Consiglio di lettura n. 6 ‘Shantaram’ di Gregory David Roberts – Neri Pozza.

Consiglio di lettura n. 6 ‘Shantaram’ di Gregory David Roberts – Neri Pozza.

È vero: sono 1174 pagine. Qualche ripetizione è ovvia. Alcuni momenti sono meno coinvolgenti, ma è una grande storia. – Recensione a cura di Enrico Pompeo.

Ambientata nelle zone più malfamate di Bombay, o Mumbai, come si dice oggi, racconta una vicenda incredibile, basata su avvenimenti realmente accaduti all’autore, che ci parla in prima persona, riuscendo nel difficilissimo compito di cancellare la sua voce personale, creando un affresco impietoso e nello stesso tempo tenero di una terra così complessa come l’India, dietro la quale c’è, in filigrana, tutto il nostro mondo.

Ci sono criminali, assassini, ladri accanto a donne e uomini di una bontà straripante, pur in contesti terribili e facili alla rassegnazione, allo scoramento, anticamere alla violenza. Si sente forte e autentica la volontà di offrire un segno tangibile di riscatto, di emancipazione: attraverso la purezza delle relazioni, degli incontri, la scoperta della potenza unica delle emozioni condivise, chiunque può trovare il proprio posto e il suo destino. È un libro quasi di vecchio stampo, che parla di etica, consapevolezza, crescita di un senso comune di vidione del futuro; quindi attualissimo, in un tempo così chiuso, poco curioso e attento alle diversità,  da costruire muri, steccati, divisioni.

È un romanzo importante, necessario, che traccia una linea, arzigogolata, curva, ma che alla fine trova un suo approdo: il protagonista, giovane ragazzo ribelle e antagonista in Australia, commette una rapina con una pistola gioccatolo. La polizia e le autorità lo scelgono come simbolo, modello da punire per lanciare un messaggio. Da qui l’agonia nelle carceri, fino a una rocambolesca fuga che lo porterà tra i reietti e gli escludi dell’India,dove, piano piano, ritroverà se stesso. Un uragano di parole, un caleidoscopio di situazioni con figure che ti entrano dentro,  con momenti drammatici mescolati a descrizioni buffe e ironiche.

Un libro che ti spinge a porti domande su come sei, ma soprattutto su cosa vorresti diventare, dando un insegnamento chiaro: da solo non ottieni niente, se non miraggi di felicità.  È nella relazione e nel contatto che trovi il senso vero dell’esistenza. Da leggere. Anche piano piano. Senza fretta. Buon viaggio.

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