Un Dirigente ignorante (e fascistoide)

Un Dirigente ignorante (e fascistoide)

4 novembre nelle Marche

Il signor Ugo Filisetti fino a qualche giorno fa era un emerito sconosciuto ai più. Ora sappiamo che è il Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche. È balzato agli onori della cronaca perché, in occasione del 4 novembre, ha voluto scrivere un messaggio a tutti gli studenti delle scuole marchigiane. Parole piene di retorica e anche di distorsione storica. Ha scritto che “Un uomo è vero uomo se è martire delle sue idee” e che “ tutti i figli d’Italia che dettero la loro vita per la Patria, combatterono per dare un senso alla vita, alla vita di tutti, comunque essi la pensino”. E per non farsi mancare niente conclude con un richiamo esplicito e nostalgico al fascismo (per di più scritto anche male, il che è grave per un dirigente scolastico): “Per questo quello che siamo e saremo lo dobbiamo anche a Loro e per questo ricordando i loro nomi sentiamo rispondere, come nelle trincee della Grande Guerra all’appello serale del comandante : PRESENTE!”.

Ma chi è costui? Ex sindaco leghista di Gorle (Bergamo), una carriera fatta di nomine politiche come dirigente della provincia di Bergamo e della Regione Lombardia. Dirigente del Ministero della Pubblica Istruzione per nomina dell’allora ministra Mariastella Gelmini (con cui è imparentato) è stato poi nominato direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria. Quindi nel 2015 è arrivata la nomina nelle Marche.

Da parte del Direttore Filisetti non risultano negli anni messaggi agli studenti né per il 25 aprile, né per il 2 giugno, e neppure per l’inizio o la fine dell’anno scolastico. Si è svegliato solo il 4 novembre, per ricordare chi – secondo lui – ha dato eroicamente la vita per la Patria. Evidentemente il Filisetti, anche se è laureato in giurisprudenza, non ha studiato bene la storia, o meglio, ha letto solo qualche pagina sui libri che hanno fatto propria la fascistizzazione storiografica della “grande guerra” accogliendo l’ideologia nazionalista e la propaganda bellica, con la volontà di impiegarle per elaborare la morte in guerra. Questo è inaccettabile da parte di un dirigente scolastico. Se Filisetti vuole parlare a ragione veduta di cosa fu realmente la Prima guerra mondiale, ha ampia scelta di saggi critici e analisi storiche rigorose e obiettive, come quelli di Mario Isnenghi, Giorgio Rochat, Enzo Forcella, Alberto Monticone e Piero Melograni.

Quella guerra, per i soldati al fronte, fu “un inferno di sangue, fango e merda”: altro che “dare un senso alla vita”. Chi ha cercato di salvare la vita, per sfuggire alle carneficine cui i generali costringevano le truppe, venne trattato come disertore, renitente, disfattista; spesso passato per le armi, fucilato dai carabinieri o dal plotone di esecuzione, senza processo, senza prove, senza sentenza. Ma nonostante questo i fenomeni di ammutinamento furono di massa. Chi la guerra l’ha vista realmente (e non dalla scrivania dell’Ufficio scolastico delle Marche nel 2020) l’ha rifiutata, l’ha odiata, l’ha fuggita. Filisetti prima di scrivere un altro messaggio ai ragazzi di oggi, legga e faccia leggere a scuola Un anno sull’altipiano, di Emilio Lussu. Poi ne riparliamo.

E se vuole documentarsi, può farlo leggendo qui:

https://www.internazionale.it/opinione/piero-purich/2018/11/03/prima-guerra-mondiale-italia

Il Filisetti ha avuto il suo quarto d’ora di notorietà. Ora è meglio che torni a fare il burocrate scolastico, cercando di non fare altri danni, né a se stesso né agli studenti.

Mao Valpiana

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