(Ancora) gli obiettori di coscienza turchi

(Ancora) gli obiettori di coscienza turchi

Ho già parlato della situazione degli obiettori di coscienza in Turchia e ho accennato al fatto che due obiettori si trovano attualmente in Italia.

Ad inizio novembre Sam Biesemans (Vicepresidente del Beoc) e Diego Cipriani (Caritas Diocesana, rappresentante della stessa per il Beoc) sono andati ad incontrarli a Roma.

È quindi possibile tracciare un breve quadro biografico di questi due obiettori e della loro odissea terminata (al momento) in Italia:

Okan, di 26 anni, ha ottenuto la protezione internazionale ed il permesso di soggiorno di 5 anni ad ottobre scorso sulla base della sua obiezione di coscienza la servizio militare. Precedentemente aveva vissuto qualche anno in Svezia, laddove la sua richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato era stata respinta in quanto la Svezia considera la Turchia un Paese sicuro e quindi non avrebbe subito alcun maltrattamento o trattamento degradante al suo ritorno.

L’obiettore di coscienza riporta il brutale trattamento riservatogli all’aeroporto di Roma dalla Polizia aereoportuale, nel momento in cui non era molto chiara la sua posizione personale e il fatto che intendesse fare domanda come rifugiato.

Okan, cristiano protestante, è un ingegnere informatico e lascerà l’Italia appena possibile per raggiungere la sua fidanzata in Svezia.

Mustafa, di 20 anni, è stato a Zurigo per tre anni, tuttavia la Svizzera non riconosce lo status di rifugiato ai cittadini turchi. Mustafa è un curdo di origine turca e un obiettore di coscienza. Ha fatto domanda in Itaia per la protezione internazionale e sta attendendo risposta.

Speriamo che anche per Mustafa sia possibile veder riconosciuta la sua situazione di obiettore di coscienza al servizio militare e la necessità di una protezione internazionale.

Nella foto in evidenza (da destra verso sinistra): Diego Cipriani, Mustafa, Okan e Sam Biesemans.

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