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Consiglio di lettura n. 14

DiEnrico Pompeo

Feb 22, 2019
consiglio letture Pompeo CUOMO

Ci sono quelli che quando raccontano, incantano; che se sei a una cena e loro parlano, si crea silenzio e li ascolti e magari ti sembra di conoscerla quella storia, almeno a grandi linee, ma così non l’avevi mai sentita e i personaggi li vedi nella tua tesra nitidi e chiari. Ecco, Massimo Cuomo è uno di questi e la e/o una casa editrice con un fiuto eccezionale per dare voce a questi fenomeni. Ho letto questi due libri diversi in tutto, come ambientazione, storia, atmosfere, ma entrambi capaci di catturarti dalla prima all’ultima pagina. C’è chi, quando scrive, usa immagini o colori. Cuomo crea un ritmo, un suono, una voce. Una musica che ti accompagna.

In ‘Piccola osteria senza parole‘ si sentono i rumori dei bicchieri e delle carte da gioco dentro un bar perso nella bassa veneta, dove, improvvisamente, irrompe uno straniero, uomo del Sud, diverso e distante. E tutto cambia, si trasforma: chi ha sempre vissuto aspettando gli alieni, ne incontra uno,  o almeno crede, e se ne innamora; baristi apparentemente morigerati nascondono terribili segreti; pensionati con valigie chiuse trovano il motivo per aprirle e mostrare a tutti il mirabolante contenuto. E così via, come un’orchestra che aveva solo bisogno di qualcuno che desse l’avvio, un bassomeridionale, simile a Maradona, che beve solo Lemonsoda per depurarsi, non bestemmia perché ‘chi ha trasformato acqua in vino merita rispetto’. Ma anche lui ha i suoi misteri, racchiusi in una foto tagliata a metà in cui c’è una donna e un mezzo campanile. Con un finale che ribalta ogni aspettativa o percorso, questo libro corale non ha pause, rallentamenti o accelerazioni, ma viaggia su una strada ricca di curve improvvise e rettilinei, senza mai perdere la bussola. Una scrittura trascinante e coinvolgente, che sa di aria e vento.

Così come un altro grandissimo scrittore sempre e/o, Sacha Naspini trova la sua forza in parole di terra e fuoco, qui siamo in un altro territorio, come due facce di una splendida medaglia. Tutto bellissimo, come il titolo del secondo libro. Qui siamo in Messico ed è tutto odori, sapori, balli, polvere e suoni. C’è un mondo intero nella storia di due fratelli, il più piccolo che, da appena nato, tutti vedono ‘Bellissimo‘ e l’altro che vive nell’ombra dell’altro, splendido e irresistibile. Tra feste in campi di mais, partenze verso terre incontaminate con pozzi di acqua cristallina e ritorni nel villaggio natio sempre uguale a se stesso, si snoda la storia di un rapporto unico, vero, autentico. Mi sono commosso leggendolo; ho riso senza riuscire a fermarmi e mi è dispiaciuto finirlo perché avrei voluto ricominciare da capo. Ci sono tamburi che suonano alla luna nelle notti d’amore sulla sabbia o sono il preludio a risse scatenate dal desiderio di possesso; macchine che si fermano e poi ripartono, come se fossero esseri viventi; padri, madri, fidanzate, amanti come in una gigantesca danza dentro la festa dei morti. Splendido. Ho imparato qualcosa in più sulla natura umana, su come funzionano i rapporti umani e su quanto possa essere forte, puro e insieme distruttivo l’affetto fraterno. Tanto di cappello. Bravo Massimo: così si fa. Buona lettura. Evviva.

Enrico Pompeo

Enrico Pompeo è nato a Livorno nel 1972. Docente di Lettere, è autore dei romanzi: ‘Una curva improbabile’ (Edizioni Edicom 2001); ‘Il Drago, il Custode, lo Straniero’ (Ed. Creativa 2016. Premio Speciale della Giuria ‘Alda Merini’ 2017), ‘Nessuno ha dato la buonanotte’ (MDS editore, novembre 2021.Prima ristampa Aprile 2022) e di un libro di racconti ‘Scritti (S)Connessi’ (Ed. Creativa 2018. 3° Classificato in ‘EquiLibri’ 2018). È drammaturgo e regista dello spettacolo ‘La Cattiva Strada’, patrocinato dalla Fondazione De André. Scrive recensioni per le riviste ‘Azione Nonviolenta’ e ‘Offline’. Organizza laboratori di arte e comunicazione presso l’Agriturismo Montevaso.

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