla faccia della terra. Sperare che una ruspa li faccia sparire dalla mia vista, invocare la chiusura delle frontiere, l’innalzamento dei muri contro “loro”… Lo sento l’odio che sale dentro me, quasi fosse un qualcosa di fisico, di materiale. Poter urlare tutta la mia rabbia e il mio odio contro “loro” perché è “loro” e solo “loro” la colpa se il Mondo vive nella barbarie. Lasciarmi andare all’invocare la guerra santa, l’armarmi contro di “loro” e lasciarmi prendere da quel “terribile amore per la guerra”, lasciare che la ragione armata dentro di me abbia il sopravvento. Sarebbe forse una liberazione per me, eternamente condannato, con altre amiche e amici della nonviolenza, a proporre le vie alternative alle armi e alla violenza.

Per mia fortuna c’è però, ancora forte in me, una voce che si rifiuta di essere presa dal gorgo dell’odio; una voce che urla forte che tutto l’odio che c’è non mi avrà mai e che, nonostante mille dubbi, mille perplessità crede ancora nell’umanità. Viviamo in un mondo nel quale le persone sono capaci di tremende azioni e della peggior violenza. Ma le persone sono capaci anche di splendide cose e di convivere in pace e serenità. In questo io continuo ad avere fiducia e questo mi permette di sconfiggere l’odio che si insinua in me.

La convulsione storica che stiamo vivendo non è scoppiata improvvisamente, come un terremoto, ma è cresciuta per decenni, nei quali nulla si è fatto per evitarne l’esplosione, né per preparare una valida alternativa. E’ come trovarsi davanti ad un incendio devastatore senza aver mai fatto prevenzione e senza avere in mano neppure un secchio d’acqua per spegnerlo. Che si potrebbe fare? Nulla. Tutte le energie, tutti i finanziamenti, tutta la politica è stata indirizzata a preparare esclusivamente la macchina bellica, che infatti oggi è pronta e aggressiva, con portaerei, bombe, truppe, elicotteri, carri armati; tutto ben organizzato, costruito e finanziato in anni e anni. Ma non funziona! E dopo aver speso migliaia di miliardi nell’apparato tecnico-scientifico-militare e non aver mai investito nemmeno un euro nella preparazione nonviolenta, gli amici della nonviolenza si trovano accusati di non avere possibili soluzioni veloci alla tragedia in corso.

Chiudo con le parole scritte oggi da Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento: “La guerra è il più grande crimine contro l’umanità, che la facciano le bombe dei terroristi di Daesh o le bombe sganciate da aerei di eserciti regolari. Oggi piangiamo le vittime di Bruxelles e condanniamo i carnefici assassini. Oggi abbiamo bisogno di mezzi di soccorso per salvare i feriti dell’attentato e i profughi in fuga dall’inferno. Oggi sentiamo la mancanza di una polizia efficiente contro i criminali terroristi e di una polizia internazionale per fermare i criminali di guerra. Oggi dobbiamo difendere i diritti umani di tutti, dei turisti e cittadini innocenti come delle popolazioni che subiscono i bombardamenti indiscriminati. Oggi e domani dev’essere il momento della nonviolenza, l’unica via per salvare l’umanità dal suo suicidio”.

Massimiliano Pilati Presidente Forum Trentino per la pace e i diritti umani – Articolo apparso sul Corriere del Trentino

Massimiliano Pilati

Vivo a Lavis, in Trentino con mia moglie Francesca e le mie figlie Margherita e Anna e le gatte Zoe e Titù. Sono agronomo e lavoro nel campo dell'agricoltura biologica, cosa che mi permette di vedere anche gli angoli rurali più nascosti della nostra splendida regione. A Lavis, dove vivo, ho fondato e partecipato per vari anni alle attività di “Impronte – laboratorio di Partecipazione”, un contenitore con il quale cercavamo di essere attive/i sul territorio. Sono attivista e membro del direttivo nazionale del Movimento Nonviolento, associazione fondata da Aldo Capitini per la quale, tra le altre cose, sono responsabile del sito azionenonviolenta.it e dei suoi social media. Sono Presidente del Forum Trentino per la pace e i diritti umani e membro del Consiglio di Amministrazione del Centro per la Cooperazione Internazionale di Trento.

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