Non c’è pace in Ucraina, specialmente per Ruslan Kotsaba

Non c’è pace in Ucraina, specialmente per Ruslan Kotsaba

Continua la persecuzione contro l’obiettore di coscienza e pacifista Ruslan Kotsaba

Avevamo già parlato di Ruslan Kotsaba in questo articolo di qualche anno fa. Purtropp ocontinua la sua persecuzione, ancora legata alla pubblicazione di un video nel 2015, nel quale esortava ad obiettare alla mobilitazione militare contro i suoi stessi concittadini dell’Ucraina orientale.

Traduciamo e rilanciamo l’appello e la lettera della War Resisters’ International in sostegno alla causa di Ruslan Kotsaba, perchè nessuno può essere perseguitato per aver esercitato il diritto umano all’obiezione di coscienza ed essersi espresso contro la guerra.

WRI esprime la sua solidarietà all’obiettore di coscienza ucraino Ruslan Kotsaba

Il giornalista ucraino, obiettore di coscienza e membro del Movimento Pacifista ucraino Ruslan Kotsaba sarà nuovamente processato venerdì (22 gennaio prossimo) per un video da lui pubblicato nel 2015, in cui chiedeva di boicottare la mobilitazione militare per il conflitto nell’Ucraina orientale. Kotsaba è accusato di tradimento e di aver ostacolato le operazioni militari attraverso il proprio appello alla pace. Il processo, inizialmente previsto lo scorso 10 dicembre, è stato rinviato a gennaio per motivi legati al Covid-19. La data del processo è stata ora annunciata per il 22 di gennaio.

All’inizio di questo mese, War Resisters’ International ha inviato una lettera al Tribunale distrettuale della città di Kolomyia, nella regione di Ivano-Frankivsk, dove è radicato il processo di Kotsoba, e al Procuratore Generale dell’Ucraina, Iryna Venediktova. In questa lettera, si esorta il Tribunale e il Procuratore Generale ad archiviare al procedimento penale contro Kotsaba. Il documento, firmato dal membro del Comitato esecutivo del WRI Igor Seke, recita:

“[…]Ruslan Kotsaba ha semplicemente espresso le proprie opinioni pacifiste e il procedimento penale contro di lui è una chiara persecuzione politica. La libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, così come l’obiezione di coscienza al servizio militare, sono diritti umani fondamentali garantiti dagli articoli 34 e 35 della Costituzione dell’Ucraina, dagli articoli 18 e 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e dagli articoli 9 e 10 della Convenzione Europea dei Diritti Umani. Nessuno dovrebbe essere punito per aver esercitato i propri diritti umani e per aver espresso la propria opinione contraria al servizio militare obbligatorio. Esprimiamo la nostra solidarietà a Ruslan Kotsaba ed esortiamo il Tribunale a considerare il caso di Kotsaba sulla base dei diritti umani e dello stato di diritto, senza pregiudizi politici[..]”.

WRI esprime la sua solidarietà nei confronti di Ruslan Kotsana, del Movimento pacifista ucraino e di tutti gli obiettori di coscienza e pacifisti in Ucraina, e segue da vicino il caso di Ruslan Kotsaba.

La lettera del WRI al Tribunale distrettuale della città di Kolomyia, della regione di Ivano-Frankivsk

Distinta Corte,

Scrivo a nome di War Resisters’ International per chiedere la fine immediata e incondizionata del procedimento penale contro Ruslan Kotsaba, giornalista, pacifista e obiettore di coscienza. Ruslan Kotsaba ha semplicemente espresso le proprie opinioni pacifiste, e il procedimento penale contro di lui è una chiara persecuzione politicamente motivata.

La libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, così come l’obiezione di coscienza al servizio militare, sono diritti umani fondamentali garantiti dagli articoli 34 e 35 della Costituzione Ucraina, dagli articoli 18 e 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e dagli articoli 9 e 10 della Convenzione Europea dei Diritti Umani. Nessuno dovrebbe essere punito per aver esercitato i propri diritti umani e per aver espresso la propria opinione contraria al servizio militare obbligatorio.

Esprimiamo la nostra solidarietà a Ruslan Kotsaba ed esortiamo il tribunale a considerare il caso di Kotsaba sulla base dei diritti umani e dello stato di diritto, senza pregiudizi politici. Vi esortiamo, inoltre, a garantire che tutti i pacifisti in Ucraina, compresi gli attivisti del Movimento pacifista ucraino, organizzazione a noi affiliata, possano esprimere liberamente le loro opinioni e continuare le loro attività nonviolente. Vi esortiamo anche a salvaguardare il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, secondo gli standard europei e internazionali, e tra gli altri anche secondo gli standard stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti Umani e dalle Nazioni Unite.

Cordiali saluti,

 

Igor Seke

Membro del Comitato Esecutivo di War Resisters’ International

 

Qui la lettera e l’appello originali (Inglese)

[Traduzione di Alessia Stefanìa del gruppo territoriale del Movimento Nonviolento di Fiumicino-Roma]

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