15 maggio, Giornata Internazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare

15 maggio, Giornata Internazionale dell’obiezione di coscienza al servizio militare

Nonviolenza in cammino da 70 anni: dall’obiezione di Pietro Pinna ad una rete internazionale di obiettori

Obiezione di coscienza al servizio (dell’uccisione) militare significa rifiutarsi di essere cooptati nei gangli del militarismo. Significa smascherare eserciti e gruppi violenti organizzati per quello che realmente sono, cioè apparati e strumenti di morte, assumendosi ancora in molti Paesi il rischio di incarcerazione e di emarginazione sociale.

Significa però anche unirsi in un movimento internazionalista, che si sta organizzando con il metodo e la forza della nonviolenza per costruire società libere da guerre e oppressione.

Dal 1980, il 15 maggio di ogni anno, gli attivisti di tutto il mondo si riuniscono per celebrare coloro che resistono e continuano a resistere alla guerra, rifiutandosi di far parte delle strutture militari. Come ci ha insegnato Piero Pinna, a partire dalla sua scelta nonviolenta del 1948.

La War Resisters’ International, di cui il Movimento Nonviolento è la sezione italiana, quest’anno nella Giornata Internazionale per l’obiezione di coscienza concentra la sua attenzione sulla Corea del Sud, il Paese che imprigiona più obiettori di coscienza al servizio militare rispetto a tutto il resto del mondo messo insieme. In questo momento ci sono oltre 300 giovani in carcere, con condanne dai 18 mesi in su. Al momento non ci sono servizi sostitutivi in Corea del Sud, quindi se non vuoi andare nell’esercito, vai in prigione. Ma ci sono anche buone notizie. L’attuale Presidente Moon Jae-in si è impegnato a modificare l’assetto legislativo in merito nel suo programma elettorale; e la Commissione nazionale per i diritti umani della Corea ha votato più volte per raccomandare che il governo della Corea del Sud istituisca un sistema di servizio civile alternativo (Per maggiori info vedi qui

Proprio il 15 maggio la WRI e la Campagna in supporto dell’obiezione di coscienza in Sud Korea chiederanno al governo sudcoreano di fare il passo successivo, ovvero riconoscere i diritti degli obiettori di coscienza mettendo la parola fine alle incarcerazioni.

Cosa possiamo fare:

Manifesta la tua solidarietà diffondendo sui social il tag #freeKoreanCOs.

Su Twitter e Facebook puoi taggare World Without War, la campagna di supporto agli obiettori di coscienza in Corea del Sud;

Invia una cartolina alla tua ambasciata locale della Corea del Sud (qui un fac-simile in inglese);

Partecipa all’evento di Facebook per rimanere in contatto con la Campagna e continua a rimanere aggiornato sul nostro sito e con la rivista cartacea in abbonamento Azione nonviolenta, che ogni anno pubblica la Lista dei Prigionieri per la Pace e relative istruzioni per l’invio di cartoline di solidarietà.

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