Per la Settimana di Mobilitazioni contro la Militarizzazione dei Giovani

Per la Settimana di Mobilitazioni contro la Militarizzazione dei Giovani

L’appello della War Resister’s International

Traduzione di Angela Argentieri

Tra il 12 e il 18 novembre di quest’anno attivisti di tutto il mondo organizzano iniziative contro la “militarizzazione” dei giovani nei loro paesi e nelle loro città.

Noi della War Resisters’ International ti invitiamo a unirti a noi in questa presa di posizione internazionale e ad organizzare eventi ed iniziative locali su questo tema!

La Settimana Internazionale di Azione Contro la Militarizzazione dei Giovani è uno sforzo comune attuato in tutto il Mondo per creare consapevolezza, per sfidare chi vuole militarizzare i giovani e per dare voce a proposte alternative. Noi della WRI siamo i coordinatori internazionali di questa settimana.

Lo scorso anno, in questa settimana, sono state attuate numerose attività, azioni mirate, conferenze, gruppi di lavoro e altri svariati eventi a cui hanno preso parte gruppi provenienti da diversi paesi come la Germania, la Finlandia, Israele, la Russia, la Corea del Sud, gli USA, e qualche altra nazione. Molte iniziative si sono ispirate ad azioni analoghe svolte nelle tre precedenti edizioni della Settimana Internazionale di Azione Contro la Militarizzazione dei Giovani che hanno avuto inizio da un primo singolo giorno di iniziative, nel 2013. 

Contrastare il reclutamento delle menti e dei corpi


I militari, i gruppi armati e tutti coloro che traggono profitto dalla guerra hanno perfezionato delle tecniche per influenzare i giovani. Il loro scopo non è solo reclutare fisicamente questi ragazzi, ma anche plasmare le loro menti al servizio della ragion militare. In alcuni paesi la militarizzazione dei giovani è più diretta ed evidente: i giovani (per lo più, ma non sempre, di sesso maschile) sono obbligati a svolgere il servizio militare di leva. Talora sono arruolati forzosamente, in qualche caso anche se si tratta di minori.

In numerosi altri paesi, tra cui quelli in cui la leva obbligatoria è stata sospesa o abolita, i governi, i produttori di armi e altre figure che traggono profitto dalle guerre hanno un interesse evidente nell’indottrinamento dei giovani affinché essi divengano dei sostenitori degli interventi armati e del militarismo in genere.

Fin tanto che l’attività di costoro sarà finalizzata all’educazione dei giovani alla violenza e all’uso delle armi, le nostre azioni di contrasto al militarismo dovranno necessariamente essere incrementate. In questa settimana di azione dovremo individuare le varie modalità usate per insegnare il ricorso alla violenza e alla guerra ai giovani e contrastarle, smontandole una ad una.

La Settimana Internazionale di Azione Contro la Militarizzazione dei Giovani conta sulle nostre iniziative locali di azione, e ci sono molti modi per aderire a questa settimana, ecco alcuni esempi:

Azioni dirette nonviolente: negli scorsi anni sono state organizzate forme di protesta di questo tipo davanti ad alcuni centri di reclutamento, presso degli stand di propaganda e reclutamento militare nelle fiere dedicate ai tipi di carriera lavorativa e alle fiere di armi.

Seminari, conferenze, gruppi di lavoro, dibattiti o webinar: sono tutti contesti adatti ad informare il pubblico sull’attività dei nostri attivisti, a focalizzare il problema, a coinvolgere altre persone ad agire in prima persona contro la militarizzazione dei giovani.

Banchetti informativi: allestite banchetti informativi nelle vostre scuole, università o altri luoghi pubblici ove sia possibile raggiungere il pubblico; distribuire opuscoli e materiale informativo sul tema della militarizzazione dei giovani e della resistenza a questo processo.

Proiezioni di film: è possibile organizzare proiezioni di film che raccontano storie legate alla militarizzazione dei giovani e alla resistenza che alcuni hanno opposto a questa imposizione.

Attività online: potete postare e condividere sui social-media frasi, concetti e storie contro la militarizzazione dei giovani e contro la guerra, aggiungendo hashtag che aumentino la visibilità degli stessi (per es., in inglese: #demilitarisedyouth and #weekofaction2018).
Pubblicizzare attività precedenti su questo tema: se in altri momenti avete svolto campagne anti-militariste o organizzato azioni o eventi contro la militarizzazione dei giovani, condividete quanto avete fatto con noi e con tutti. Possiamo condividerlo anche sui nostri siti dedicati e far girare notizia di queste iniziative sui vari media.

Pubblicazione di articoli e interviste sul tema della militarizzazione dei giovani e/o sulla resistenza a tale processo nel vostro paese: venire a sapere di storie accadute in altri paesi ci aiuta a potenziare ed incrementare il nostro spirito di solidarietà internazionale.

Se hai dubbi o domande su come agire e cosa fare non esitare a metterti in contatto con noi; possiamo discutere insieme i vostri progetti di azioni, possiamo mettervi in contatto con altri gruppi attivi nel vostro paese che stanno già organizzando qualcosa:

cmoy@wri-irg.org


Azione nonviolenta seguirà gli sviluppi della Settimana d’Azione contro la Militarizzazione dei Giovani. Per chi volesse seguire le notizie in inglese:

https://www.antimili-youth.net/

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