• 26 Giugno 2022 9:57

War Resisters’ International

DiDaniele Lugli

Mar 29, 2021

Cento anni fa nasce, 23-25 marzo 1921, la War Resisters’ International. Luogo è il villaggio di Bilthoven, provincia di Utrecht, casa di Kees Boeke, quacchero, anarchico, olandese. Si incontrano pacifisti – Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Austria, Francia, USA – per l’opposizione alla guerra, a partire dall’obiezione di coscienza. Dice, più o meno, Victor Hugo che vi sono date da alzare come torce per illuminare il cammino dell’umanità.

Nel 1919, stesso luogo, è fondato il Movement Towards a Christian International, poi denominato International Fellowship of Reconciliation (IFOR) o Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR) in Italia. Nel 1920, siamo sempre lì, nasce, su impulso di Pierre Ceresole, segretario dell’IFOR il Servizio Civile Internazionale (SCI) per campi di lavoro che ricostruiscano quanto la guerra ha distrutto. Sono gli obiettori di coscienza alla guerra che prendono l’iniziativa. La WRI – il Movimento Nonviolento ne è la Sezione italiana – inizialmente detta Paco (Pace in Esperanto) completa dunque la triade.

Da allora i loro cammini si sono spesso intrecciati. Forse è anche l’intreccio a rendere resistenti queste organizzazioni. Come è detto, “un filo a tre capi non si spezzerà facilmente”. Tuttora MIR e Movimento Nonviolento organizzano campi di lavoro comuni. Io ricordo, con piacere quelli dedicati all’obiezione di coscienza, organizzati da WRI e CSI in Svizzera a Hospental, Luglio 1964, a Signa, Agosto 1965, a Montoggio, Agosto 1967. Sono esperienze brevi, molto intense. Nel ricordo il loro tempi si dilatano.

Al centenario di WRI Azione nonviolenta dedica un numero. Ne ripropone l’appello, sempre attuale, Nonviolenti di tutti i Paesi, unitevi! Contro il peggior crimine dell’umanità. Ne ripercorre le vicende. Cent’anni di storia della War Resisters’ International, a partire dalla testimonianza di un fondatore, Appello al popolo italiano nel nome di San Francesco e Mazzini. Sottolinea lo spazio che il tema ha nella riflessione capitiniana: L’organizzazione mondiale nel sogno di Aldo Capitini. Ripropone i rapporti tra WRI e Movimento Nonviolento al suo sorgere, I campi di lavoro-studio e l’obiezione di coscienza e nel suo riproporsi Sempre in viaggio per la pace tra campi di lavoro e di studio. Dà conto di iniziative significative poco note o dimenticate, come La presenza dei Radicali oltre il muro di Berlino o L’operazione Omega e la nonviolenza umanitaria. Consente di approfondirne l’attività dall’interno della WRI con Mezzo secolo di attivismo antimilitarista e nonviolento e Vedere il movimento globale dall’organizzazione dello staff. Infine dice del nostro impegno attuale e del respiro europeo e internazionale che le caratterizza: Le nostre Campagne internazionali contro tutte le guerre e La resistenza nonviolenta, ieri e oggi. Progetto nEUres.

Mi limito a un elenco dei titoli per non togliere il piacere di leggere l’intero numero. Quel poco che ho da dire al riguardo l’ho scritto lì e non lo riprendo. Chi vorrà leggere vedrà come sono passato, con scarsa consapevolezza, accanto a persone notevoli per impegno e attività. Il pensiero va a cari amici con i quali ho condiviso il primo incontro faccia a faccia con Aldo Capitini a Perugia il 22 settembre 1962. C’è stato un incontro pubblico a Palazzo dei Priori introdotto da Capitini e uno, più raccolto e indimenticabile, alla sede del COR, via dei Filosofi. Nell’incontro pubblico è intervenuto il più esperto di noi ferraresi: Gastone Manzoli, poi Lamberto Borghi e Aldo Putelli. Questi era responsabile della sezione di Milano della WRI. Prima di lui lo era Aldo Rescigno, che con Pioli ben ricordato nel fascicolo di Azione nonviolenta avrebbe voluto, già nel ’47, che l’Associazione dei resistenti alla Guerra, promossa da Capitini con molte speranze, si qualificasse come sezione della WRI. Agli incontri dell’Associazione partecipa da Londra, per la WRI, Andrej Jupp.

Con il pensiero all’Internazionale della nonviolenza – ce ne parlava Capitini – torna un ricordo più intimo e vicino. È per gli amici del primo viaggio perugino, preziosi nel Gruppo di Azione Nonviolenta. Li ripenso a Roma il 9 aprile del 1966. Facciamo una piccola marcia per far conoscere alla città la Conferenza triennale della WRI, che si tiene dal 7 al 12. Sono Orio Sarti, Gastone Manzoli, Piero Cavazzini, con i nostri accurati cartelli.

Daniele Lugli

Daniele Lugli (Suzzara, 1941), amico e collaboratore di Aldo Capitini, dal 1962 lo affianca nella costituzione del Movimento Nonviolento di cui sarà nella segreteria dal 1997 per divenirne presidente, con l’adozione del nuovo Statuto, come Associazione di promozione sociale, e con Pietro Pinna è nel Gruppo di Azione Nonviolenta per la prima legge sull’obiezione di coscienza. La passione per la politica lo ha guidato in molteplici esperienze: funzionario pubblico, Assessore alla Pubblica Istruzione a Codigoro e a Ferrara, docente di Sociologia dell’Educazione all’Università, sindacalista, insegnante e consulente su materie giuridiche, sociali, sanitarie, ambientali - argomenti sui quali è intervenuto in diverse pubblicazioni - e molto altro ancora fino all’incarico più recente, come Difensore civico della Regione Emilia-Romagna dal 2008 al 2013. È attivo da sempre nel Terzo settore per promuovere una società civile degna dell’aggettivo ed è e un riferimento per le persone e i gruppi che si occupano di pace e nonviolenza, diritti umani, integrazione sociale e culturale, difesa dell’ambiente. Nel 2017 pubblica con CSA Editore il suo studio su Silvano Balboni, giovane antifascista e nonviolento di Ferrara, collaboratore fidato di Aldo Capitini, scomparso prematuramente a 26 anni nel 1948

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