• 3 Luglio 2022 4:05

Famiglia, divorzio, prostituzione a Ferrara nel dopoguerra. Luciana Masini e Silvano Balboni

DiDaniele Lugli

Mag 3, 2017
luciana masini

Mi rammarico molto di non averlo fatto. Oltre al suo lungo e ben conosciuto impegno in un sindacato, che a Ferrara aveva contribuito a fondare, è stata precorritrice di movimenti per i diritti civili e di emancipazione della donna, con impegno su temi che non hanno perso di attualità.

Ricordo in particolare la presidenza del Movimento per il divorzio da lei ventiduenne, promosso su stimolo di Silvano Balboni, maggiore di due anni di lei, nel ’46. Ben tre incontri sul tema si tengono al Centro di Orientamento sociale di Ferrara nel novembre di quell’anno.

12 novembre: Il divorzio: pro e contro. Si è costituito a Ferrara un movimento a favore. Luciana Masini ne illustra le finalità. Il dibattito si fa subito appassionato. Interventi dei professori Buda, Savino, Modestino. La riunione viene aggiornata.

19 novembre: Prosegue discussione, con l’intervento dell’avvocato Lina Sotgiu.

26 novembre: Terza riunione.

Non c’è bisogno di sottolineare come il dibattito al COS anticipi di decenni la legge sul divorzio (1970), l’esito referendario (1974) e l’aggiornamento del diritto di famiglia (1975), che dopo quarant’anni necessiterebbe di essere rivisitato, come pronunce europee ammoniscono, ma non sempre accolte con la necessaria lungimiranza.

Risalta ancor più se confrontata con le contorsioni che caratterizzano il dibattito all’Assemblea Costituente dove il confronto si restringe sul dichiarare o meno indissolubile il matrimonio, che fonderebbe la società naturale detta famiglia.

Il 30 ottobre nella competente Sottocommissione, poco prima dunque del dibattito al COS, Dossetti si esprime chiaramente sull’indissolubilità: “Per il mio partito, quello che si sta dibattendo è il problema fondamentale di tutta la Costituzione. Indubbiamente vi sono anche altre parti della Costituzione che ad esso stanno a cuore, ma questa assume un’importanza assolutamente eccezionale”.

La stessa posizione sarà sostenuta e argomentata nel dibattito ferrarese dal professor Pasquale Modestino.

Finalmente il 23 aprile del ´47 viene messa in votazione la formulazione “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio indissolubile. Su 384 votanti (maggioranza 192), i voti favorevoli a mantenere l’aggettivo sono 191, quelli contrari 193. L’indissolubilità non è un vincolo costituzionale.

Balboni chiede alla Masini anche di condurre un’inchiesta, da pubblicare sul settimanale della federazione di Ferrara, “L’idea socialista”, sulla condizione delle prostitute nei numerosi bordelli ferraresi. “Non me la sono sentita – mi ha detto – ero tanto giovane”.

È un tema caro a Balboni, che tiene la segreteria e cura l’organizzazione dei convegni promossi da Capitini in ambito religioso. In essi la questione era affiorata, già nel 1° Convegno, Perugia, 8-10 ottobre 1946, sul problema religioso moderno. Con un’ampia e variegata partecipazione si affrontano vari temi, da approfondire in successivi incontri, e si conclude con l’approvazione di vari ordini del giorno. Nella lettera inviata ai deputati alla Costituente si chiede infatti un impegno per la soppressione della prostituzione denunciando anche la situazione di limitazione dei diritti delle prostitute. Anche nel 2° Convegno di Bologna (3-5 gennaio 1947), a conclusione, vengono votati vari ordini del giorno, tra i quali uno sulla prostituzione: “Chiede che lo Stato si impegni a uscire dall’attuale immorale e contradditoria situazione (per cui da un lato le prostitute vengono burocraticamente regolamentate e dall’altro si toglie loro il diritto di voto come a delle delinquenti) adottando quei provvedimenti sociali necessari a sopprimere integralmente la prostituzione”. Nel 3° Convegno, che si tiene a Milano (10-12 aprile 1947), si annuncia la promozione di “gruppi femminili per la rieducazione della donna e per la lotta immediata contro la prostituzione”.

Un’eco del tema si avverte nella stessa presentazione del Movimento pro divorzio della Masini, come risulta da “L’idea socialista”. “Al COS: il divorzio. Perché disapprovare il divorzio e approvare la separazione senza pensare alle situazioni che da quest’ultima derivano? Così dice la presidente del Movimento pro Divorzio, Luciana Masini, aprendo la seduta del COS. Se la separazione avviene per consenso di entrambi i coniugi, in un’eventuale causa per adulterio la pena prevista per questo reato viene diminuita; se la separazione avviene per colpa di uno dei coniugi, se il colpevole è l’uomo vigono ancora gli articoli del codice penale contro l’adulterio, se la colpevole è la donna, l’uomo ha il diritto di convivere con un’altra donna, pur essendogli riservato il diritto di trascinare in tribunale la moglie se pure essa si permette di vivere coniugalmente con altra persona. Possiamo chiamare morale o anche solo giuridicamente equa questa situazione? La signorina Masini risponde recisamente no e dopo aver accennato alla particolarmente grave situazione del dopoguerra espone i punti programmatici del movimento che si compendiano nella richiesta del divorzio come soluzione di critiche situazioni familiari, come coadiutore della lotta contro la prostituzione, come coefficiente importante per la sparizione del fenomeno dei bambini esposti e per la diminuzione di quello delle misere madri nubili….”

La prima proposta in tema di prostituzione dell’on. Lina Merlin sarà dell’agosto del ´48. Dieci anni dopo l’iniziativa avrà successo.

Daniele Lugli

Daniele Lugli (Suzzara, 1941), amico e collaboratore di Aldo Capitini, dal 1962 lo affianca nella costituzione del Movimento Nonviolento di cui sarà nella segreteria dal 1997 per divenirne presidente, con l’adozione del nuovo Statuto, come Associazione di promozione sociale, e con Pietro Pinna è nel Gruppo di Azione Nonviolenta per la prima legge sull’obiezione di coscienza. La passione per la politica lo ha guidato in molteplici esperienze: funzionario pubblico, Assessore alla Pubblica Istruzione a Codigoro e a Ferrara, docente di Sociologia dell’Educazione all’Università, sindacalista, insegnante e consulente su materie giuridiche, sociali, sanitarie, ambientali - argomenti sui quali è intervenuto in diverse pubblicazioni - e molto altro ancora fino all’incarico più recente, come Difensore civico della Regione Emilia-Romagna dal 2008 al 2013. È attivo da sempre nel Terzo settore per promuovere una società civile degna dell’aggettivo ed è e un riferimento per le persone e i gruppi che si occupano di pace e nonviolenza, diritti umani, integrazione sociale e culturale, difesa dell’ambiente. Nel 2017 pubblica con CSA Editore il suo studio su Silvano Balboni, giovane antifascista e nonviolento di Ferrara, collaboratore fidato di Aldo Capitini, scomparso prematuramente a 26 anni nel 1948

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