Scuole aperte e sicure

Scuole aperte e sicure

La pandemia legata al Covid-19 costringe tutti i paesi a riflettere sui propri stili di vita. La coincidenza tra le zone di maggior incidenza del virus con i luoghi di maggiore concentrazione industriale è un elemento molto rilevante. Inoltre, è evidente la migliore capacità di reazione all’emergenza sanitaria mostrata da quelle realtà in cui la sanità pubblica non è stata ridotta o smantellata a favore di strutture private. Sempre facendo paragoni tra contesti simili per densità abitativa, numero di abitanti, territorio. Proprio in queste situazioni, per la possibilità di affrontare diversamente la malattia, si è potuto dedicare tempo e attenzione a settori come la scuola, l’istruzione, la cultura.

L’Italia non è in questo ambito. Da più di trenta anni si è proceduto a un progressivo smantellamento della sanità e dell’istruzione, come di altri settori dello stato sociale e questo ha sicuramente influito sugli effetti devastanti di questa emergenza sanitaria.

L’arte, la cultura, l’istruzione sono rimaste escluse dal dibattito politico, come ‘beni non essenziali’. Non è così: un paese che non investe in queste aree, non ha futuro. Invece di aumentare ogni anno, da più di venticinque anni, le spese militari, con gli ultimi acquisti degli F-35, si sarebbe potuto intervenire diversamente. È una questione di volontà, non di mancanza di risorse.

Sulla scuola, il discorso è particolarmente grave.

Siamo chiusi dal 5 Marzo per ovvi motivi di salute. Gli insegnanti, di ogni ordine e grado, si sono impegnati a mantenere un contatto diretto con i propri studenti. Tutto questo in un’assenza vergognosa di indicazioni e direttive del Ministero. L’hanno fatto per scrupolo di coscienza, per non venir meno alla loro missione di educatori. Ma ‘didattica’ e ‘distanza’ sono dimensioni antitetiche. La formazione in remoto può essere adatta per gli adulti, non per bambini e adolescenti.

Non è inclusiva, è asociale, è dannosa per l’equilibrio psicofisico di tutti i soggetti coinvolti, docenti e alunni, anche per la prolungata esposizione agli schermi dei computer.

Negli ultimi giorni, il Comitato Tecnico Scientifico ha presentato l’esito del proprio lavoro al Ministero dell’Istruzione, segnalando l’importanza di un ritorno in classe a Settembre. Bene. Però occorre essere attenti: questo è un parere e non è vincolante.

L’attività a distanza è una soluzione sbagliata, ma che presenta un elemento di attrazione: quello di consentire di non investire risorse e impegno concreto verso la scuola. Per questo è necessario continuare a discutere di didattica, di insegnamento, di istruzione, perché questi temi tornino a essere centrali nel dibattito.

Anche per un altro motivo: spesso si sente parlare di ritorno alla ‘normalità’.

Dipende: se questo significa una situazione come quella in cui gli investimenti per la Sanità, la Scuola, il lavoro sono sacrificati agli interessi finanziari ed economici, anche no.

Dove l’ambiente e la natura sono continuamente saccheggiate e deturpate.

Perché le scuole, anche prima del Covid-19, avevano molte criticità: classi ‘pollaio’, strutture vetuste e fatiscenti, potenziamento digitale solo teorico, e un delirio analitico senza precedenti, con schede, tabulati, dagli acronimi più inconsueti: POF, PTOF, RAV, NEF, INVALSI e altro ancora.

In un paese che ha avuto la Montessori, Don Milani, Don Nesi, e altri pedagoghi ed educatori di così alto profilo, è degradante vedere come le scuole siano diventate ‘progettifici’, in cui l’insegnante è stritolato in logiche che niente hanno a che vedere con l’insegnamento.

D’altronde, le parole significano e sa da ‘preside’ di è passati a ‘dirigente’ un senso, in questo cambiamento, purtroppo c’è.

Ecco perché questo spazio aperto, per ospitare contributi, idee, riflessioni.

Per ribadire il no alla ‘attività a distanza’ e per offrire spunti al dibattito sulla ‘Didattica’, intendendo questo termine nella sua accezione più alta.

Buon lavoro a tutti.

Documenti e proposte dai territori

Petizioni

Webinar sulla scuola

Documenti, appelli, riflessioni sulla scuola


Documenti e proposte dai territori

Livorno

Il documento, frutto di un sentire comune tra insegnanti, educatori e famiglie, è stato realizzato nei primi giorni di maggio, su stimolo dell’Istituto Comprensivo “Micali”. Le adesioni a questo appello hanno superato quota cinque mila. Vai al documento

Bologna

I docenti dell’Istituto Comprensivo 8 hanno pubblicato un documento complesso che analizza l’esperienza di didattica a distanza, con il rischio molto concreto di non raggiungere tutti gli alunni e di non garantire pienamente il diritto all’istruzione riconosciuto dalla Costituzione. Vai al documento

Puglia

La Comunità dei genitori e delle cittadine e dei cittadini attivi di Bari ha chiesto alla Regione di sperimentare il “Sistema delle scuole della città di Bari”, un progetto che ripensa la scuola in un’ottica di sostenibilità, coinvolgimento del territorio e delle famiglie, outdoor education, inclusione delle differenze, possibilità di espressione psico-corporea ed artistica, educazione alla cittadinanza. Vai al documento

Petizioni

Priorità alla scuola”

Su Avaaz, con oltre 85 mila firme al 3 giugno, è presente una petizione indirizzata alla ministra Azzolina da un gruppo di genitori, insegnanti, educatori e operatori per sottolineare che “la didattica a distanza non può sostituire la scuola” e chiedere la riapertura fin dal nido, con i dovuti investimenti e accorgimenti per procedere in sicurezza.

