Operazione Colomba condanna fortemente l’operazione militare “Protective Edge” contro Gaza

Operazione Colomba condanna fortemente l’operazione militare “Protective Edge” contro Gaza

L’occupazione israeliana continua a “normalizzare” la violazione dei diritti umani dei palestinesi

15 luglio 2014 // At Tuwani – Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, mantiene una presenza costante nelle colline a sud di Hebron, Territori Palestinesi Occupati, continuando ad accompagnare e supportare da ormai dieci anni i palestinesi della zona nella loro scelta di lottare con metodi nonviolenti per la tutela della propria vita e dei propri diritti.

“Al settimo giorno dall’inizio dell’operazione “Protective Edge” dello Stato israeliano contro la Striscia di Gaza (che ha già ucciso almeno 180 persone e ferite più di 1200), la situazione qui è preoccupante” racconta un volontario.

“Nonostante non siano successi fatti gravi negli ultimi 7 giorni, la popolazione locale è molto in apprensione e spaventata. Si aspetta che parallelamente ai bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza, militari e coloni israeliani possano dare inizio a una nuova fase di violenza massiccia nell’area. Molti pastori che ogni giorno scortiamo in maniera non armata nelle attività quotidiane stanno in casa e non si avvicinano alle zone di lavoro adiacenti alle colonie e agli avamposti israeliani per paura di attacchi che possano attentare alla loro incolumità”.

Operazione Colomba guarda con sgomento e condanna  questa ulteriore esplosione di violenza: oltre al massacro e al disastro umanitario a Gaza, l’operazione militare israeliana seguita al sequestro e all’uccisione di tre giovani israeliani, in Cisgiordania ha portato ad almeno 10 persone uccise, tra cui bambini, e 150 ferite durante le incursioni. Più di 500 persone sono state sequestrate ed incarcerate, di cui una buona parte sottoposte a “detenzione amministrativa”, cioè senza un’accusa. Più di duemila proprietà sono state perquisite, danneggiate o saccheggiate. Città, villaggi e campi profughi sono stati messi sotto assedio da checkpoint e roadblock.

Operazione Colomba condanna l’ occupazione israeliana dei Territori Palestinesi  che disumanizza l’occupante e l’occupato. E’ questa disumanizzazione, istituzionalizzata, cercata e voluta dallo stato occupante, che  rende possibili l’assassinio di tre giovani israeliani ad opera di due palestinesi, come pare, o il barbaro assassinio di un 16enne palestinese di Gerusalemme est, bruciato vivo da estremisti israeliani. E’ questa occupazione che “normalizza” la continua violazione dei diritti umani del popolo palestinese.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004

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