Sardegna in movimento…

Sardegna in movimento…

Domenica 26 ottobre si è svolta in Sardegna l’ormai consueta marcia per la pace Gesturi-Laconi, preceduta al mattino dall’assemblea pubblica al cineteatro di Laconi sul tema “PER LA PACE DISARMA LA SARDEGNA”, organizzata dalla Tavola Sarda per la Pace, rete che raggruppa numerose organizzazioni pacifiste, indipendentiste, della società civile.

L’incontro è stato particolarmente affollato e ricco di interventi. Ne farò qui un breve e per forza di cose parziale sunto.

Il presidente della Tavola Sarda della Pace, Franco Uda ha messo in primo piano il diritto dei Sardi a far sentire la propria voce in opposizione alla pesante presenza delle servitù militari sull’isola, sollecitando la necessità di elaborare dal basso proposte più dettagliate e concrete sulle modalità ed i tempi di dismissione e bonifica delle basi. E’ intervenuto al dibattito anche il comboniano padre Massimo, proveniente da una comunità del varesotto che, oltre a citare l’avvio della campagna “un’altra difesa è possibile”, ha rilanciato la “creazione di un forum nazionale per la pace ed il disarmo, come strumento permanente di riferimento”.

L’intervento di Mariella Cao, dello storico comitato “GETTIAMO LE BASI”, ha messo in evidenza come i poteri militari non vogliano in alcun modo allentare la loro morsa sulla Sardegna, perché “senza il ruolo dei poligoni sardi nessuna guerra nel Mediterraneo e dintorni sarebbe possibile”. Ha posto l’accento sugli effetti nefasti della presenza militare in Sardegna: esproprio dell’integrità territoriale, danni alle attività economiche (pesca, allevamento, turismo), inquinamento con gravissime ricadute sulla salute degli abitanti. Gettiamo le Basi ha anche lanciato, in accordo con numerosi altri comitati e movimenti, la mobilitazione del13 dicembre a Cagliari, per chiedere con forza ai politici sardi un impegno battagliero per la chiusura dei poligoni e la bonifica dei terreni e delle acque.

Nei successivi interventi, più volte viene richiamata l’idea della creazione di una cultura e, per quanto possibile, di un’economia di pace, facendo uno sforzo per accogliere le differenze presenti nell’area pacifista sarda e per creare una maggiore unità negli intenti e nell’azione. Anche il senatore sardo (Cinque stelle) Roberto Cotti ha fatto appello all’unità del movimento contro le basi, fermandosi a citare le alternative dei Corpi civili di pace, in fase di sperimentazione in Europa, nonché facendo riferimento alla nostra campagna.

Il mio intervento come rappresentante del MOVIMENTO NONVIOLENTO SARDEGNA si è concentrato sul lancio della campagna “UN’ALTRA DIFESA E’ POSSIBILE”, con la raccolta di firme imminente per la legge d’iniziativa popolare che si propone d’iniziare a dare uno spazio riconosciuto all’alternativa non armata e nonviolenta nella gestione dei conflitti, anche tramite l’opzione fiscale dei cittadini.

Complessivamente l’assemblea ha messo in luce la volontà delle diverse componenti presenti di superare i particolarismi per trovare un’unità di obiettivi e di azione, nel rispetto delle diversità. Nel pomeriggio, pur sotto la pioggia, si è svolta la marcia da Nuragus a Gesturi che ha chiuso la giornata di mobilitazione. La sera del sabato, intanto, si era svolta a Cagliari, promossa dal Movimento Nonviolento, una prima assemblea per la costituzione del Comitato regionale per la raccolta delle firme. Dopo aver analizzato insieme la situazione ed essendo presenti solo due rappresentanti di altre associazioni, abbiamo deciso di convocare un’altra assemblea per il 14 novembre, cercando nel frattempo di coinvolgere un numero maggiore di associazioni e di singoli e di creare le giuste sinergie.

Un altro piccolo passo è stato mosso per la creazione di un futuro in cui il concetto di difesa dell’ambiente, dei diritti e della pace sostituisca quello di difesa militare, che nasconde dietro le fanfare la devastazione, lo sfruttamento, lo spreco, la guerra.

Carlo Bellisai

foto tratta da ansa.it

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