Vai al documento

No alla chiusura delle scuole e alla didattica mista (metà a scuola, metà a casa)”

Luca Pisano, psicologo e criminologo che da più di vent’anni si occupa di bullismo e di benessere scolastico, ha steso una petizione che al 3 giugno aveva già raccolto quasi 25mila firme per sostenere la frequenza scolastica a scuola, con un piano di prevenzione e contrasto al Covid 19 estremamente concreto che suggerisce modalità organizzative per studiare in sicurezzaVai al documento

Lettera aperta per il diritto all’educazione e all’istruzione

Petizione indirizzata al presidente della Repubblica, al premier, ai ministri dell’Istruzione e della Salute, al Garante per l’infanzia e ai presidenti delle Regioni, sul sostegno alle famiglie e la continuità didattica in presenza, con un’attenzione specifica per i ragazzi con disabilità fisica o psichica. Riprende il lavoro dell’Alleanza per l’infanzia e ha raggiunto oltre 1000 firme. Vai al documento

Webinar sulla scuola

Tavolo Saltamuri

Il “Tavolo Saltamuri. Educazione sconfinata per l’infanzia, i diritti, l’umanità”, che riunisce molteplici realtà tra cui la Rete della Pace e, in essa, il Movimento Nonviolento, sta aggiornando il sito con materiali e riflessioni di grande interesse. Citiamo tra questi due webinar:

  • sulla ripresa della suola a settembre in presenza con il contributo dell’extrascuola (biblioteche, spazi di quartiere… e associazionismo, terzo settore…) – linkPassword:  pPmZyzb7
  • sulla chiusura dell’anno scolastico, dibattito a più voci cui ha partecipato anche la scuola di Vo’ Euganeo, tra le prime a chiudere per la pandemia link  Password: 3cXkF5HB

Casa editrice la meridiana: E se ascoltassimo gli studenti?

La casa editrice la meridiana in questi mesi ha proposto diversi webinar. Ne segnaliamo uno in particolare, “E se ascoltassimo gli studenti?”, nel quale allievi di diverse regioni e contesti (inclusi una ragazza disabile e un giovane lavoratore e genitore, tipologie a cui si pensa poco…) hanno presentato esperienze e riflessioni confrontandosi con il Sottosegretario all’Istruzione on. Giuseppe De Cristofaro. Vai al documento

Centro studi Erickson: Idee per ripartire a settembre

La casa editrice ha realizzato una serie di incontri disponibili online per analizzare l’esperienza della didattica a distanza e interrogarsi su come riprendere in autunno. Tra gli esperti coinvolti: Laura Biancato, Raffaele Iosa, Dario Ianes, Francesco Zambotti, Franco Lorenzoni. Con Antonella Falugiani, Martina Fuga e Fabio Bocci si è parlato in particolare di un rientro che tenga conto delle esigenze dei ragazzi con disabilità intellettive. Vai al documento

Documenti, appelli, riflessioni

La scuola riparte (anche) fuori dalle mura

I dirigenti scolastici Laura Biancato, Amanda Ferrario, Antonio Fini, Alessandra Rucci hanno condiviso un’analisi dell’esperienza di didattica a distanza e avanzato proposte differenziate per ciclo scolastico, che non escludono la DAD purché realmente efficiente e per tutti, e la inseriscono in un piano ispirato all’attenzione ai bisogni degli allievi e al coinvolgimento di molteplici agenzie formative. Vai al documento

Rete Scuola e bambini nell’emergenza covid 19

La “Rete Scuola e bambini nell’emergenza covid 19” formata da genitori, docenti e educatori, dopo numerose assemblee settimanali sin dall’inizio della pandemia sui diritti e la condizione dei bambini, ha prodotto un documento che chiede di mettere al primo posto la scuola e fa proposte concrete su come garantirla in sicurezza. Vai al documento

MCE-CIDI

Il Movimento di Cooperazione Educativa e il Centro per l’Iniziativa Democratica degli Insegnanti hanno scritto alla ministra Azzolina per chiedere che, per quest’anno scolastico, gli scrutini ed esami nel primo ciclo di istruzione siano senza voti e che si sostituisca l’obbligo del voto con forme di osservazione e valutazione narrativa, dialogica, descrittiva dei processi. Vai al link

Rivista “Insegnare”

La redazione e il gruppo di lavoro della rivista “Insegnare” ha elaborato un appello per la “Moratoria della valutazione in voti in ogni ordine di scuola” perché incoerente con un’idea di valutazione attenta alle persone e ai processi. Vai al documento

CGIL

La FLC CGIL, insieme ad esperti e ad associazioni professionali, ha elaborato un “Manifesto per una didattica inclusiva” in 7 punti per l’esercizio della professionalità docente e il rispetto dei diritti costituzionali all’istruzione e alla libertà di insegnamento. Vai al 1° documento 

Vai al 2° documento

Ci sarà un dopo. Idee per la ri-nascita e la libertà dei bambini

Raffaele Iosa è stato maestro, direttore didattico e ispettore scolastico, e ha rivestito ruoli di rilievo a livello ministeriale occupandosi di autonomia scolastica e disabilità. Attualmente si occupa di cooperazione internazionale con gli orfanotrofi della Bielorussia e coordina le iniziative culturali e politiche per i 40 anni di Lettera a una professoressa di Don Milani. Ha scritto un documento di riflessione e proposta sulla scuola che merita di essere letto. Come lui stesso scrive, “il testo è molto lungo, ma i bambini sono corti solo d’altezza”.

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