Cipro nord: a sentenza i casi dell’obiettore Halil Karapasaglu

Cipro nord: a sentenza i casi dell’obiettore Halil Karapasaglu

Obiettare al servizio militare è ancora reato nell’autoproclamatasi Repubblica turca di Cipro Nord

La sfilza di processi a carico di ogni obiettore di coscienza nell’auto-proclamatasi Repubblica turca di Cipro Nord sembra una storia infinita, in barba al principio giuridico del ne bis in idem ed alle Nazioni Unite.

A fine dicembre 2018, sono stati provvisoriamente bloccati ben sei procedimenti per l’obiettore turco-cipriota  Haluk Selam Tufani, perché ha fatto ricorso alla Corte Europea dei diritti umani (caso ancora in attesa di accettazione).

Mentre lo scorso 4 gennaio, è stato il turno alla sbarra del Tribunale militare di Nicosia di Halil Karapaşaoğlu, con quattro procedimenti che fanno riferimento a 4 anni diversi in cui Halil ha rifiutato gli annuali doveri di riservista. Inoltre, l’apertura di un quinto procedimento gli è stata notificata appena prima dell’udienza.

Il caso ha sollevato molta attenzione e raccolto espressioni di supporto da entrambe le parti dell’isola (qui per una nostra trattazione della situazione di Cipro).

I negozianti hanno chiuso per l’ora di pranzo per poter partecipare all’udienza, una folla di centinaia di persone ha atteso fuori dal tribunale, mentre una trentina di sostenitori greco e turco ciprioti – il massimo consentito – era presente in aula.

Il verdetto ha visto comminata un’ammenda complessiva di circa 335 euro (2.000 lire turche) per tutte e quattro le imputazioni, con 10 giorni di tempo per pagare o scegliere di scontare 20 giorni di carcere militare.

L’esito è stato meno grave di quanto avvenuto in casi precedenti, tuttavia Derek Brett (osservatore del BEOC  presente all’udienza) ha espresso il disappunto della comunità internazionale, sottolineando il fatto che a fronte a due casi identici pendenti di fronte alla Corte Europea dei diritti umani (casi di Murat Kanatli e Haluk Selam Tufanli), i procedimenti non avrebbero neanche dovuto svolgersi.

Dalla scalinata del Tribunale Militare, Halil ha subito dichiarato il suo rifiuto a pagare, se pagasse tutto questo non avrebbe senso. Egli ha proseguito con un forte appello antimilitarista:

Se domani scoppiasse una guerra, noi, in quanto antimilitaristi, non combatteremmo. Nel Ventunesimo secolo non guardiamo ai nostri amici della parte Sud [di Cipro n.d.t.]come a dei nemici, non guardiamo a nessuno nel mondo come nostro nemico (dichiarazione raccolta da Cyprus mail e tradotta)

Turkish Cypriot conscientious objector chooses jail over paying fine

Con questa udienza l’attenzione mediatica è stata alta, due membri del direttivo del BEOC hanno rilasciato delle interviste ad una TV cipriota (SIM TV station) ed ad una radio locale (Radyo Mayıs) lo scorso 5 gennaio. Lo stesso giorno alla stessa emittente televisiva, il primo ministro di Cipro Nord, Tufan Erhürman, ha annunciato che una proposta di legge sull’obiezione di coscienza sarebbe stata presentata al parlamento il lunedì successivo (07 gennaio).

Antimilitaristi ed attivisti si sono quindi dati appuntamento ieri di fronte al parlamento di Nicosia. La proposta di legge è stata effettivamente presentata ed una prima impressione è in generale positiva, benchè vi siano diversi punti critici.

Che si sia arrivati verso una svolta in questa storia infinita o questa proposta finirà nel dimenticatoio?

Di certo noi staremo all’erta.

 

Allegati

EBCO comunicato stampa 2 gen 19  (traduzione italiana di Angela Argentieri)

EBCO comunicato stampa 4 gen 19 (traduzione italiana di Angela Argentieri)

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