• 30 Novembre 2022 11:23

Una cosa bruttissima

DiGiorgio Gatta

Apr 30, 2021

L’altro ieri un’amica mi manda il messaggio: “purtroppo ieri è successa una cosa bruttissima”.
È fuori si sé, disperata, ma io tento ugualmente di chiamarla: sono preoccupato.

Dopo poco mi chiama lei e mi dice che l’insegnante, poco più che cinquantenne, di chitarra di sua figlia tredicenne, le ha mandato, prima a lei e poi a sua figlia, dei messaggi, del tipo che era innamorato della ragazza di tredici anni e che aveva pensato di sposarla…

“Nooooo non ci credooooo”…la mia prima reazione…

Mi ricompongo e dopo avere immediatamente analizzato il processo capisco che al momento la situazione è rimasta lì, vista anche la veemente reazione della madre nei confronti dell’aspirante stalker.
La stragrande maggioranza degli uomini d’oggi sono codardi e quindi – fermo restando che vada monitorata la situazione – e sperando di non sbagliarmi, la questione si dovrebbe fermare lì.
Ovviamente (la madre) è spaventatissima – come anche la figlia – e io non faccio altro di “ripulirla” dai sensi di colpa che inevitabilmente sorgono e ricondurla al senso di realtà.

Ma il giorno dopo quella telefonata drammatica con la mia amica, mi risale una rabbia che non riesco a contenere ma soprattutto non posso fare a meno di ripensare all’episodio.

Penso che siano innumerevoli gli episodi di violenza (di tutti i tipi) che una donna debba subire nell’arco della sua esistenza, oggi, come ieri e l’altro ieri ancora… E comincio a pensare che l’umanità senza l’uomo vivrebbe meglio, che la cosa migliore sarebbe che l’uomo fosse destinato all’estinzione.

Immaginerei un mondo dove le donne finalmente siano al potere, in tutti i campi, come lo è stato per l’uomo fino ad 80 anni fa e nei secoli dei secoli…Amen…
Gli uomini dovrebbero stare in delle riserve circoscritte – in Sudafrica esistono degli accampamenti dove i Bianchi stanno, non uscendo mai e facendo tutto lì (😉), per non avere a che fare con i “Negri” – venendo di volta in volta prelevati a scopo procreativo…giusto il tempo di…e a solo discrezione della donna.

Che l’uomo sia un essere inutile stanno i fatti a dimostrarlo: in larghe fasce geografiche e di popolazione, in America Latina e in Africa, sono esclusivamente le donne che mantengono le famiglie attraverso l’economia informale e in intere regioni se non ci fossero le donne, le economie di interi Paesi sarebbero devastate.
La donna non si arrende mai di fronte alle difficoltà perché ha il suo unico scopo la sopravvivenza dei suoi figli e il bene dei suoi figli, supera qualsiasi ostacolo, non importa quanto sia il prezzo da pagare.
Di esempi se ne possono fare a bizzeffe, tipo: le Madri (poi sono venute le Nonne, per il tempo passato) de Plaza de Mayo durante e dopo la dittatura in Argentina.

Quasi mi convinco che se le donne fossero state al potere nei secoli passati la tecnologia sulle armi si sarebbe fermata alle armi da taglio, in quanto con l’invenzione della polvere da sparo da parte dei cinesi ci saremmo limitati ad incrementare il mercato dei fuochi d’artificio e null’altro. E chissà che Fuochi ci sarebbero adesso: avete presente quel cinema muto dove c’è un uomo a cavalcioni di un missile che va in orbita?

Mai a nessuna donna verrebbe in mente di studiare un’arma atta ad offendere, con una gittata più lontana di uno sputo. Per una donna basterebbero le armi cosidette “all’arma bianca” perché per difendere – i figli – è sufficiente una spada.

A nessuna donna potrebbe venire in mente di avvallare le armi di distruzione di massa, quelle atomiche – che verranno messe al bando fra le nazioni a livello mondiale, venerdì 22 gennaio 2021 – in quanto sono armi concepite per eliminare i loro figli (le città) e l’ambiente che lo abitano.
Solo a un uomo – vedi il nostro governo al quale la premiership è di un uomo – potrebbe pensare di avere più attenzione agli equilibrismi internazionali dell’Alleanza Atlantica rispetto al bene che potrebbe fare l’eliminazione delle armi atomiche – visto che abbiamo pure degli arsenali nel nostro Paese (vedi Ghedi e Aviano) – sia sotto il profilo economico: queste armi costano alla comunità! Che sotto il profilo umanitario: solo 200.000 morti alla prima reazione nucleare, a livello di previsione scientifica!

Vorrei essere donna!

Non in questo mondo dove le relazioni sono basate sulle discriminazioni al femminile…a patto inoltre di essere al potere…

Come dite?
Vuoi la “botte piena, la moglie ubriaca e andare a mangiare a casa del vicino”?
Può darsi.
Che ci volete fare, del resto come uomo (al momento) sono un essere limitato…

Giorgio Gatta

Giorgio Gatta ha maturato una lunga esperienza nell’associazionismo e nel volontariato per la promozione della cultura della pace. In questo ambito, ha esercitato professionalmente l’attività di formatore per la gestione e la trasformazione dei conflitti con le tecniche della nonviolenza, giungendo a sviluppare progetti nell’ambito dell’Economia Civile. Dal 2004 al 2009, è stato tra gli organizzatori del “Corso per Mediatori Internazionali di Pace” a Bertinoro, facendo parte del suo comitato scientifico. L’iniziativa è stata realizzata nel 2010 nella sede di Santa Sofia (FC) del Centro Residenziale Universitario. Dalla seconda metà degli anni '80 ha sviluppato una lunga serie di esperienze di studio e di relazioni, fino ai giorni nostri, in ambito interculturale e verso la metà degli anni '90 inizia a intraprendere delle esperienze di dialogo interreligioso sia come dialogo ecumenico con le altre confessioni cristiane che dagli anni 2000 come dialogo cristiano-islamico. Attualmente è presidente dell’Associazione T-ERRE Turismo Responsabile di Faenza www.t-erre.org che nasce all’inizio del 2007, con lo scopo di sviluppare iniziative e progetti promozionali, di viaggio, culturali e formativi nel campo del turismo responsabile.

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