Azione nonviolenta, 2 – 2021 (Anno 58, n. 644)

Azione nonviolenta, 2 – 2021 (Anno 58, n. 644)

Numero monografico su “Equilibri di Ripresa e Resilienza”, dedicato alle proposte di Rete Pace e Disarmo per il Recovery Plan. In anteprima l’editoriale di Mao Valpiana.

È uscito il numero 2 – 2021 (marzo, aprile) di “Azione nonviolenta”, rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, bimestrale di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

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Pubblichiamo in anteprima l’editoriale di Mao Valpiana (e a seguire l’indice del numero).

In equilibrio precario sul filo della transizione 

Il mondo di domani tra pace e guerra

Mai più come prima e andrà tutto bene. Si era detto così. Il futuro, invece, non sarà molto diverso dal passato. Per certi versi sarà peggio. Le spese militari non si sono fermate nemmeno durante la pandemia. In crescita in tutto il mondo, Europa e Italia comprese. Con un aumento dell’8% il nostro paese stanzia 25 miliardi per il Bilancio della difesa, con acquisto di nuovi sistemi d’arma per oltre 7 miliardi. La novità che ci aspettavamo, meno soldi per le armi e più soldi per la salute pubblica, non è arrivata.

Nei corsi di giornalismo viene insegnato che se un cane morde un uomo non è una notizia. Se invece un uomo morde un cane la notizia c’è. Un titolo sull’aumento delle spese militari perciò non lo leggeremo. L’Italia resta l’undicesimo paese al mondo e il quarto in Europa nella graduatoria di chi spende di più per armi ed eserciti. Tutto come prima, la notizia non c’è. Il Piano di Ripresa e Resilienza, che deve stabilire l’utilizzo dei fondi europei derivanti dal Recovery Plan per costruire il futuro post pandemia, non fa eccezione. La tentazione da parte delle industrie belliche di mettere le mani almeno su parte di quei fondi, è troppo forte. Nelle Commissioni di Camera e Senato è intervenuta qualche manina per dirottare denaro verso la filiera militare delle armi. Il Piano vuole sostenere “il vero motore propulsivo del sistema Italia, potenziando le capacità delle filiere, in particolare quelle tecnologicamente avanzate, di competere sui mercati internazionali e di rispondere alla crisi in atto”. L’obiettivo è “favorire la diffusione del Made in Italy all’estero e il rafforzamento delle filiere produttive più innovative/strategiche”. Non è necessario essere maliziosi per leggervi un’apertura a possibili ulteriori finanziamenti all’industria bellica, il meglio del Made in ItalyD’altra parte siamo un Paese che è autosufficiente nella produzione dei sistemi militari necessari alla Difesa armata, ma siamo totalmente dipendenti dall’estero per la tecnologia e le apparecchiature medico-sanitarie. I dati ci dicono che esportiamo all’estero sistemi militari (2,5 miliardi di euro all’anno) e importiamo strumenti e apparecchiature mediche (6,5 miliardi). Un saldo positivo per le armi, un deficit per la sanità.

Un segnale preoccupante c’è stato quando alle audizioni parlamentari hanno partecipato rappresentanti dell’industria militare, la Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, l’Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili, e naturalmente il colosso industriale Leonardo spa (da cui proviene il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani). I rappresentanti della Rete italiana Pace e Disarmo, invece, non sono stati invitati, nonostante l’avessero chiesto per presentare un dettagliato piano in 12 punti (dalla cooperazione internazionale alla difesa civile e nonviolenta, dalla riconversione dell’industria bellica fino all’educazione alla pace) per una Ripresa e Resilienza di pace.

Il mondo è ad un bivio: le persone e il pianeta non si difendono con gli armamenti, ma con scelte coraggiose di giustizia sociale e ambientale.

