Generale Bertolini, sono d’accordo con lei, questo manifesto non mi piace…

Generale Bertolini, sono d’accordo	con lei, questo manifesto non mi piace…

“Ci sono soldati che aiutano gli anziani, accarezzano i bambini, soccorrono i dispersi e lo slogan: “le nostre forze, armate di orgoglio e umanità”. “Non è così che si onorano i nostri caduti. – ha scritto Bertolini sul sito degli ex paracadutisti – Che dopo le strisciate di sangue italiano lasciate in Somalia, Iraq, Afghanistan, Balcani, Libano in questi ultimi decenni, si arrivasse a immagini da “Festa della Mamma” di infimo ordine come queste per commemorare il primo centenario dell’unità nazionale e per ricordare i sacrifici dei nostri Soldati dell’inizio del secolo scorso è veramente scoraggiante”. (Gianluca Di Feo, la Repubblica 21 ottobre 2018).

Sì, dopo aver letto l’articolo e visto il manifesto, ho pensato che le nostre Forze Armate non sono un’associazione caritativa. Scopo delle Forze Armate, tanto più oggi formate da professionisti ben pagati e ben armati, è quello di sparare, di fare la guerra. Anche se questa parola non si può usare perchè ripudiata dalla Costituzione. Si parla quindi di missioni di pace… Le Forze Armate sono, appunto, armate e non pensate per distribuire biscotti o coperte. Se fanno anche questo è sicuramente cosa buona, ma allora investiamo su una seria Protezione Civile; valorizziamo e istituzionalizziamo i Corpi Civili di Pace. Dalla mia piccola esperienza posso testimoniare che il settore umanitario è spesso ‘al seguito del militare’ e a volte viene usato più per una questione di immagine, quasi a velare altri interessi, ad es. quelli delle lobby delle armi, nelle varie missioni militari. Non usiamo la tragedia della prima guerra mondiale, “inutile strage” come la definì il Papa di Allora, Benedetto XV, per fare propaganda. Come ho già avuto modo descrivere nell’editoriale di Mosaico di pace in distribuzione in questi giorni: “Come ‘festeggiare’ il 4 novembre, a 100 anni dalla fine della prima guerra mondiale, “inutile strage”? Temiamo che anche questa ricorrenza possa diventare occasione di retorica, nella più assoluta mancanza di rispetto per le centinaia di migliaia di vittime mandate al macello. Non parliamo di eroi, per favore!, bensì di poveracci mandati a morire per i calcoli diabolici dei potenti. Non utilizziamo la retorica del 4 novembre per giustificare le guerre di oggi, magari chiamate missioni di pace, Niger compreso. Per giustificare le spese militari. E chiediamoci se tante scelte di riarmo e di frontiere blindate siano compatibili con il Vangelo.” Nell’articolo citato l’autore riferisce di fonti del Ministero della Difesa che annunciano però che “lo spot promozionale di quest’anno esalterà il ruolo del soldato in tutta la sua professionalità. Sarà uno spot che, per i 100 anni, renderà onore all’impresa eroica dei nostri nonni e, siamo certi, piacerà persino a Bertolini”. Aspettiamo di vedere questo spot. Non so se piacerà al Generale Bertolini. Ma ho la quasi certezza che a me piacerà ancor meno di questo sdolcinato e ingannevole manifesto.

Don Renato Sacco coordinatore nazionale di Pax Christi

22 ottobre 2018

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