Anche fermandosi, si impara.

Anche fermandosi, si impara.

Pubblichiamo la lettera tenera di Vittoriano Caporale, prof. in pensione di Storia della Pedagogia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, maestro affettuoso e docente accogliente. A lui devo la conoscenza di don Milani, Danilo Dolci e Ivan Illich e gliene sono grata. In questo breve post pubblicato su face book il 16 marzo, Caporale ci fa riflettere con poche efficaci parole sull’occasione di apprendimento che i bambini e le bambine hanno in questo momento di apparente stasi e di rivoluzione dei ritmi giornalieri. Non sprechiamola, genitori e insegnanti, non si impara solo a scuola e non si impara solo facendo i compiti! Gabriella Falcicchio

Care mamme, cari papà, cari insegnanti, cari amici,

sto sentendo molti di voi che si stanno lamentando e preoccupando perché i figli non svolgono i compiti assegnati e non studiano come al solito.
Vi dico con tutto il cuore e con la scienza pedagogica e l’esperienza didattica acquistata in 50 anni di insegnamento all’Università: NON IMPORTA!
In questi giorni i vostri figli-scolari stanno imparando quello che il pedagogista bitontino Giovanni Modugno chiamava “scienza della vita” e che la scuola verbalistica, astratta, mnemonica e burocratica non insegna!

📌 Stanno imparando ad affrontare le difficoltà impreviste, a rinunciare alla libertà dei movimenti e delle relazioni amicali per il bene comune.
📌 Stanno imparando a capire che la salute è un bene da salvaguardare anche se comporta tante rinunce e il ridimensionamento delle abitudini quotidiane.
📌 Stanno imparando il valore dell’ #ATTESA e della #SPERANZA.
📌 Stanno apprezzando tutto quello che ogni casa offre: libri, giocattoli, TV, cani, gatti, uccellini e altri animali e cose.
📌 Stanno imparando a pregare, a capire che l’ #umanità è un’unica grande famiglia che soffre e che spera, al di là dei confini geografici.
📌 Stanno imparando l’importanza della #solidarietà che può essere rafforzata col sorriso, con la parola affettuosa, col ricordo.
📌 Stanno sperimentando che i cellulari, i tablet e le altre tecnologie fanno sentire meno soli, a comunicare con gli amici vicini e lontani, a esprimere i nostri sentimenti e a volerci più bene.

Vi saluto tutti con l’affetto di un anziano professore di storia della pedagogia, padre e nonno,
Vittoriano Caporale

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