• 31 Gennaio 2023 20:31

Che “i vandali” dilaghino!

DiDaniele Lugli

Gen 9, 2023

I miei studi di diritto e procedura penali risalgono a oltre sessant’anni fa. Di poco più recente il brillantissimo esame di abilitazione alla professione. Ricordo nulla. Riesco però ancora a leggere il codice, a distinguere imbrattamento da danneggiamento e giustizia da persecuzione.

Già è tolta la vernice – lavabile appunto – da portone e finestre di Palazzo Madama. Imbrattamento dunque e non danneggiamento. Sono comunque entrambi depenalizzati, salvo che il danneggiamento non sia aggravato. È aggravato e come! Se no non sarebbero stati processati per direttissima i ragazzi di Ultima Generazione per convalidarne l’arresto, rilasciarli e fissare l’udienza al 12 maggio.

Salvini reclama il merito. Il suo decreto sicurezza bis ha ridisegnato il danneggiamento aggravato, ponendo le basi per ricriminalizzare il danneggiamento. La Russa non vuole essere da meno: “Nessun alibi, nessuna giustificazione per un atto che offende tutte le istituzioni e che solo grazie al sangue freddo dei carabinieri non è trasceso in violenza”. Cioè c’è stato l’arresto e basta, senza pestaggi o torture, possibili in caso di sangue caldo. Convoca il Consiglio di Presidenza. E che Consiglio! Oltre al Presidente, che lo presiede, ci sono quattro Vice Presidenti, tre Questori, otto Segretari. Sono sedici autorevoli senatori, di tutte le forze politiche, riuniti per deplorare e prendere provvedimenti. Annunciata è la costituzione di Parte Civile del Senato oltraggiato.

Dall’ANSA apprendo di altre condanne bipartisan. La presidente dei senatori PD ad esempio: “azioni stupide e incivili, contro il senso di appartenenza alla comunità. Non c’è nulla che le giustifichi e non aiutano le cause che gli autori dei gesti vorrebbero difendere”. Matteo Renzi rincara la dose: “Chi vandalizza un palazzo delle Istituzioni pensando di difendere l’ambiente capisce poco. Chi giustifica i vandali che imbrattano dimostra di capire ancora meno”. Una giustificazione “i vandali” la adducono: “la disperazione che deriva dal susseguirsi di statistiche e dati sempre più allarmanti sul collasso eco-climatico, ormai già iniziato, e il disinteresse del mondo politico di fronte a quello che si prospetta come il più grande genocidio della storia dell’umanità”. Appropriate sono le parole di Annalisa Cuzzocrea.

Il disinteresse della politica è un fatto sotto gli occhi di tutti. La necessità di cambiamenti profondi di fronte a quello che “i vandali” chiamano “collasso eco-climatico” aveva portato a un Ministero significativamente denominato Ministero della transizione ecologica. Magari non ha dato grandi prove di voler cambiare. Forse si è trattato solo di ipocrisia, che è pur sempre l’omaggio che il vizio rende alla virtù. Col nuovo Governo via gli inutili orpelli: Il Ministero è ora della Sicurezza energetica. Non vi è alcuna transizione da compiere. Si tratta di assicurarci l’energia che ci occorre, a prescindere dal materiale, fossile o fissile che sia. Lo capisco. Invecchiando mi sono fatto freddoloso, anche se m’inquieta questo inverno primaverile. Ma il freddo arriverà e non vorrei patirlo.

Non conosco Ultima Generazione. Ho notizia solo di loro azioni, accompagnate da comunicati, per sottolineare un tema vitale, vitalissimo e avanzare proposte. Chi dice di condividere le loro preoccupazioni spesso ne condanna gli atti. Più utile sarebbe unire alla condanna l’esempio di prassi migliori, più incisive, efficaci. Non se ne vedono. Vedo che “i vandali” hanno l’età di mia nipote. Dicono di voler rimediare alle inadempienze delle generazioni di genitori e nonni. I campanelli d’allarme si moltiplicano. Sono diventati campane che suonano a stormo. Non vedo mobilitazioni.

Posso fare pochissimo. Intanto non mi unisco alla canea, che invoca punizioni esemplari per chi porta all’attenzione, con atti dimostrativi e senza violenza, un tema che tutti ci riguarda. Posso auspicare il loro collegarsi in profondità al movimento di Fridays for Future, per esempio, come al meglio delle associazioni ambientaliste e dei movimenti impegnati sul terreno della nonviolenza. È un terreno sul quale restare saldamente radicati, di fronte a criminalizzazioni ingiustificate e provocatorie. Ci vuole niente a cadere nella provocazione. Chiedo ai nonni e genitori, che conosco, di impegnarsi nella stessa battaglia, portando il meglio della loro esperienza e la consapevolezza di non aver fatto abbastanza. Questa generazione – per disperazione si nomina Ultima – non è sola. Questo deve sentirsi e vedersi. Vanno costruiti rapporti con le istituzioni responsabili delle scelte, mobilitando l’opinione pubblica. Occorre costruire una grande campagna nonviolenta, che risvegli l’attenzione a campanelli e campane d’allarme.

Il nome di vandali è associato a saccheggi e distruzioni selvagge. Niente a che vedere con quanto hanno fatto e fanno ragazze e ragazzi di Ultima Generazione. Nelle narrazioni delle deprecate gesta dei vandali questi appaiono a un certo punto invincibili perché dilagano in tutto l’impero romano. Posso augurarmi una grande ondata nonviolenta che travolga ottusità e interessi contrari al bene comune. Che questi vandali dilaghino, come meritano. E buon compleanno a Greta Tunberg.

Daniele Lugli

Daniele Lugli (Suzzara, 1941), amico e collaboratore di Aldo Capitini, dal 1962 lo affianca nella costituzione del Movimento Nonviolento di cui sarà nella segreteria dal 1997 per divenirne presidente, con l’adozione del nuovo Statuto, come Associazione di promozione sociale, e con Pietro Pinna è nel Gruppo di Azione Nonviolenta per la prima legge sull’obiezione di coscienza. La passione per la politica lo ha guidato in molteplici esperienze: funzionario pubblico, Assessore alla Pubblica Istruzione a Codigoro e a Ferrara, docente di Sociologia dell’Educazione all’Università, sindacalista, insegnante e consulente su materie giuridiche, sociali, sanitarie, ambientali - argomenti sui quali è intervenuto in diverse pubblicazioni - e molto altro ancora fino all’incarico più recente, come Difensore civico della Regione Emilia-Romagna dal 2008 al 2013. È attivo da sempre nel Terzo settore per promuovere una società civile degna dell’aggettivo ed è e un riferimento per le persone e i gruppi che si occupano di pace e nonviolenza, diritti umani, integrazione sociale e culturale, difesa dell’ambiente. Nel 2017 pubblica con CSA Editore il suo studio su Silvano Balboni, giovane antifascista e nonviolento di Ferrara, collaboratore fidato di Aldo Capitini, scomparso prematuramente a 26 anni nel 1948

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