Comitato Diritti Umani ONU: preoccupano le persecuzioni agli obiettori finlandesi

Comitato Diritti Umani ONU: preoccupano le persecuzioni agli obiettori finlandesi

A cento anni dalla prima legge sul servizio civile in Finlandia, il diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare non è riconosciuto a pieno.

Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite esprime forti preoccupazioni per le inversioni di rotta attuate dalla Finlandia in tema di diritto all’obiezione di coscienza e servizio civile alternativo.

Infatti, nelle ultime osservazioni conclusive al settimo rapporto della Finlandia sui diritti civili e politici pubblicate lo scorso 1 aprile, il Comitato ONU, non solo ribadisce le preoccupazioni già espresse in precedenza, ma ne fa di nuove visto il peggiorare della situazione degli obiettori.

Aggiungiamo noi che la Finlandia infatti rimane un paese fortemente militarizzato, in cui il servizio militare è tuttora obbligatorio e gli obiettori di coscienza subiscono persecuzioni e discriminazioni per le proprie scelte.

Tali osservazioni conclusive del Comitato Diritti Umani dell’ONU sono state oggetto dell’ultimo comunicato stampa del Beoc (Ufficio Europeo per l’obiezione di coscienza di cui il Movimento nonviolento è membro italiano).

A seguire la traduzione in italiano del comunicato stampa del 9 aprile 2021.


EBCO: La Finlandia deve intraprendere azioni urgenti per attenersi alle raccomandazioni del Comitato per Diritti Umani delle Nazioni Unite

Il primo aprile il Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato le proprie osservazioni conclusive nell’ambito del settimo rapporto periodico sull’implementazione da parte della Finlandia del Patto internazionale sui Diritti Civili e Politici. Le criticità sollevate dal Comitato Diritti Umani nei confronti della situazione degli obiettori di coscienza sono aumentate rispetto alle precedenti osservazioni conclusive 2013.

L’Ufficio Europeo per l’Obiezione di Coscienza (EBCO), facendo eco alle richieste della propria organizzazione membro in Finlandia, l’Unione degli Obiettori di Coscienza (AKL), reclama che le raccomandazioni del Comitato Diritti Umani siano prese in seria considerazione nei lavori preparatori della legislazione sul servizio non militare, ad esempio, nei lavori in corso della Commissione Parlamentare per lo sviluppo della coscrizione generale.

“L’EBCO esprime la propria soddisfazione a fronte delle osservazioni conclusive del Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite. L’EBCO sollecita fortemente il governo finlandese a fermare la persecuzione e l’incarcerazione degli obiettori di coscienza e di apportare modifiche al servizio civile, il quale risulta estremamente punitivo e discriminatorio”, ha affermato la presidente dell’EBCO, Alexia Tsouni.

Nelle sue osservazioni conclusive, il Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite ha:

  • Espresso la propria preoccupazione circa l’abrogazione, da parte della Finlandia, dell’esenzione del servizio militare e civile accordata ai Testimoni di Geova, in contrasto con le precedenti raccomandazioni del Comitato, le quali indicavano al contrario l’estensione di tale esenzione ad altri gruppi di obiettori di coscienza. Ha quindi raccomandato che la Finlandia cessi tutte le persecuzioni degli individui che rifiutano di effettuare il servizio militare sulla base della propria coscienza e che rilasci coloro attualmente in stato di detenzione per le relative condanne;
  • Constatato con preoccupazione che la durata regolare del servizio alternativo ammonta ad un periodo più lungo rispetto al servizio militare, e che nonostante tale servizio alternativo sia sotto la direzione del Ministero dell’Occupazione e dell’Economia, il personale militare prende ancora parte rilevante nei relativi gruppi di lavoro e comitati, i quali determinano la natura e la durata del servizio alternativo. Il Comitato richiama la Finlandia a garantire alternative al servizio militare non punitive né discriminatorie in natura e durata, e che rimangano di carattere civile e senza la presenza di una componente militare;
  • Espresso preoccupazione circa l’insufficiente diffusione di informazioni sul diritto all’obiezione di coscienza e le alternative al servizio militare, e raccomandato alla Finlandia di intensificare i propri sforzi per aumentare la consapevolezza tra la popolazione riguardo al proprio diritto all’obiezione di coscienza e la possibilità di alternative al servizio militare.

 

NOTE:

  • Osservazioni Conclusive del Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite sul settimo rapporto periodico sulla Finlandia, 1° aprile 2021:

https://tbinternet.ohchr.org/Treaties/CCPR/Shared%20Documents/FIN/CCPR_C_FIN_CO_7_44648_E.pdf

  • Documenti originali della 131° sessione del Comitato per i Diritti Umani e la revisione della Finlandia, inclusi i contributi della società civile, quali quelli di AKL o IFOR:

https://tbinternet.ohchr.org/_layouts/15/treatybodyexternal/SessionDetails1.aspx?SessionID=2463&Lang=en

https://ebco-beoc.org/sites/ebco-beoc.org/files/attachments/2021-02-15-EBCO_Annual_Report_2020.pdf

Per maggiori informazioni e interviste contattare:

Esa Noresvuo, Union of Conscientious Objectors (AKL), esa.noresvuo@akl-web.fi,

https://akl-web.fi/

Ms Alexia Tsouni, EBCO President, +30 6974461210, tsounialexia@gmail.com

[fine comunicato stampa]

 

Per informazioni sull’EBCO dall’Italia: Daniele Taurino (Movimento nonviolento), redazione@azionenonviolenta.it

Informazioni essenziali sull’obiezione di coscienza in Europa in questa mappa interattiva creata dal Beoc.

Traduzione dall’inglese di Selene Greco (Movimento nonviolento – Roma e litorale romano)

Comunicato stampa originale qui.

 

 

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