2 giugno a Reggio Emilia: Festa della Repubblica che ripudia la Guerra

2 giugno a Reggio Emilia: Festa della Repubblica che ripudia la Guerra

Anche a Reggio Emilia la Festa della Repubblica che ripudia la guerra.

Alle 16.00 concentramento del corteo per la pace alla Gabella di Via Roma, Reggio Emilia
Alle 18.00 festa al Parco Cervi Reggio Emilia con musica di Almaviva e degli AVANZI DI BALERA, letture, animazioni e spazio per i bimbi.

IL TESTO DELL’APPELLO

2 giugno, Festa della Repubblica che ripudia la guerra. Anche a Reggio Emilia

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Sono il primo e l’undicesimo principio fondamentale della Repubblica italiana: gli assi portanti della nostra democrazia. Eppure, il nostro Paese è terzultimo in Europa per l’occupazione e ultimo per l’occupazione giovanile; invece è primo per l’aumento delle spese militari nel 2016. E’ il ripudio della Costituzione invece che della guerra.
Negli ultimi 10 anni (dal 2006 al 2016) di crisi economica assoluta, in cui i governi hanno tagliato tutto, dalla sanità alle protezioni sociali – portando milioni di persone (come certifica l’ISTAT) in condizione di povertà estrema – la spesa pubblica militare del nostro Paese invece è aumentata del 21% (e per i soli armamenti dell’85%!). Un pozzo nero senza fondo, che per il solo il 2017 prevede di bruciare sull’altare delle guerre – e della loro preparazione – altri 23,3 miliardi di euro, pari a 64 milioni al giorno. Ossia l’1,4% del prodotto interno lordo che – come se non bastasse – il governo italiano si è impegnato con il presidente USA Trump a portare al 2%!
E’ in corso la “terza guerra mondiale a pezzetti” continua a ripetere papa Francesco, denunciando i produttori di armamenti, eppure il nostro Paese negli ultimi tre anni ha sestuplicato le autorizzazioni per la vendita di armi, passando da 2,9 miliardi a 14,6 miliardi di profitti per l’industria bellica italiana, che vende armi anche alle dittature ed ai Paesi in guerra, in violazione della legge 185/90 sul commercio delle armi. In questo mondo che brucia, l’Italia – facendo carta straccia della sua Costituzione – è presente in tutte le guerre del Pianeta, non solo con i suoi soldati, ma anche con le sue armi. Vende armi, fa profitti bellici, alimenta le guerre e ne importa i profughi che riescono ad arrivare, in un circolo vizioso senza fine.
Ritornano venti di guerra fredda, ritornano muri e fili spinati in Europa, ritornano anche le minacce di guerra nucleare, con migliaia di testate nucleari puntate sulle nostre teste, eppure il governo italiano – che “ospita” sul proprio territorio decine di ordigni nucleari nelle basi USA di Aviano e Ghedi – non ha aderito al Trattato ONU per messa al bando delle armi nucleari. Anzi continua ad acquistare gli 80 cacciabombardieri F35, capaci di trasportare ordigni nucleari in giro per il pianeta, per un’ulteriore spesa complessiva di 14 miliardi di euro. Una follia bellica che sta trascinando il nostro Paese in un riarmo senza precedenti, dai tempi della seconda guerra mondiale.
Questo scenario di totale ribaltamento dei fondamenti costituzionali è rappresentato – anche simbolicamente – dalla parata militare con la quale il 2 giugno si “fa la festa” alla Repubblica italiana ed alla sua Costituzione. Per questo è necessaria la Festa della Repubblica che ripudia la guerra, con la quale vogliamo ricordare che il 2 giugno del 1946 ha vinto l’Italia a cui la guerra ripugnava, e che – dopo averla subita – voleva allontanarla per sempre dall’orizzonte della storia e della civiltà. La Festa della Repubblica che ripudia la guerra è dunque una festa per il disarmo, la riconversione sociale delle spese militari, la riconversione civile dell’industria bellica, la messa al bando delle armi nucleari, la costruzione dei mezzi civili, non armati e nonviolenti di risoluzione delle controversie internazionali.
La Festa della Repubblica che ripudia la guerra, anche a Reggio Emilia, non è solo una festa per la pace, ma è un momento di consapevolezza e di assunzione di impegno per la realizzazione di politiche attive di pace. Qui e ora, prima che sia troppo tardi.

Primi aderenti:
– Movimento Nonviolento – Centro di Reggio Emilia
– Associazione AMAR
– Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
– Associazione GLM
– Associazione Jaima Sahrawi
– Associazione Reggiana per la Costituzione
– BDS Reggio Emilia
– Centro per il disarmo Paride Allegri
– Collettivo Nonviolento uomo e ambiente della Bassa Reggiana
– Colore, Cittadini contro le Mafie
– Comitato Acqua Bene Comune
– Comitato Democrazia Costituzionale
– Emergency, Gruppo Volontari Reggio Emilia
– Iniziativa Laica
– Arsave
– Notti Rosse
– Libera Università Popolare
– Reggio Emilia per Aleppo
– Partito della Rifondazione Comunista
– Partito Comunista Italiano
– Possibile
– Sinistra Italiana

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