*Lettera aperta ai sostenitori della Proposta di Pace per la Siria “Noi Siriani”*

*Lettera aperta ai sostenitori della Proposta di Pace per la Siria “Noi  Siriani”*

Il Movimento Nonviolento aderisce alla proposta di Pace per la Siria “Noi Siriani”*, ci sembra giusto condividere questo appello da parte degli amici di Operazione colomba

Care e cari sostenitori, promotori ed operatori di Pace,

dopo l’assemblea di Milano del 12 ottobre scorso, desideriamo condividere con voi un aggiornamento sulla Proposta di Pace per la Siria e -in particolare- sulla situazione di Sheik Abdo, guida del gruppo che l’ha formulata.

Come sapete, i siriani in Libano vivono in una condizione di perenne angoscia e insicurezza: nessuno di loro ha il permesso di soggiorno (le procedure da fare per ottenerlo sono troppo costose) e questo li espone alla continua minaccia di arresto; i check-point dell’esercito libanese sono su tutte le strade e chi viene trovato senza documenti in regola viene portato in carcere.

I volontari di Operazione Colomba, presenti in Libano ormai da sei anni, accompagnano i rifugiati nei loro spostamenti e testimoniano costantemente situazioni in cui chiunque (spesso anche anziani, malati, disabili fisici e mentali) subisce l’arresto e la carcerazione.

Chi viene arrestato non beneficia di nessuna tutela: nessuno di loro può permettersi un avvocato e l’arresto il più delle volte avviene senza che sia formulata una accusa né emessa una condanna. Una situazione che di fatto espone i rifugiati siriani alla mercé dei soldati libanesi.

La minaccia più frequente e che terrorizza tutti è sempre la stessa: “Ti riportiamo in Siria”. Ed è una minaccia efficace e terribile, tenuto conto che ad oggi più di 100.000 persone sono morte nelle carceri siriane, dopo torture e sofferenze irriferibili.

Anche Sheik Abdo è esposto agli stessi rischi: come tutti gli altri può essere in ogni momento arrestato e incarcerato, senza che abbia commesso nessun crimine. In realtà Sheik Abdo è esposto molto più di altri a questa prospettiva: la sua attività di promotore della Proposta di Pace,
di instancabile tessitore di relazioni, le sue iniziative diplomatiche che lo hanno portato più volte in Europa a rappresentare l’urgenza di una soluzione di pace per il popolo siriano, lo hanno sempre più esposto.

I profughi siriani in Libano lo riconoscono loro portavoce e rappresenta per tutti un segno concreto di speranza e di fiducia, in una situazione disperata.

È evidente che sia diventato molto scomodo per le Autorità libanesi ed emerge sempre più nitido il rischio che vogliano fermarlo: colpire lui per lanciare chiaro il messaggio che ai siriani in Libano non è permesso organizzarsi, fare un lavoro politico, cercare di reagire, alzare la
propria voce in difesa del proprio popolo.

Sheik Abdo riceve ogni giorno minacce, sia telefonicamente che di persona, ed è sempre più sottoposto a pesanti pressioni. La prospettiva di essere arrestato, incarcerato (con l’incubo di non uscirne più o peggio di essere rimandato in Siria) è diventata per lui concreta e
insopportabile: significherebbe la fine di tutto il suo lavoro sulla Proposta di Pace.

Per tutti questi motivi ha recentemente preso una decisione importante: 
ha chiesto di poter partire insieme alla sua famiglia per l’Italia, con un Corridoio Umanitario il prima possibile, probabilmente a fine novembre.

Abbiamo urgenza di trovare una soluzione (abitativa e lavorativa) che gli permetta di proseguire nel suo lavoro di attivista (fondamentale per dar voce ai siriani in Libano e per il supporto alla Proposta di Pace).

Ha bisogno di una accoglienza che gli dia lo spazio per continuare la sua attività politica e di promozione della Proposta di Pace.

Necessita di un lavoro molto flessibile, oppure di un contributo economico per il suo lavoro politico in Europa, o comunque di un contesto che lo sostenga nella sua attività.

Stiamo con Sheik Abdo vivendo un passaggio delicato e difficile: vi è il rischio concreto che si arresti il suo prezioso lavoro e il suo percorso di attivista. Sarebbe una vittoria di chi alimenta violenza, sopraffazione e guerra.

Siamo certi che insieme possiamo invertire questa tendenza e dare invece forza e coraggio a chi con la propria vita costruisce una concreta speranza di pace.

Vorremmo accoglierlo insieme, per questo Vi chiediamo un aiuto urgente e concreto.

Le variabili sono molte la situazione è in divenire, per questo abbiamo bisogno di capire tutte le proposte possibili.

*Il nostro appello è di mettevi in contatto con noi, se potete offrire una soluzione abitativa, lavorativa o economica per Sheik Abdo e la sua famiglia. *

*Noi approfondiremo ogni proposta che arriverà, in modo da poter organizzare il prima possibile la sua accoglienza.*

Vogliamo tutti insieme permettere a Sheik Abdo e ai siriani di rimanere protagonisti della loro vita, di non soccombere in balia degli eventi.

_Non esitate a contattarci_

Grazie.

/I volontari di Operazione Colomba/

Per contatti e maggiori informazioni:

Maria cell.: 349.8941577
Alberto cell.: 320.6171187
E-mail: _operazionecolomba.ls@apg23.org

(immagine tratta da operazionecolomba.it)

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