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La Campagna ICAN: necessari negoziati per arrivare ad un trattato di messa al bando le armi nucleari

Diadmin

Dic 9, 2014

Rappresentanti di oltre 150 Stati – una dimostrazione di schiacciante supporto da parte della comunità internazionale – si incontrano da oggi a Vienna per la Terza Conferenza Internazionale sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari.

Nell’immediata vigilia degli incontri governativi, più di 500 attivisti si sono invece riunioni nella più grande riunione di società civile mai vista per ottenere un Trattato di messa al bando delle armi nucleari.

“Siamo più vicini che mai all’inizio di negoziati su un testo di Trattato che possa mettere al bando gli ordigni nucleari – ha dichiarato Beatrice Fihn Direttore Esecutivo della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons – siamo fiduciosi nel fatto che i Governi troveranno il coraggio di iniziare il processo diplomatico per sviluppare un nuovo strumento legislativo internazionale che metta fuori legge le armi nucleari”.

Nelle precedenti Conferenze di questo percorso, tenute in Norvegia e Messico, si è giunti alla conclusione che non ci potrebbe essere alcuna risposta adeguata se uno o più ordigni nucleari dovesse essere detonato (sia intenzionalmente che accidentalmente). Questi colloqui globali hanno rappresentato un esercizio collettivo di “ri-focalizzazione” che ha cambiato fondamentalmente il modo in cui gli armamenti nucleari sono discussi a livello internazionale.

L’incontro di Vienna segnerà la prima occasione in cui una Conferenza intergovernativa ascolterà anche i superstiti di test nucleari, che testimonieranno a riguardo degli effetti di lungo termine sulla salute umana delle esplosioni nucleari. La Conferenza dell’8 e del 9 sarà pure il primo caso in cui gli Stati potranno affrontare una problematica mancanza nella legislazione internazionale: gli ordigni nucleari sono le uniche armi di distruzione di massa non soggette ad un Trattato di messa al bando.

“Le prove presentate finora durante questo percorso sono limpide e determinanti. L’impatto delle armi nucleari è persino peggiore di quanto ritenuto in precedenza e il rischio di un loro uso ancora più grande di quanto i Governi abbiano mai ammesso” commenta Thomas Nash, rappresentante della campagna ICAN e direttore della ONG inglese Article 36 “ci aspettiamo che gli Stati rispondano a questa evidenza lanciando un processo che porti alla messa al bando di questi armamenti entro il settantesimo anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, che cadrà il prossimo agosto”.

Tra i 150 Paesi che parteciperanno alla Conferenza di Vienna troveranno spazio anche potenze nucleari come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti (che in precedenza avevano boicottato il percorso di confronto) oltre che India e Pakistan. Al momento attuale (nonostante una lettera aperta di Rete Disarmo al Ministro degli Esteri Gentiloni) non si ha conferma di se e quale sarà la partecipazione italiana all’incontro internazionale.

“Anche gli Stati che hanno sminuito come ‘distrazione’ solo poche mesi fa le precedenti Conferenze di questo percorso hanno cambiato idea e verranno a Vienna per discutere le inaccettabili conseguenze dei loro stessi ordigni nucleari. Nessuno potrà quindi da ora in poi ignorare l’Iniziativa Umanitaria sulle armi nucleari. Vienna dovrà essere il punto di partenza per qualsiasi discussione sul tema da ora in poi” ha affermato Ray Acheson di ICAN e della Women’s International League for Peace and Freedom.

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Ricordiamo le richieste che Rete Disarmo ha avanzato nei giorni scorso con una lettera aperta al Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, richiedendo un maggiore coraggio e coinvolgimento del nostro Paese in questo percorso. ican

Le richieste della società civile sono chiare:

  • Offrire sostegno alla Terza Conferenza sull’impatto umanitario, che si terrà l’8 e il 9 dicembre 2014 a Vienna, e menzionare le conferenze di Nayarit (Messico) e di Oslo;
  • Partecipare alla Conferenza di Vienna con il più alto profilo e con la presenza di una delegazione guidata dal Ministro degli Esteri;
  • Dichiarare che tutte le armi di distruzione di massa devono esser messe al bando in modo inequivocabile e giuridicamente vincolante, e riconoscere che il processo per l’abolizione degli arsenali nucleari non può che essere preceduto da una messa al bando;
  • Decidere di diventare, alla prossima occasione utile, sottoscrittore del Documento sull’Iniziativa Umanitaria come quello presentato dalla Nuova Zelanda alla Prima Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

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