La meglio gioventù – I parte

La meglio gioventù – I parte

Mi piace l’attenzione che Sergio Mattarella ha per i bambini e i giovani. L’ha dimostrata più volte in questi anni, e mi è parso significativo che i 28 nuovi Alfieri della Repubblica da lui nominati l’11 marzo scorso abbiano tutti un’età compresa tra i 9 e i 18 anni.

Nella stessa occasione ha assegnato 3 targhe per iniziative collettive a scuole superiori in cui gruppi di adolescenti si sono distinti nell’impegno insieme ai loro adulti di riferimento.

I valorosi 28 – 12 ragazze e 16 ragazzi – sono disseminati in tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Scorrendo le loro storie si possono individuare quattro gruppi: 6 si sono distinti per la creatività espressa nell’arte o nella tecnologia a favore della collettività; 6 hanno dato prova di coraggio e fermezza nonostante abbiano dovuto affrontare ostacoli molto gravi; 11 si sono messi a disposizione della collettività tramite il volontariato o con scelte individuali di aiuto al prossimo; 5 si sono dedicati a persone in difficoltà con cui avevano un rapporto molto stretto (amico, padre, nonna…) anche a costo di andare controcorrente o di pagare personalmente un prezzo considerevole. Nell’insieme vivono esperienze eccezionali e molto comuni contemporaneamente, che valgono di per sé e per ciò che rappresentano. Aprono lo sguardo sugli elementi di valore che questa generazione coltiva e porta in dono, quando esercita al meglio i diritti di cittadinanza uniti ai doveri inderogabili di solidarietà.

Ho cercato uno a uno questi giovani alfieri trovando a volte molto e a volte pochissimo. Più di tutto speravo di incontrare le loro voci e non è sempre stato possibile. Far parlare i ragazzi non è abitudine dei media, e a volte c’erano ragioni di delicatezza per evitarlo. Provo a presentarli uno a uno con brevi tratti. Incomincio con i primi due gruppi, proseguo la settimana che viene.

L’arte e la scienza al servizio degli altri

Riccardo Amicuzi (14 anni, Macerata) ha iniziato a 8 anni ad aggiudicarsi premi di scrittura. Spiega il suo amore per l’arte citando Gadamer o Gozzano, ma si racconta come un ragazzo che ama lo sport e non disdegna i social. Interessato alla storia, sta ricostruendo la vicenda di un trisavolo fatto prigioniero a Caporetto.

Lida Michela Carullo (15 anni, Vibo Valentia) e Elena Mora (13 anni, Parma) hanno pubblicato il loro primo romanzo. Quello di Lida è sulla solitudine, a sfondo autobiografico La storia che Elena ha scritto a 11 anni è un fantasy «per far divertire gli altri», ma il prossimo sarà un romanzo storico ambientato nel periodo nazista.

Martina Di Vardo (17 anni, Ascoli Piceno) ha preparato spettacoli che avevano come protagonisti bambini in difficoltà. Tra le righe si legge che ha superato a propria volta una malattia. “Non pensavo di aver fatto delle azioni particolari”, ha dichiarato, “ma solo quello che dovrebbero fare tutti, cioè aiutare chi è in difficoltà”. Sogna di diventare pediatra e di continuare con il teatro e la danza.

Giuseppe Cassano (16 anni, barese), appassionato di ciclismo, con la sua stampante 3D produceva pezzi per la bici. Incoraggiato da un’insegnante, durante il lockdown, l’ha utilizzata per realizzare visiere di protezione destinate a personale medico e infermieristico.

Francesco Maura (18 anni, Frosinone) ha già vinto diversi concorsi, incluso uno organizzato dalla Nasa, ed è leader del team Engine4You, team di studenti innovatori che mette la scienza al servizio della società. Hanno messo a punto dispositivi per non vedenti e per la sicurezza della scuola, dove Francesco si impegna anche come formatore per promuovere la tecnologia.

Le tre scuole premiate con targa possono a giusta ragione essere citate in questa sezione. I giovani milanesi Matteo Mainetti, Jacopo Rangone, Emanuele Sacco e Pietro Cappellini hanno ideato la piattaforma digitale PC4U.Tech per far incontrare domanda e offerta di dispositivi digitali. Al contempo ricondizionavano computer e tablet da distribuire tra i compagni che ne erano sprovvisti, per metterli in grado di seguire la didattica a distanza durante il lockdown.

Gli studenti del corso di arredi e forniture d’interni dell’Istituto Casanova di Napoli, lavorando nei laboratori della scuola, hanno recuperato 200 banchi e li hanno resi adatti alle regole del distanziamento. All’Istituto Tecnico «Galileo Galilei» di Bolzano gli allievi hanno prodotto un gel igienizzante la cui formula è omologata dall’Organizzazione mondiale della Sanità, hanno eseguito tamponi per misurare, attraverso appositi terreni di coltura, la carica batterica presente su determinate superfici e hanno fatto opera di sensibilizzazione sulle misure igieniche e di prevenzione covid.

Tenaci e altruisti nonostante tutto

Diego Barbieri (14 anni, Genova) è ipovedente e ha problemi di deambulazione in seguito a un incidente avuto all’età di 9 anni ma non ha mai rinunciato ad andare in montagna e a promuoverne i valori. Il premio riconosce la sua forza e quella dei suoi familiari, insegnanti e compagni, che lo sostengono e lo affiancano per permettergli di seguire la sua passione.

Simone Moi (12 anni, Viterbo) dal 2009 è il testimonial dell’associazione SuperAbile, dopo che a 6 anni fu ricoverato d’urgenza al Bambin Gesù a causa di un tumore cerebrale. Nonostante una pesante compromissione della vista continua a coltivare la passione per lo sport, dall’equitazione al karate.

Antonio Maria Granieri (17 anni, Padova) è un giovane con sindrome di Down attivo nell’associazione Down Dadi della sua città e nella scuola dove studia per diventare cuoco. Le tracce trovate in rete parlano di lui come di un ragazzo con una gioia contagiosa.

Davide Paladini (11 anni, Milano) soffre di un disturbo dello spettro autistico e in questi anni di scuola elementare, con tanta determinazione e con l’aiuto di familiari, insegnanti e specialisti, è riuscito a recuperare gran parte del suo svantaggio e ad essere a propria volta di aiuto per un compagno in difficoltà. Una storia in qualche modo simile a quella di Giuseppe Varone (18 anni, Aosta). Anche Giuseppe è autistico, frequenta l’ultimo anno di un istituto a indirizzo tecnico turistico e ha in mente l’università. Durante il lockdown ha partecipato alla didattica a distanza, è stato di aiuto agli altri e ha partecipato come speaker a un programma radiofonico dedicato a ragazzi autistici.

L’ultima storia esemplare di oggi appartiene a Luisa Rizzo (18 anni, Lecce), una ragazza da sempre in carrozzina per una malattia del sistema muscolare, campionessa nella guida di droni. Il particolare sistema di pilotaggio le permette di vedere ciò che i droni vedono, per questo – come ama dire – non cammina ma può volare. Con le immagini raccolte ha realizzato filmati sulla terra salentina, cui è molto legata, ma grazie al suo sport – una passione ereditata dal padre un po’ per caso – ha partecipato a competizioni in Cina, Turchia, Germania e lungo tutta l’Italia. La sua forza di volontà è straordinaria, vale la pena che sia lei a raccontare la sua storia.

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