DUE VITTIME, DUE NEMICI

DUE VITTIME, DUE NEMICI

Il 30 giugno il rapimento e l’uccisione ad Ebron di tre adolescenti israeliani; il 12 luglio a Gaza l’abbattimento di un orfanatrofio in cui muoiono tre giovani disabili. In mezzo una guerra che non lascia speranza perchè si accanisce soprattutto sui più deboli, donne e bambini.

Chi ha ragione? Chi ha torto? Vedo torti e ragioni dall’una e dall’altra parte, ma ormai la matassa è troppo ingarbugliata per poterla sciogliere. Le vittime sono i palestinesi, e gli israeliani sono aggressori. Sì, certo, ma è troppo facile. Israele ha diritto alla propria sicurezza minacciata dalla Jihad islamica, sì certo, anche questo è vero. Ma non basta. Due popoli e due stati? Non ha funzionato e non funzionerà.

E allora? che dire? che fare? Cambiare logica.

I palestinesi non potranno mai competere sul piano militare. Il confronto bellico li vedrà inesorabilmente sconfitti.

Gli isrealiani non potranno mai vivere in sicurezza continuando ad alzare muri di cemento o di armi per confinare i nemici: costruendo prigioni per gli altri, rendono la propria esistenza un’enorme galera.

I palestinesi (intesi come popolo) hanno due nemici: l’esercito più armato e agguerrito del mondo, quello israeliano, e le milizie di Hamas che li rende ostaggi.

Gli israeliani (intesi come popolo) hanno due nemici: i missili di Hamas, pronti a colpire le loro città e le centrali nucleari, e l’esercito che li rende odiosi al mondo.

Le vittime di questa guerra infinita sono i popoli israeliano e palestinese. I loro nemici sono l’esercito di Tel Aviv e le milizie di Hamas. E allora bisognerebbe che gli israeliani lottassero per disarmare il proprio esercito, e i palestinesi per disarmare Hamas.

Poi, potrebbero forse accorgersi che non sono due popoli nemici, e potrebbero accorgersi di non avere bisogno di due stati, due eserciti, due bandiere. Potrebbero riconoscersi come popoli fratelli in un’unica terra, trovare forme di convivenza, di confederazione, di sicurezza reciproca liberi da eserciti contrapposti, in un Paese comune.

Ma tutto questo lo penso nel silenzio del mio studio, a migliaia di chilometri dall’inferno che è oggi la terra di Israele/Palestina, e quindi non ha nessun valore.

So che è politicamente scorretto, ma so anche che è proprio così.

Mao Valpiana

  1. Logico, ineccepibile, per nulla politicamente scorretto. Solo che richiede un livello di coscienza per essere attuato che per il momento (e, temo, ancora per lungo, lunghissimo tempo) non è ancora stato conquistato da parte della gente appartenente ai due popoli e, molto probabilmente, anche da quella appartenente a molti altri popoli della terra (cosa faremmo, come ci comporteremmo noi tutti, sottoposti alle stesse condizioni, confinati nella stessa geografia, con le spalle appesantite dalla medesima storia?). E così, la via più logica, la più ineccepibile, la più corretta, non solo politicamente ma soprattutto umanamente, e quella che sarebbe anche la più banalmente semplice, rimane e rimarrà anche la meno realizzabile.

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    Certo, Mao, l’analisi che hai fatto è corretta. Ma minata alla base dall’utopia, anche se l’utopia ha generato grandi cambiamenti sociali. Con questi Stati Uniti che hanno pianificato e fomentato il colpo di Stato in Ucraina (perchè solo il presidente Poroshenko è uscito da regolari elezioni mentre la cricca nazistoide e nazionalista è salita al potere senza il consenso e l’avallo popolare), che già gongolano per gli affari che faranno nella ricostruzione dell’Est finita l’offensiva delle truppe fratricide inviate da Kiev (e supportate da paramilitari che si sono macchiati di orrendi delitti) e che “consigliano” strategie stragiste tramite elementi della Cia ben individuati in territorio ucraino, con questi States al guinzaglio del Pentagono, ripeto, non è possibile un suo decente ruolo pacificatore o, almeno, moderatore. Mi chiedo, poi: dov’eravate e dove siete voi, nonviolenti, mentre l’aggressività d’un regime antipopolo autonominatosi in Ucraina e “benedetto” da un’idiota Unione Europea e da guerrafondai States andava e va contro le milizie d’autodifesa nel Donbas. Perchè non avete levato e non levate il vostro grido di scandalo, di monito, d’antiviolenza al governo di Kiev corrotto più del precedente, che manda ragazzi di vent’anni a farsi massacrare nell’Est, che uccide donne e bambini compatrioti e colpevoli d’essere “russofoni” o “filorussi” (ergo, terroristi, lattanti compresi)? Perchè non avete levato ancora la vostra voce accorata perchè si fermi la carneficina in atto nell’Est dell’Ucraina nel colpevole silenzio/accondiscendenza dei media italiani e della politica europea? Perchè questi due pesi e due misure: tanto, giusto interesse per quanto avviene in Medio Oriente e snobismo/assenza per la tragedia che sta avvenendo in quest’Europa degli interessi di bottega e dell’accoppiata Germania-Stati Uniti? In nome della vera nonviolenza super partes e trasversale, muovetevi anche voi, schieratevi dalla parte di chi non riesce a far sentire la sua voce, di chi non vuole che la verità venga manipolata da sporchi interessi internazionali. Cosa diceva Mussolini nell’attacco alla Francia? Mi servono alcune centinaia di morti per sedere al tavolo delle trattative di pace… (sic). A Kiev quante migliaia di morti innocenti servono?

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