Dedichiamo questo numero di Azione nonviolenta all’approfondimento delle proposte di Rete Pace Disarmo. Abbiamo coinvolto i responsabili e gli esperti delle varie tematiche, che ci offrono visioni e contenuti precisi. Ne esce un Piano di alto profilo che offriamo alla politica del nostro paese, al governo, al parlamento, ai partiti. Siamo aperti al confronto per orientare il rilancio del nostro Paese ai principi ed ai valori della pace. Questa è l’occasione per investire fondi in processi di sviluppo civile. Ci vogliono coraggio e lungimiranza che, coniugati con un sano realismo, possano davvero garantire un futuro amico ad un’Italia capace di immaginare e realizzare “pace e disarmo”.

Il programma costruttivo della nonviolenza passa anche da qui.

IL DIRETTORE


Azione nonviolenta, 2 – 2021 (Anno 58, n. 644)

Numero monografico su “Equilibri di Ripresa e Resilienza”, dedicato alle proposte di Rete Pace e Disarmo per il Recovery Plan

Editoriale di Mao Valpiana, In equilibrio precario sul filo della transizione

In questo numero:

Il nostri Piano di Ripresa e Resilienza, a cura di Rete italiana Pace e Disarmo; Una politca estera europea per diventare “arca di pace”, di Alfio Nicotra; La cooperazione internazionale per il nostro futuro comune, di Giorgio Menchini; Per una riconversione dell’industria bellica, di Stefano Maruca; Lo scandalo del riarmo e della riconversione al contrario, di Gianni Alioti; Accogliere la diversità della vita con il lavoro di cura della terra, di Marzio Marzorati; Corpi civili di pace è ora di fare sul serio, di Martina Pignatti Morano; Servizio Civile Universale obiettivo di cittadinanza, di Licio Palazzini; Moltiplicare le competenze dei giovani in Servizio Civile, di Roberto Alberti; Politiche di educazione alla pace per le future generazioni d’Europa, di Almary Tarantula e Daniele Taurino; Forum Sviluppo Sostenibile tra società civile e istituzioni, nostra intervista a Massimo Pallottino; Rimettere i giovani al centro della progettualità europea, nostra intervista a Maria Cristina Pisani; Uscire dalla pandemia per non tornare come prima, nostra intervista a Elisa Sermarini; Il Recovery Plan armato del governo Draghi, a cura di Rete Pace e Disarmo.

Rubrica Campagne/1: La pressione sulle “banche armate” per una economia trasparente e di pace, di Giorgio Beretta.

Le 12 proposte sono: Una nuova politica estera; Spostare fondi dalle missini militari alla cooperazione internazionale; Riconversione dell’industria militare; Istituire una Agenzia per la riconversione; Nel Sulcis riconvertire fabbriche di armi in produzioni civili; Istituire il Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta; Istituire i Corpi civili di pac e l’Istituto di ricerche su Pace e Disarmo; Il Servizio Civile come ruolo chiave del Terzo settore; Potenziare e stabilizzare il contingente annuo del servizio civile; Valorizzare le comptetenze acquisite dai giovani del servizio civile; Inserire l’educazione alla Pace nei programmi scolastici; Inserire nel consiglio di Amministrazione Rai una figura competente per la promozione dell’Educazione alla pace.

In copertina: Disegno di Mauro Biani

In seconda di copertina: Sommario

In terza di copertina: 2021

In quarta di copertina: Disegno di Mauro Biani

Direzione e amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. e fax 0458009803

(da lunedì a venerdì: ore 9-13 e 15-19) an@nonviolenti.org – www.azionenonviolenta.it

Per abbonarsi ad “Azione nonviolenta” inviare 32 euro sul ccp n. 18745455 intestato al Movimento

Nonviolento, via Spagna 8, 37123 Verona (Iban: IT 35 U 07601 11700 000018745455).

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Abbonamento solo in formato elettronico, 20 euro

È possibile chiedere una copia omaggio, inviando una email all’indirizzo an@nonviolenti.org scrivendo nell’oggetto “copia di ‘Azione nonviolenta’”.

 

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