Consiglio di lettura N.16: ‘l’arte di ascoltare i battiti del cuore’

Consiglio di lettura N.16: ‘l’arte di  ascoltare i battiti del cuore’

di: Jan-Philipp Sendker Neri Pozza – Recensione a cura di Enrico Pompeo

Romanzo commuovente, emozionante, coinvolgente. Si parla d’amore, quello vero, autentico, profondo. Che supera distanze tra continenti, che vive oltre le differenze imposte dalla vita. Che cresce anche senza un incontro reale, impedito dal fatto che i due protagonisti vivono solo l’infanzia e l’adolescenza insieme in Birmania. Dopo lui, Tin Win, è spinto a trasferirsi in Usa grazie all’interessamento di un ricco parente, mentre lei, Mi mi, è costretta a rimanere nella loro terra di origine, in Birmania, in un villaggio incastrato tra le montagne, Kalaw. Solo che un giorno, dopo oltre vent’anni, quest’uomo sparisce senza lasciare più traccia e sua figlia, Julia, scopre in un baule una lettera in cui il padre esprime il suo amore a questa donna lontana. La ragazza decide di partire per scoprire la verità, anche contro il volere di sua madre, moglie di Tin Win. Arriva nel villaggio e in una sala da tè viene avvicinata da un uomo che dice di conoscere tutta la storia e inizia a raccontarla. Nelle parole di U Ba vediamo costruirsi un contatto, una sintonia tra due anime affini cresciute in corpi e condizioni difficili, lui quasi cieco e lei con i piedi deformi. Attraverso racconti esotici, pieni di mistero, avventure rocambolesche nelle foreste birmane, vediamo affiorare un rapporto che non ha bisogno di niente perché basta a sé stesso. L’eco immediata va al ‘Piccolo Principe’ e alla frase ” L’ Essenziale è invisibile agli occhi”. Ma in questo libro c’è molto di più: c’è un invito al silenzio, all’ascolto, all’attesa. A un approccio nonviolento all’esistenza e alla vita. Credo che sia molto difficile scrivere una storia d’amore senza cadere nel patetico, nel retorico, nel banale e riuscendo a risultare credibili e affascinanti. Sendker c’è riuscito, con uno stile asciutto, ma non piatto; con un linguaggio ricco, ma non ridondante, creando una storia avvincente con personaggi che rimangono impressi, anche se la loro vicenda rimane racchiusa in poche pagine. E Julia, la figlia di Tin Win, capisce, lentamente, quali sono i doni che il mondo può offrire e come resistere al lasciarsi andare, al perdere entusiasmo, fiducia, apertura.
Bel romanzo, davvero. Aiuta a porsi domande su noi stessi, sul nostro modo di vivere e di essere. Accresce la nostra comprensione e consapevolezza degli altri e di quella forza, insieme creativa e distruttiva, che è l’Amore
Consigliatissimo.

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