“Festa della Repubblica che ripudia la guerra, anche se ci togliete lo striscione”

“Festa della Repubblica che ripudia la guerra, anche se ci togliete lo striscione”

Il Movimento Nonviolento Roma tira le somme sul 2 giugno

Mentre a Via dei Fori imperiali andava in scena un teatrino governativo con ognuno impegnato a immaginarsi primo attore di avanspettacolo con l’unico obiettivo di farsi notare (chi vuole l’inclusione, l’altra che si sente esclusa, quello che fa il provocatore, l’altro che fa sapere che gli girano…), il Movimento Nonviolento Roma, come annunciato, ha festeggiato la Repubblica dall’estremo Ovest all’estremo Est dell’area metropolitana chiedendo che l’art. 11. della nostra Costituzione, il ripudio della guerra, venga rispettato nei fatti.

Proprio nei giorni scorsi abbiamo assistito a un suo ennesimo svilimento. Arrivata al porto di Cagliari in piena notte, per uno scalo non previsto e non dichiarato, la Bahri Tabuk – un cargo Ro-Ro saudita – ha portato a termine lo sporco lavoro per la quale era stata ingaggiata, come denunciato da Rete Disarmo: trasportare un carico d’armi stivato durante le precedenti soste nordamericane e rimpinguarlo con il Made in Sardinia, filiera corta, grazie alla provenienza dalla Rwm di Domusnovas, lì dietro l’angolo, verso Riyad, dove armi italiane potranno contribuire al massacro che si sta compiendo in Yemen. Il tutto è avvenuto durante la notte: clandestinamente, servendosi di agenzie esterne, estromettendo i lavoratori del porto di Cagliari (forse temendo la stessa reazione di quelli di Genova), tenendo all’oscuro la Capitaneria di Porto.

Il riconoscimento della guerra come disvalore è uno dei principi su cui fu fondata la Repubblica italiana. Allora spendere, come ci apprestiamo a fare anche quest’anno, 25 miliardi di euro per l’apparato militare vuol dire andare contro la Costituzione, preparando future guerre e togliendo le risorse necessarie al rispetto degli altri principi costituzionali: il diritto al lavoro, all’istruzione, all’eguaglianza e alle pari opportunità, la tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e culturale, il diritto d’asilo per lo straniero.

Per tutto questo noi celebriamo e celebreremo in modo civile e disarmato il 2 giugno. Quest’anno a Roma siamo stati presenti in alcuni luoghi delle periferie del VI Municipio – troppo spesso al centro dell’attenzione mediatica solo per episodi di violenza e razzismo – e di Fiumicino con volantini e le bandiere della nonviolenza. Inoltre, a Fiumicino, abbiamo calato dalla balaustra del ponte 2 giugno, uno striscione con la scritta “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”. Un messaggio non offensivo, anzi pienamente costituzionale e in linea con quanto dichiarato dal presidente Mattarella durante le cerimonie ufficiali. Ma a qualcuno la Costituzione dà fastidio: lo striscione, che avevamo dichiarato di ritirare noi stessi alle 11:00 dopo una lettura collettiva dei principi della nostra Carta, ci è stato tolto e “rubato”. Un atto che proprio nel giorno della Festa della Repubblica, ha contraddetto il diritto alla libertà d’espressione su cui si innerva il pluralismo democratico. Invitiamo chiunque sia stato – singolo o gruppo – a riportarcelo nella nostra sede di Via delle Meduse 63a (Fiumicino) e a dialogare con noi apertamente sui motivi che l’hanno condotto a questo gesto. Cogliamo quest’occasione anche per un invito a tutte le persone che fossero interessate alla pace, alla nonviolenza e al disarmo a venirci a trovare: tante saranno anche quest’estate le occasioni d’impegno e attivismo. Dalla parte della Costituzione della Repubblica che ripudia la guerra.

Movimento Nonviolento Roma

nonviolenzaroma@gmail.com

Fb: www.facebook.com/movimentononviolentoRM/

 

 

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