“L’obiezione di coscienza al servizio militare e lo status di rifugiati per gli obiettori” Ginevra, 15 giugno 2015

“L’obiezione di coscienza al servizio militare e lo status di rifugiati per gli obiettori” Ginevra, 15 giugno 2015

Lo scorso mese il Movimento nonviolento è approdato, anche se solo per un giorno, alle Nazioni Unite.

Infatti, grazie all’invito del MIR (Movimento internazionale di riconciliazione) e del suo rappresentante alle Nazioni Unite a Ginevra, Derek Brett, siamo stati invitati a parlare all’evento “L’obiezione di coscienza al servizio militare e lo status di rifugiati per gli obiettori”.

Tale evento rientra tra i side-event organizzati dalla società civile nel corso della 29° sessione del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite, organo politico intergovernativo con il compito di promuovere il rispetto universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Oltre a chi scrive, tra i relatori hanno figurato:

  • Seungho Park, attivista dell’associazione sudcoreana “World Without War” (Mondo senza guerra);
  • Yeda Lee, obiettore di coscienza sudcoreano rifugiato in Francia;
  • Andrè Shepherd, obiettore di coscienza statunitense che ha lasciato l’esercito per non essere nuovamente inviato in Iraq e che ha fatto domanda di asilo in Germania (della sua vicenda si è parlato qui e qui).

Il tema a noi assegnato è stata la descrizione della situazione degli obiettori di coscienza in Turchia, in relazione con la possibilità di richiedere asilo nel territorio dell’Unione Europea. La Turchia è stata scelta come tematica anche a seguito del fatto che due obiettori di coscienza turchi, Okan Kale e Mustafa Hizyolu (si veda qui), hanno presentato domanda per il riconoscimento dello status di rifugiati in Italia nel 2014. Questi obiettori hanno chiesto sostegno al Beoc e quest’ultimo – in collaborazione con il Movimento nonviolento – ha dato loro assistenza, anche attraverso una lettera di supporto alla candidatura.

Si è trattato di una bella occasione, frutto del lavoro di rete del Movimento nonviolento, il quale non può che mantenere uno sguardo strabico: non solo concentrato a quanto succede nella nostra italietta, ma bensì anche proiettato verso l’orizzonte europeo ed internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

RUBRICHE

c’era una volta… e ora?

di Daniele Lugli


Non abbiamo bisogno »

Incontrando persone, vivendo il presente

di Giorgio Gatta


Vai a trovare un amico e trovi un tesoro! »

Consigli di lettura

di Enrico Pompeo


Consiglio di lettura n. 42 »

PASSI : dalla Sardegna e oltre...

di Carlo Bellisai


Dietro l'emergenza i grandi problemi »

La domenica della nonviolenza

di Peppe Sini


Quante persone ancora dovranno morire? »

"Si scrive Scuola Pubblica, si legge Democrazia"

di Mauro Presini


Bisogna vedere nella testa dell'altro »

Diritto di Critica

https://twitter.com/CanestriniLex

di Nicola Canestrini


SLAPP, ceffoni (giudiziali) a chi osa criticare: quali rimedi? »

Specchio riflesso

di Roberto Rossi


La scuola come desiderio »

"Nonviolenza: la via della Pace"

di Enrico Peyretti


Recensione: Un cristianesimo non innocente »

Sforzi di Pace

di Fabrizio Bettini


Pazzi e bugiardi »